«Chi insegnerà agli uomini a morire, insegnerà loro a vivere»: questo aforisma di Montaigne afferma che è difficile imparare a vivere senza aver trovato qualche soluzione al problema della morte, cioè senza aver avuto nessun insegnante in merito. La tesi, a mio parere, sembra essere convincente. Si immagini, infatti, la vita di coloro che …
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Articolo di Erika Bruno C’è un fenomeno che negli ultimi decenni ha polarizzato l’attenzione su alcune dinamiche relazionali disturbate che trovano nell’istituzione scolastica il luogo privilegiato di attuazione: è noto come ‘bullismo‘ ed è di pertinenza anche criminologica laddove, nei casi più gravi, l’azione deviante agita a scuola si protrae oltre i confini dell’età dello …
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Articolo di Erika Bruno Quando la trasgressione e l’esigenza di ‘andare contro’ si stabilizzano in una modalità di condotta rigida e coattiva, quindi, inadeguata alle situazioni sociali (non funzionale), si parla di patologia, per cui un comportamento si manifesta con modalità bizzarre, ed é definito come “disturbo oppositivo-provocatorio”, altrimenti detto, disturbo della condotta. Tale patologica …
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Il gruppo dei pari (frequentati a scuola o nel tempo libero) assume, durante la fase preadolescenziale, un ruolo determinante per il ragazzo. Il gruppo stabilisce ruoli e norme che ogni componente tende a seguire, conformandosi ad esse. Il problema si pone qualora al suo interno si approvino le condotte antisociali: in questo caso, i componenti …
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Articolo di Erika Bruno Le problematiche dello sviluppo richiamano l’attenzione su aspetti determinanti della dimensione familiare, in termini di gestione dei rapporti tra i membri e clima sperimentato. Tra le cause ambientali nello sviluppo delle anomalie di tipo cognitivo-comportamentale, quelle relative all’ambiente d’origine sono intese come determinanti. La regolazione emotiva si esplica, fin dall’infanzia, secondo …
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Il primo strumento appositamente elaborato per individuare i ruoli assunti nel gruppo-classe in cui si verificano episodi di bullismo è il Participant Role Questionnaire (PRQ) di Salmivalli, Lagerspetz, Bjorkqvist, Osterman e Kaukiainen (1996). Tale questionario a 50 item, somministrato a ragazzi finlandesi di scuola media, individua, attraverso la metodica della nomina dei pari, quattro ruoli …
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Il comportamento prosociale comprende tutti gli atti che mirano a promuovere negli altri il benessere, come l’assistenza, il comfort, la cooperazione, mentre i comportamenti ostili sono volti a offendere o attaccare gli altri (Mussen e Eisenberg-Berg, 1977; Tani 1991). In particolare, nella letteratura sul bullismo, si definiscono come prosociali tutti i tipi di comportamenti altruistici, …
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Manifestazioni di empatia a partire dal secondo anno I mutamenti principali del senso di sé avvengono verso la metà del secondo anno di vita. Per la prima volta, il bambino è in grado di riconoscersi allo specchio. Questo sé allo specchio (mirror-self) indica che il bambino sente il proprio corpo come un oggetto che può …
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Benché gli infanti e i bambini più piccoli non posseggano molte di queste capacità cognitive, essi possono provare empatia grazie ai meccanismi di attivazione elementari (mimesi, condizionamento classico e associazione). Praticamente, dal giorno stesso della nascita i neonati sono turbati e contagiati dal pianto di un altro bambino, una reazione che alcuni considerano come il …
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Articolo di Arianna Leone L’abuso infantile non è un fenomeno che si venuto a sviluppare recentemente, ma, nonostante ciò, solo negli ultimi anni è divenuto un tema scottante di attualità e la sua definizione risulta molto variabile tra l’opinione pubblica; questo anche se, oggigiorno, il mondo adulto occidentale sia notevolmente progredito e non tratti più …
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