Il primo strumento appositamente elaborato per individuare i ruoli assunti nel gruppo-classe in cui si verificano episodi di bullismo è il Participant Role Questionnaire (PRQ) di Salmivalli, Lagerspetz, Bjorkqvist, Osterman e Kaukiainen (1996). Tale questionario a 50 item, somministrato a ragazzi finlandesi di scuola media, individua, attraverso la metodica della nomina dei pari, quattro ruoli …
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Il comportamento prosociale comprende tutti gli atti che mirano a promuovere negli altri il benessere, come l’assistenza, il comfort, la cooperazione, mentre i comportamenti ostili sono volti a offendere o attaccare gli altri (Mussen e Eisenberg-Berg, 1977; Tani 1991). In particolare, nella letteratura sul bullismo, si definiscono come prosociali tutti i tipi di comportamenti altruistici, …
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Manifestazioni di empatia a partire dal secondo anno I mutamenti principali del senso di sé avvengono verso la metà del secondo anno di vita. Per la prima volta, il bambino è in grado di riconoscersi allo specchio. Questo sé allo specchio (mirror-self) indica che il bambino sente il proprio corpo come un oggetto che può …
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Benché gli infanti e i bambini più piccoli non posseggano molte di queste capacità cognitive, essi possono provare empatia grazie ai meccanismi di attivazione elementari (mimesi, condizionamento classico e associazione). Praticamente, dal giorno stesso della nascita i neonati sono turbati e contagiati dal pianto di un altro bambino, una reazione che alcuni considerano come il …
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Articolo di Arianna Leone L’abuso infantile non è un fenomeno che si venuto a sviluppare recentemente, ma, nonostante ciò, solo negli ultimi anni è divenuto un tema scottante di attualità e la sua definizione risulta molto variabile tra l’opinione pubblica; questo anche se, oggigiorno, il mondo adulto occidentale sia notevolmente progredito e non tratti più …
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Disturbi borderline Un soggetto il cui QI si colloca nella fascia tra la normalità e il ritardo di grado lieve (dunque, secondo la scala Wechsler, tra 85 e 70) presenta un disturbo borderline intellettivo, e lo si può definire come un disturbo di apprendimento non specifico con difficoltà emotivo-comportamentali ed affettivo-relazionali associate, che traggono origine …
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La valutazione dell’attaccamento nell’adulto: l’Adult Attachment Interview (AAI)   Mary Main e dei suoi collaboratori misero a punto un nuovo strumento d’indagine: l’Adult Attachment Interview (AAI) (George, Kaplan e Main, 1985; Main e Goldwin, 1985), volto a valutare lo stato mentale di un adulto rispetto al proprio attaccamento. Si tratta di un’intervista semi-strutturata della durata …
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Il costrutto di Modelli Operativi Interni (Internal Working Models) permette di comprendere i processi attraverso cui gli schemi relazionali di attaccamento vengono interiorizzati e mentalizzati dal bambino. Il termine modello fa riferimento alla regolarità nella rappresentazione dell’esperienza a partire da regole che determinano le inferenze possibili nella decodifica e interpretazione degli eventi; il termine operativo …
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La Strange Situation e le tipologie di attaccamento   La psicologa canadese Mary Ainsworth (Glendale, 1 dicembre 1913 – Charlottesville, 21 marzo 1999), stretta collaboratrice di Bowlby, è responsabile della messa a punto di una procedura semi-sperimentale per la raccolta dei dati: la Strange Situation. Questo studio permette di esaminare il comportamento di attaccamento, il …
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Articolo di Sharon Invigorito Risulta interessante notare come i vari studi e le rispettive conclusioni a cui sono giunti Autori come John Bowlby e Mary Ainsworth, abbiano effettivamente influenzato gradualmente la psicologia del tempo come quella attuale, suscitando interesse nell’approfondire l’argomento, arrivando così alla conclusione circa l’effettiva continuità degli stili di attaccamento nell’età adulta. Un …
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