Ci sono due parametri molto importanti per l’utilizzo dei segnali di comunicazione (Vitale, 2015, in Casiglia et al., 2015): univocità controllabilità Questi due parametri devono sempre essere presi in considerazione quando si utilizza l’Analisi della Comunicazione come metodo di valutazione delle persone. Pensiamo alla comunicazione non verbale, ognuno di noi vorrebbe che il  significato dei …
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Le persone hanno a disposizione una quantità limitata di memoria, attenzione e capacità computazionale. Per questo motivo, quando comunicano, hanno coscienza di una piccola quantità delle informazioni che stanno comunicando. L’investigatore attento deve essere in grado di analizzare la comunicazione a tre livelli (comunicazione verbale, paraverbale e non verbale) e compararli tra di loro. Qui …
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Le persone traumatizzate perdono «la capacità di utilizzare le loro emozioni come guide per un’azione efficace. Le loro emozioni possono essere attivate, ma essi non riconoscono quello che stanno provando»26 . Si ha così una condizione di alessitimia, «che compromette la capacità di riconoscere e definire le emozioni»27 . È necessario indirizzare queste persone alla …
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Lasciando da parte i segni attraverso i quali il viso può tradire un’emozione nascosta, passiamo a considerare quegli indizi che fanno capire che una mimica è falsa. Un indizio in questo senso è già stato sopra affrontato, ed è l’esistenza di muscoli meno controllabili, e quindi più attendibili, che non entrano in azione in una mimica …
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Passiamo ora all’analisi della bocca ed in particolare delle labbra. È da quasi due secoli che psicologi, neurologi e antropologi discutono del sorriso dell’uomo. Si è sempre saputo che i sorrisi non sono tutti uguali: dall’analisi della mimica facciale è possibile individuarne oltre una cinquantina, ognuno con un aspetto e un messaggio particolare (Neuburger & …
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Esaminando invece gli occhi, che secondo Platone sono “lo specchio dell’anima”, per scoprire una menzogna dobbiamo soprattutto prestare attenzione alla direzione dello sguardo e alla dilatazione della pupilla (Tassan, 2005). Per quanto riguarda l’aspetto direzionale secondo Sulger (1989) : Lo sguardo fisso indica la volontà del soggetto di defilarsi e di non impegnarsi quindi nelle …
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Il volto può essere un canale ricco d’informazioni per chi tenta di scorgere la menzogna. «Il viso è infatti capace di mentire e dire la verità e spesso fa entrambe le cose contemporaneamente. Contiene allora due messaggi: ciò che il bugiardo vuol mostrare e ciò che vuole nascondere. » (Ekman, 2011, p.110). È possibile quindi …
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Come illustrato nel capitolo precedente, la comunicazione non verbale rappresenta il 55% del messaggio comunicativo. Ma cosa si intende per comunicazione non verbale? La sua spiegazione non è univoca, esistono differenti definizioni a seconda dei diversi autori che trattano l’argomento. Per Argyle, professore e sociolinguista inglese (1969), la comunicazione non verbale comprende la postura, i …
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A differenza delle espressioni facciali, il controllo volontario dei movimenti corporei è molto semplice. La maggior parte di essi infatti non è collegata a vie nervose che fanno riferimento a zone cerebrali interessate alle emozioni. Nonostante ciò però il corpo, come ricavato anche dall’esperimento delle infermiere di Ekman, lascia trapelare moltissimi segnali, risultando così un altro …
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