Stili di attaccamento e dissociazione

luglio 17th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Uncategorized

cupidodi Anna del Torto

  1. ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO E IDENTITÀ DISSOCIATA

Nel corso del primo capitolo abbiamo visto come l’attaccamento disorganizzato porta alla costruzione di modelli operativi interni dissociati, molteplici del Sé e della figura di attaccamento. Questo ha fatto ipotizzare una relazione tra attaccamento disorganizzato e sintomi dissociativi (Liotti, 2001, Liotti e Farina, 2011).

Prima di considerare il ruolo dell’attaccamento precoce disorganizzato nell’eziologia dei disturbi dissociativi, è bene fare una disamina del concetto di dissociazione, cos’è, come si presenta, i sintomi.

2.1  La Dissociazione

Il termine dissociazione in psicologia viene usato per riferirsi a tre concetti diversi ma strettamente correlati tra loro.

Quando si parla di dissociazione ci si riferisce a : 1) cluster di disturbi presente nel DSM-IV-TR, i disturbi dissociativi (American Psychiatric Association, 2000); 2) un gruppo di sintomi, i sintomi dissociativi, che vanno a caratterizzare diverse psicopatologie e 3) alcuni processi patogenetici causati da esperienze traumatiche che vanno ad interferire con la normale integrazione delle diverse funzioni psichiche.

Come detto prima, questi tre concetti sono intimamente interrelati tra loro, in quanto vanno a costituire quasi un continuum; infatti i processi patogenetici causati da esperienze traumatiche, che corrispondono all’attivazione ripetuta del meccanismo di difesa della dissociazione come protezione dal trauma stesso, portano allo sviluppo dei sintomi dissociativi che a loro volta possono portare o al disturbo dissociativo vero e proprio (come ad esempio il Disturbo Dissociativo dell’Identità), oppure andare a costituire dei tratti fondamentali di altri disturbi di personalità (come, appunto, nel Disturbo Borderline di Personalità). Anzi, Liotti e Farina affermano che i sintomi dissociativi si ritrovano pressoché in tutte le categorie diagnostiche del DSM-IV-TR, e ne rappresentano un indice di gravità del quadro clinico (Farina e Liotti, 2011).

Esaminando quanto detto fin ora, si può osservare, fin da subito, come la dissociazione, nel suo significato di meccanismo di difesa, che non rappresenta altro che il primo scalino del continuum, sia fortemente collegata al trauma.

Numerosi dati empirici, infatti, ci indicano che la dissociazione si verifica in particolare come difesa nei confronti di un trauma (Gabbard, 2005). Sintomi dissociativi si riscontrano con notevole frequenza in persone coinvolte in catastrofi come guerre, torture.

Recentemente, è stata suggerita l’esistenza di un altro tipo di trauma in stretta relazione ai sintomi dissociativi, si tratta del trauma relazionale precoce, che caratterizza relazioni fra il bambino e chi lo accudisce, caratterizzate da una sorta di contagio della paura da genitore al bambino (Schore, 2003, 2009, cit. in Liotti e Farina 2011).

Quest’ultimo tipo di trauma è quello che in questa sede ha maggior importanza, in quanto questo trauma relazionale precoce, caratterizzando quelle relazioni tra bambino e caregiver basate sulla paura, coincide proprio con la relazione d’attaccamento disorganizzato (Liotti e  Farina, 2011).

Per capire come e perché la disorganizzazione dell’attaccamento possa essere un fattore di vulnerabilità per la comparsa di sintomi dissociativi, è meglio descrivere prima quelli che sono i sintomi dissociativi e come si presentano.

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