Psicometria: la definizione di misurazione in psicologia

febbraio 27th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Psicologia del Lavoro

leggere-la-menteM i s u r a z i ò n e s. f. [der. di misurare]. – L’operazione del misurare, consistente nel confrontare una determinata grandezza fisica con la sua unità di misura, allo scopo di determinare il valore (o misura) della grandezza stessa […] In particolare, m. diretta (o fondamentale, o relativa), quella che consente di determinare direttamente la misura di una grandezza (senza quindi far ricorso alla misurazione di altre grandezze), confrontandola con un campione; misurazione indiretta (o derivata), quella in cui la grandezza da misurare dipende, secondo una relazione funzionale nota, da altre grandezze misurate direttamente. […] Per estens., si parla anche, impropriamente di misurazione con riferimento a procedimenti di classificazione o di ordinamento seriale (in base a parametri arbitrari) di proprietà qualitative degli oggetti studiati: per es, la m. della durezza di una sostanza solida secondo la scala di Mohs, o la m. del quoziente d’intelligenza in base a test appositamente predisposti. [www.treccani.it]

Se si considera il significato di misurazione, nella lingua italiana, si possono osservare diverse incongruenze col significato della stessa parola in psicometria.

1. Secondo la definizione la grandezza è da confrontarsi con un’unità di misura stabile, che in psicologia viene presa in considerazione solo in rari casi1

2. Spesso in psicologia si parla di misurazione anche per “procedimenti di classificazione, ordinamento seriale” [www.treccani.it] e in pressoché tutti i casi, per la valutazione di “proprietà qualitative degli oggetti studiati”.

Stando alla definizione, quindi, il termine misurazione è incongruente all’attività che di fatto si svolge in psicologia per la valutazione dei fenomeni psicologici.
L’utilizzo del termine misurazione in psicologia è molto confusionario, viene utilizzato per processi anche molto diversi tra di loro che vanno dal conteggio, alla classificazione, all’attribuzione di un numero a campioni di comportamento senza tuttavia che ci sia il sopracitato confronto con un’unità di misura.
Scrivono Caprara e Barbaranelli [2000, p.131]: “Mentre le domande a risposta aperta forniscono dati di tipo qualitativo, al livello di misurazione più basso della scala nominale […]”
In questo caso, ad esempio, si utilizza il termine misurazione per riferirsi a un conteggio. Con quelle che vengono definite scale nominali2 si possono solo contare unità appartenenti alle diverse categorie, dunque non si possono misurare. Ma soprattutto, nello stesso periodo si parla di dati qualitativi, che vengono, paradossalmente, misurati.

 Zammuner [1998] scrive: “per misure intendiamo qui gli strumenti utilizzati per raccogliere le informazioni desiderate circa una o più variabili o argomenti in base agli scopi della ricerca” [1998 p.62], parlando di “misure uniche e ripetute nel tempo” [1998 pp. 56-57] utilizza il termine “misure” per riferirsi ai dati e al mezzo di rilevazione dei dati. Infine, sebbene per misure intenda gli strumenti, i dati, le procedure di rilevazione, e sebbene intenda i questionari come “strumenti di misura” afferma: “gli individui non posseggono atteggiamenti, opinioni, ecc. totalmente preconfezionati, tali per cui il nostro compito non è semplicemente quello di rilevarli, misurarli” [1998, p.184].
In questi, come in molti altri casi, il termine misurazione si discosta significativamente e con molti gradi di libertà dal significato italiano del termine.

Concludendo con Marradi [2007]: “molti ricercatori (in genere quelli di ispirazione comportamentista, e in particolare gli americani) usano liberamente i termini ‘misurare/misura/misurazione’ per ogni procedimento di registrazione di stati (ordinamento, conteggio, scaling, e magari anche per la classificazione). Questo vero e proprio abuso terminologico non ha altro motivo che l’ansia di legittimazione scientifica attraverso l’imitazione delle scienze fisiche; non potendo misurare in senso proprio, si rimedia usando a sproposito tutte le parole che condividono la radice ‘misura’”.

A questo punto si impongono due alternative di fronte a tale questione psicometrica:

– il significato di misurazione in psicologia è qualcosa di diverso, che si distingue in maniera significativa dal significato italiano e scientifico del termine.
– il termine misurazione mal si adatta alle attività di rilevazione di dati di natura psicologica, ed è opportuno modificarlo. Conseguentemente, diventano discutibili i termini psicometria e sociometria. Diventa inopportuno utilizzare tali termini, in quanto misura, è un fondamento della parola psicometria.

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