Articolo di Cecilia Marchese Si dice che le bugie abbiano le gambe corte eppure il desiderio che muove verso la conoscenza del fatto e la ricerca della verità che si cela dietro ogni menzogna costituisce un elemento innegabilmente intrigante per chiunque: se ne sono occupati filosofi come Socrate, Kant, Nietzsche nel passato e continuano ad …
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Strano (2003) nel suo libro illustra l’evoluzione degli strumenti di interrogatorio nella storia. In Cina, fino ad un paio di secoli fa, alle persone interrogate veniva fornita una piccola quantità di riso con l’ordine di sistemarlo sotto la lingua. Dopo l’interrogatorio l’imputato doveva sputare  sulla mano: se il riso risultava inumidito dalla saliva, le persone …
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Lo psicologo statunitense Paul Ekman nel 1972, intraprese un viaggio-ricerca in Papua Nuova Guinea, dove condusse esperimenti con una comunità di indigeni mai venuta in contatto con il mondo occidentale, i Fore, e grazie al quale identificò sei emozioni riconoscibili da tutti gli esseri umani, che perciò definì “emozioni di base”: la rabbia, il disgusto, …
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I gesti di mascheramento sono nati per influenzare l’esito di una partita di poker. Si tratta di una risorsa importante per i giocatori di poker. Durante un match, interpretare il linguaggio del corpo di un giocatore di poker è la parte più complessa. Occorre cercare di capire quando l’avversario ha una buona o una cattiva mano. I …
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La interpretazione delle informazioni tramite l’analisi comportamentale dei segni dell’inganno Fra i predittori necessari per determinare il successo nell’attività professionale, il più importante è l’onesta verso l’ufficiale, per cui si possono stabilire e verificare: la motivazione a fornire informazioni, l’intenzione di mantenere la fiducia nei legami e, soprattutto, la veridicità delle informazioni fornite. Per queste …
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Raramente una persona colpevole dirà: “Io non l’ho fatto” perché sarebbe troppo stressante per una persona colpevole dire una menzogna così diretta. Tenderà più probabilmente ad usare termini come “non lo farei mai”, oppure “non c’è nessuna traccia che porti al mio arresto. Non hanno niente”. Non lo farei mai può essere una frase anche …
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Questo approccio (IIE) nasce dall’insoddisfazione delle vecchie tecniche di interrogatorio e di intervista. In sostanza quest oapproccio ha notato che I buoni intervistatori della polizia sono ottimi comunicatori. Ascoltano bene, costruiscono un buon rapport, sono buoni osservatori del verbale e del non verbale, che include essere dei buoni lie detectors. In questo verrà descritto il …
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Ci sono due parametri molto importanti per l’utilizzo dei segnali di comunicazione (Vitale, 2015, in Casiglia et al., 2015): univocità controllabilità Questi due parametri devono sempre essere presi in considerazione quando si utilizza l’Analisi della Comunicazione come metodo di valutazione delle persone. Pensiamo alla comunicazione non verbale, ognuno di noi vorrebbe che il  significato dei …
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Le persone hanno a disposizione una quantità limitata di memoria, attenzione e capacità computazionale. Per questo motivo, quando comunicano, hanno coscienza di una piccola quantità delle informazioni che stanno comunicando. L’investigatore attento deve essere in grado di analizzare la comunicazione a tre livelli (comunicazione verbale, paraverbale e non verbale) e compararli tra di loro. Qui …
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Il termine “comunicare” deriva dal latino communicare, dall’aggettivo communis = comune,che significa rendere partecipe di qualcosa qualcuno, o meglio, trasmettere un messaggio. La comunicazione è dunque una delle basi portanti del processo di socializzazione, poiché permette all’individuo di relazionarsi con i suoi simili e di trovare la propria collocazione all’interno della società. Il colloquio psicologico si …
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