Lo studio di Susan Adams ha la finalità di studiare gli aspetti linguistici e strutturali delle narrative scritte, e il valore predittivo di alcuni fattori rispetto alla probabilità che si tratti di narrative vere o false. Per evitare questo, chi mente lo fa per omissione piuttosto che per commissione. Compariranno dunque delle differenze sul profilo …
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Questo approccio (IIE) nasce dall’insoddisfazione delle vecchie tecniche di interrogatorio e di intervista. In sostanza quest oapproccio ha notato che I buoni intervistatori della polizia sono ottimi comunicatori. Ascoltano bene, costruiscono un buon rapport, sono buoni osservatori del verbale e del non verbale, che include essere dei buoni lie detectors. In questo verrà descritto il …
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Ci sono due parametri molto importanti per l’utilizzo dei segnali di comunicazione (Vitale, 2015, in Casiglia et al., 2015): univocità controllabilità Questi due parametri devono sempre essere presi in considerazione quando si utilizza l’Analisi della Comunicazione come metodo di valutazione delle persone. Pensiamo alla comunicazione non verbale, ognuno di noi vorrebbe che il  significato dei …
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Le persone hanno a disposizione una quantità limitata di memoria, attenzione e capacità computazionale. Per questo motivo, quando comunicano, hanno coscienza di una piccola quantità delle informazioni che stanno comunicando. L’investigatore attento deve essere in grado di analizzare la comunicazione a tre livelli (comunicazione verbale, paraverbale e non verbale) e compararli tra di loro. Qui …
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Le persone traumatizzate perdono «la capacità di utilizzare le loro emozioni come guide per un’azione efficace. Le loro emozioni possono essere attivate, ma essi non riconoscono quello che stanno provando»26 . Si ha così una condizione di alessitimia, «che compromette la capacità di riconoscere e definire le emozioni»27 . È necessario indirizzare queste persone alla …
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Lasciando da parte i segni attraverso i quali il viso può tradire un’emozione nascosta, passiamo a considerare quegli indizi che fanno capire che una mimica è falsa. Un indizio in questo senso è già stato sopra affrontato, ed è l’esistenza di muscoli meno controllabili, e quindi più attendibili, che non entrano in azione in una mimica …
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Passiamo ora all’analisi della bocca ed in particolare delle labbra. È da quasi due secoli che psicologi, neurologi e antropologi discutono del sorriso dell’uomo. Si è sempre saputo che i sorrisi non sono tutti uguali: dall’analisi della mimica facciale è possibile individuarne oltre una cinquantina, ognuno con un aspetto e un messaggio particolare (Neuburger & …
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Esaminando invece gli occhi, che secondo Platone sono “lo specchio dell’anima”, per scoprire una menzogna dobbiamo soprattutto prestare attenzione alla direzione dello sguardo e alla dilatazione della pupilla (Tassan, 2005). Per quanto riguarda l’aspetto direzionale secondo Sulger (1989) : Lo sguardo fisso indica la volontà del soggetto di defilarsi e di non impegnarsi quindi nelle …
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Il volto può essere un canale ricco d’informazioni per chi tenta di scorgere la menzogna. «Il viso è infatti capace di mentire e dire la verità e spesso fa entrambe le cose contemporaneamente. Contiene allora due messaggi: ciò che il bugiardo vuol mostrare e ciò che vuole nascondere. » (Ekman, 2011, p.110). È possibile quindi …
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