Attaccamento disorganizzato al comportamento controllante

luglio 17th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

imagesdi Anna del Torto

1.1  Dall’attaccamento disorganizzato al comportamento controllante

Alcuni studi hanno visto che bambini classificati come disorganizzati nella Strange Situation durante l’infanzia, spesso all’età di 6 anni mostrano, nei confronti della figura d’attaccamento, atteggiamenti cosiddetti “controllanti” (Main e Cassidy 1988, Wartner et al. 1994; cit. in Solomon e George, 1999).

Questi bambini controllanti sono caratterizzati dall’avere degli atteggiamenti, nei confronti dei genitori, che in realtà si addicono maggiormente al genitore che al figlio: hanno grande attenzione e cura o possono assumere una posizione di potere nei confronti del genitore.

E’ come se non fosse più il genitore a prendersi cura del bambino ma sia il bambino a “dettare legge”.

Questo controllo esercitato dal bambino nei confronti del genitore, può essere visto come l’unico modo che ha il bambino per uscire da una situazione confusiva come quella che caratterizza l’attaccamento disorganizzato, in quanto comportandosi così determina lui stesso la relazione con il genitore.

In questo modo il bambino si riorganizza e ripristina un senso di sé non più debole e pauroso, ma in grado di affrontare il difficile rapporto con il genitore.

L’attaccamento controllante può essere distinto in due categorie fondamentali: di cura o protezione e punitivo.

Il bambino con un attaccamento controllante di tipo punitivo si comporta in modo prepotente e arrogante nei confronti del genitore, umiliandolo e rifiutandolo.

Questi tipi di comportamenti possono includere minacce verbali o un’abitudine a dare ordini al genitore.

Si vede come questo sottotipo di attaccamento controllante rispecchia bene la rappresentazione di “persecutore” che il bambino ha di sé.

I bambini che adottano una strategia di attaccamento controllante/premuroso sono molto solleciti nei confronti dei genitori, si preoccupano e sono molto protettivi nei loro confronti, proprio come dovrebbe essere un genitore con il proprio figlio.

Quindi, si vede come in questi bambini si ha un rovesciamento della relazione di attaccamento: invece di attivare il sistema di attaccamento attivano quello di accudimento.

Questo pattern di attaccamento corrisponde bene alla visione del sé come “salvatore” per la figura d’attaccamento.

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