Le persone hanno a disposizione una quantità limitata di memoria, attenzione e capacità computazionale. Per questo motivo, quando comunicano, hanno coscienza di una piccola quantità delle informazioni che stanno comunicando. L’investigatore attento deve essere in grado di analizzare la comunicazione a tre livelli (comunicazione verbale, paraverbale e non verbale) e compararli tra di loro. Qui …
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Il termine “comunicare” deriva dal latino communicare, dall’aggettivo communis = comune,che significa rendere partecipe di qualcosa qualcuno, o meglio, trasmettere un messaggio. La comunicazione è dunque una delle basi portanti del processo di socializzazione, poiché permette all’individuo di relazionarsi con i suoi simili e di trovare la propria collocazione all’interno della società. Il colloquio psicologico si …
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Linguaggio Il linguaggio (comunicazione verbale, linguistica), è una delle capacità umane più straordinarie e complesse, da sempre oggetto di interesse da parte degli studiosi. Esso va inserito nella più ampia capacità di comunicazione che comprende il linguaggio, ma non si riduce ad esso.  Ha due funzioni: comunicativa e simbolica (consente la descrizione di eventi e …
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Nelle investigazioni, la raccolta delle informazioni è fondamentale, perché ti permette di accertare la verità sui fatti di cui si indaga. In molti casi, quando l’interrogato si trova di fronte ad una figura autoritaria, assumono uno stato mentale oppositivo che può ostacolare a ricerca della verità. Se ti proponi di fare un interrogatorio, dovrai quindi percepire con …
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Le persone traumatizzate perdono «la capacità di utilizzare le loro emozioni come guide per un’azione efficace. Le loro emozioni possono essere attivate, ma essi non riconoscono quello che stanno provando»26 . Si ha così una condizione di alessitimia, «che compromette la capacità di riconoscere e definire le emozioni»27 . È necessario indirizzare queste persone alla …
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Lasciando da parte i segni attraverso i quali il viso può tradire un’emozione nascosta, passiamo a considerare quegli indizi che fanno capire che una mimica è falsa. Un indizio in questo senso è già stato sopra affrontato, ed è l’esistenza di muscoli meno controllabili, e quindi più attendibili, che non entrano in azione in una mimica …
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Esaminando invece gli occhi, che secondo Platone sono “lo specchio dell’anima”, per scoprire una menzogna dobbiamo soprattutto prestare attenzione alla direzione dello sguardo e alla dilatazione della pupilla (Tassan, 2005). Per quanto riguarda l’aspetto direzionale secondo Sulger (1989) : Lo sguardo fisso indica la volontà del soggetto di defilarsi e di non impegnarsi quindi nelle …
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Il volto può essere un canale ricco d’informazioni per chi tenta di scorgere la menzogna. «Il viso è infatti capace di mentire e dire la verità e spesso fa entrambe le cose contemporaneamente. Contiene allora due messaggi: ciò che il bugiardo vuol mostrare e ciò che vuole nascondere. » (Ekman, 2011, p.110). È possibile quindi …
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Come illustrato nel capitolo precedente, la comunicazione non verbale rappresenta il 55% del messaggio comunicativo. Ma cosa si intende per comunicazione non verbale? La sua spiegazione non è univoca, esistono differenti definizioni a seconda dei diversi autori che trattano l’argomento. Per Argyle, professore e sociolinguista inglese (1969), la comunicazione non verbale comprende la postura, i …
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A differenza delle espressioni facciali, il controllo volontario dei movimenti corporei è molto semplice. La maggior parte di essi infatti non è collegata a vie nervose che fanno riferimento a zone cerebrali interessate alle emozioni. Nonostante ciò però il corpo, come ricavato anche dall’esperimento delle infermiere di Ekman, lascia trapelare moltissimi segnali, risultando così un altro …
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