Nel 2013, invece, i ricercatori Jordan e Dempsey hanno condotto uno studio qualitativo mirato, come i precedenti, ad esplorare i fattori influenti per lo sviluppo dell’identità adottiva, ma cercando di assumere la prospettiva dei veri protagonisti di questa tematica, ossia delle persone con alle spalle un’esperienza di adozione (Jordan & Dempsey, 2013). Anziché cercare di …
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L’influenza del contesto familiare e relazionale sullo sviluppo dell’identità Anche se esaustivo e ricco di spunti, lo studio di Rosenberg e Horner non presenta, come sottolineato dagli stessi autori, evidenze scientifiche a sostegno delle proprie conclusioni; inoltre, si concentra esclusivamente sulle fantasie e sulle sensazioni individuali dei ragazzi adottati, non specificando se esistano dei fattori, …
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C’erano due donne che non si erano mai conosciute. Una non la ricordi, l’altra la chiami mamma. La prima ti ha dato la vita, la seconda ti ha insegnato a viverla. La prima ti ha creato il bisogno d’amore, la seconda era lì per soddisfarlo. Una ti ha dato la nazionalità, l’altra il nome. Una …
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  «Chi insegnerà agli uomini a morire, insegnerà loro a vivere»: questo aforisma di Montaigne afferma che è difficile imparare a vivere senza aver trovato qualche soluzione al problema della morte, cioè senza aver avuto nessun insegnante in merito. La tesi, a mio parere, sembra essere convincente. Si immagini, infatti, la vita di coloro che …
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Articolo di Erika Bruno C’è un fenomeno che negli ultimi decenni ha polarizzato l’attenzione su alcune dinamiche relazionali disturbate che trovano nell’istituzione scolastica il luogo privilegiato di attuazione: è noto come ‘bullismo‘ ed è di pertinenza anche criminologica laddove, nei casi più gravi, l’azione deviante agita a scuola si protrae oltre i confini dell’età dello …
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Articolo di Erika Bruno Quando la trasgressione e l’esigenza di ‘andare contro’ si stabilizzano in una modalità di condotta rigida e coattiva, quindi, inadeguata alle situazioni sociali (non funzionale), si parla di patologia, per cui un comportamento si manifesta con modalità bizzarre, ed é definito come “disturbo oppositivo-provocatorio”, altrimenti detto, disturbo della condotta. Tale patologica …
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Il gruppo dei pari (frequentati a scuola o nel tempo libero) assume, durante la fase preadolescenziale, un ruolo determinante per il ragazzo. Il gruppo stabilisce ruoli e norme che ogni componente tende a seguire, conformandosi ad esse. Il problema si pone qualora al suo interno si approvino le condotte antisociali: in questo caso, i componenti …
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Articolo di Erika Bruno Le problematiche dello sviluppo richiamano l’attenzione su aspetti determinanti della dimensione familiare, in termini di gestione dei rapporti tra i membri e clima sperimentato. Tra le cause ambientali nello sviluppo delle anomalie di tipo cognitivo-comportamentale, quelle relative all’ambiente d’origine sono intese come determinanti. La regolazione emotiva si esplica, fin dall’infanzia, secondo …
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Il primo strumento appositamente elaborato per individuare i ruoli assunti nel gruppo-classe in cui si verificano episodi di bullismo è il Participant Role Questionnaire (PRQ) di Salmivalli, Lagerspetz, Bjorkqvist, Osterman e Kaukiainen (1996). Tale questionario a 50 item, somministrato a ragazzi finlandesi di scuola media, individua, attraverso la metodica della nomina dei pari, quattro ruoli …
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Il comportamento prosociale comprende tutti gli atti che mirano a promuovere negli altri il benessere, come l’assistenza, il comfort, la cooperazione, mentre i comportamenti ostili sono volti a offendere o attaccare gli altri (Mussen e Eisenberg-Berg, 1977; Tani 1991). In particolare, nella letteratura sul bullismo, si definiscono come prosociali tutti i tipi di comportamenti altruistici, …
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