Quali sono le cause della rabbia?

novembre 14th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Linguaggio del Corpo | Psicologia Clinica | Relazioni Interpersonali

rabbiadi Roberto Desiderio

Nella prima parte di questo testo è stata presentata al lettore una panoramica generale di come sono state descritte, e di come sono considerate oggi, le emozioni. In termini più specifici, per meglio comprendere l’importanza che hanno le emozioni all’interno dei vari orientamenti teorici, risulta utile prendere in considerazione le principali classi (considerate, dal punto di vista evoluzionistico, emozioni primarie) singolarmente. Non essendo questa la sede adatta per descriverle tutte, verrà descritta una singola emozione, molto frequente nella vita di ognuno di noi: la rabbia.

6.1 L’esperienza della rabbia

La rabbia è probabilmente l’emozione più pericolosa ed è definita prototipica perché in essa, forse più che in altri stati emotivi, è possibile identificare una chiara origine funzionale, degli antecedenti caratteristici, delle manifestazioni espressive e delle modificazioni fisiologiche costanti.

Gestire la rabbia è un tema molto complesso, se ritieni di avere difficoltà nel gestire ed utilizzare le tue emozioni, contatta uno psicologo, ti offrirà un sostegno concreto e rapido per la gestione delle tue emozioni.

La rabbia può essere suscitata in molti modi: uno di questi è la frustrazione causata da interferenze che bloccano l’individuo in una attività o gli impediscono di realizzare i suoi scopi. In questo caso l’aggressività si risveglia più facilmente ed è più intensa quando si pensa che il responsabile della frustrazione abbia agito in maniera arbitraria, ingiusta o malevola. L’ostacolo frustrante non è necessariamente  un’altra persona ma, molto spesso, può essere un oggetto inanimato oppure eventi naturali che ci impediscono di realizzare un progetto. Un’altra causa importante della rabbia è una minaccia fisica. Quando la rabbia è indotta da questo caso specifico, l’individuo può avere reazioni diverse; può esserci la lotta, per cui cercherà di prevalere sull’avversario, la diffida (più o meno realistica), o la fuga. Anche scappando, certamente in preda alla paura, l’individuo continuerà comunque a provare collera nei confronti dell’aggressore. Una terza fonte di rabbia è un’azione o una frase  che ferisce psicologicamente, anziché fisicamente: un insulto o un rifiuto, per esempio, può fare scatenare la rabbia. Si può provare rabbia anche se l’oggetto di essa non è rivolto verso noi; se qualcuno tratta un’altra persona in maniera ingiusta ed offende i nostri principi morali, allora possiamo arrabbiarci anche se la cosa non ci tocca direttamente. La rabbia per le sofferenze altrui o per i valori morali offesi è una motivazione importante per l’azione politica e sociale. Insieme ad altri fattori, questo sentimento può indurre al tentativo di cambiare la società, mediante riforme e rivoluzioni, preghiere, omicidi politici o terrorismo. Queste sono solo alcune delle innumerevoli possibili cause di rabbia perché, a seconda della storia individuale, qualunque cosa è suscettibile di provocarla.

Questa emozione spesso implica una serie di sensazione fisiche che modificano la normale routine fisiologica. La pressione sanguigna aumenta, il viso si arrossa, si gonfiano le vene della fronte e del collo, il respiro si altera, i muscoli si tendono, la postura diventa più eretta e si accenna un moto in avanti. Nella rabbia più intensa può diventare impossibile trattenere l’impulso di un attacco fisico ma, sebbene può essere considerato un elemento comune della rabbia, spesso non compare. Una persona, sebbene infuriata, può limitarsi alle parole, può gridare o strepitare oppure pronunciare insulti sanguinosi senza alzare la voce, oppure può controllarsi del tutto e non mostrare rabbia nemmeno con le parole. L’intensità della rabbia varia, da una lieve irritazione al “furore”. Può aumentare per gradi oppure scoppiare tutta in una volta, ma ciò differisce a livello individuale.

Infine, la rabbia può combinarsi ad altre emozioni[1] come la sorpresa, la paura, il disgusto, la tristezza. Può associarsi anche alla felicità e, in questo caso, si può trarre piacere dall’esperienza della rabbia. Litigi, battibecchi e aggressioni, provocano in alcuni individui eccitamenti e gratificazioni. Anche l’eccitazione sessuale può accompagnarsi alla rabbia[2] (sebbene ancora non si sappia se sia un episodio comune o un carattere peculiare del sadismo).



[1] Ekman (2003), in Unmasking the face, l’autore mostra, attraverso delle fotografie, come le espressioni di rabbia si possano combinare con espressioni facciali di altre emozioni.

[2] Ibid.

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