Yoga e Benessere Psicologico

agosto 8th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Benessere | Psicologia Clinica

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Alcuni ricercatori si sono chiesti se le tecniche di ginnastica respiratoria potessero portare non solo a benessere fisico ma anche psicologico. Per fare questo hanno condotto uno studio su 18 partecipanti, a cui sono state insegnate le tecniche di respirazione, utilizzate dai partecipanti per 40 giorni. Per poter verificare l’efficacia delle tecniche di respirazione sono stati utilizzati dei test psicologici come il Five Facet Mindfulness Questionnaire (metodo quantitativo) e delle interviste in profondità (metodo qualitativo). Lo studio ha dimostrato un significativo miglioramento del benessere psicofisico nelle persone che utilizzavano le tecniche di respirazione.

In particolare, in uno studio tedesco (2005), in cui si portava le persone stressate ad essere trattate con 90 minuti di yoga settimana per 3 mesi, riportando effetti significativamente positivi. Alla fine dei tre mesi di trattamento i partecipanti hanno avuto dei migliormaenti significativi nella percezione di stress, depressione, energia, ansia. Eventuali presenza di sintomi fisici come mal di testa, dolori di schiena, scarsa qualità del sonno si sono risolti più facilmente nel gruppo in cui era previsto lo yoga rispetto al gruppo di controllo. Risultati simili sono stati ottenuti in pazienti psichiatrici (Brown et al., 2005).

Pranayama, funzioni cardiocircolatorie e problem solving

Come abbiamo visto nelle precedenti ricerche, molti hanno studiato gli effetti benefici delle tecniche di ginnastica respiratoria in periodi molto lunghi di tempo (40 giorni di training). Il dubbio di un gruppo di ricerca malese è invece un altro: le tecniche di pranayama, sono in grado di garantire un miglioramento di alcuni parametri fisiologici e psicologici immediatamente? In una ricerca condotta in Malesia da Subbalakshmi, Saxena, Urmimala e Urban (2005) si voleva indagare l’effetto benefico del pranayama nelle funzioni cardiocircolatorie e nelle abilità di problem solving. Ci si chiedeva inoltre se la pratica del Nadi-shodana pranayama per un periodo di 20 minuti potessi avere un effetto benefico immediato sul battito cardiaco, sulla pressione sistolica e diastolica del sangue, sul picco di flusso espiratorio e sull’abilità di problem solving. L’assunto di base della ricerca si basa sul fatto che se c’è benessere fisiologico anche le abilità di risoluzione dei problemi può migliorare.

Per verificare questa ipotesi è stato selezionato un campione di dieci persone tra i 17 e i 20 anni. In questo gruppo la metà dei partecipanti era di sesso maschile, l’altra metà di sesso femminile. I training, in questa ricerca erano tenuti individualmente. In questa ricerca è stato dimostrato come il pranayama può avere effetti benefici anche dopo una sola esercitazione di 20 minuti. A seguito dell’esercizio il battito cardiaco basale diminuiva significativamente così come la pressione sistolica del sangue. C’è stato un miglioramento significativo del picco del flusso respiratorio. C’è stato inoltre un miglioramento delle abilità di problem solving: a seguito dell’esercitazione, i partecipanti impiegavano meno tempo a risolvere problemi.

Riporto brevemente le fasi dell’esercizio utilizzato  in questa sperimentazione, in modo tale da poterlo far svolgere a chi legge.

L’esercizio, tratto da un testo di Bhargava e collaboratori (1988) si chiama ‘Nadishodhana Pranayama’ training.

In questo esercizio era richiesto di assumere la “posizione Sukhasana, una posizione comoda per la persona e di regolare le alterazioni della respirazione come segue.

  1. Aprire la mano destra e piegare l’indice e il dito medio verso il palmo. Il pollice sarà utilizzato per chiudere la narice destra, mentre l’anulare e il mignolo saranno utilizzati per chiudere la narice sinistra.
  2. Avvicinare la mano alle narici al fine di essere pronto a chiuderne
  3. Posizionarsi nella posizione Sukhasana, con un’attitudine al rilassamento e alla concentrazione.
  4. Espirare lentamente e profondamente senza chiudere le narici
  5. Inspirare lentamente tramite la narice sinistra, chiudendo la destra
  6. Alla fine dell’inspirazione, chiudere entrambe le narici e trattenere il respiro per poco (non più di 1-2 secondi)
  7. Mantenere la narice sinistra chiusa ed espirare tramite la narice destra nel modo più lento possibile
  8. Dopo la totale espirazione, inspirare lentamente tramite la narice destra.
  9. Chiudere entrambe le narice, aspettare un po’, poi aprire la narice sinistra ed espirare lentamente e silenziosamente
  10. Inspirare tramite la stessa narice e continuare.

Respirazione, mindfulness e gestione delle emozioni

La gestione delle emozioni è un tema che è stato trattato in modi molto diversi tra loro. Alcune tecniche si basano sul razionalizzare l’emozione, altre si basano sull’accogliere l’emozione, altre ancora cercano di reindirizzare le emozioni per farle confluire in schemi d’azione utili. Come è possibile immaginare, non sempre queste modalità hanno un reale potenziale di influenza sulla gestione delle emozioni, il termine stesso “gestione delle emozioni” da l’idea che le emozioni, proprio come le pratiche lavorative, siano qualcosa da gestire e non da accettare ed utilizzare in maniera proficua. E’ difficile e in qualche modo contro natura razionalizzare l’emozione, così come reindirizzare le emozioni verso altri oggetti non sempre è pratica utile. Alcuni autori suggeriscono ad esempio di “sfogare” la rabbia contro cuscini, materassi anziché contro le persone. Di certo questo diventa un comportamento meno dannoso per gli altri, ma allo stesso tempo non si disabitua il corpo dal comportamento violento, e a lungo andare, non si elimina  il problema.

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