La motivazione in azienda: una definizione

novembre 27th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Psicologia del Lavoro

images (5)di Antonella Matichecchia

La metafora organicistica ha consentito di concepire le organizzazioni come dei sistemi aperti, a capire i processi con cui le organizzazioni si adeguano all‘ambiente, ad evidenziare i fattori che sono rilevanti per il benessere e per lo sviluppo delle stesse. Questa impostazione del problema ha consentito in pratica di enucleare la moderna concezione organizzativa che ha superato quella metafora della macchina che dominava la teoria organizzativa classica.

La prospettiva organica dell‘analisi delle organizzazioni sviluppa anche il concetto di bisogni complessi: sono questi i bisogni alla cui soddisfazione le organizzazioni devono provvedere per far si che gli individui siano in grado di operare efficacemente nel loro lavoro. Viene messo allora in evidenza il concetto di motivazione .

Essere pienamente convinti e fortemente motivati è sempre stato considerato un fattore fondamentale per portare a termine con successo, di qualsiasi grado o forma esso sia, le svariate scelte che la vita stessa pone davanti all‘individuo.
All‘origine di ogni comportamento vi è un bisogno che genera disequilibrio, tensione, vale a dire una motivazione. Questa motivazione libera una certa energia che si mette in azione, che ci spinge ad agire per sopprimere o ridare l‘insoddisfazione del bisogno e la tensione che ne deriva (la motivazione al compito deve essere favorita dalla certezza che il proprio lavoro sarà riconosciuto e gratificato attraverso un determinato sistema di ricompense).

Motivazione è un termine, utilizzato in primis in ambito psico-socio-educativo e di recente utilizzato anche in ambito manageriale, che descrive il processo che spinge un organismo verso una determinata meta; motivazione è, quindi, l‘esposizione dei motivi per cui si fa una determinata cosa‖ oppure motivo è ―ciò per cui si fa o non si fa qualcosa‖.

Etimologicamente (dal latino motus) indica un movimento, quindi il dirigersi di un soggetto verso un oggetto desiderato, verso uno scopo. Essa richiama quindi il movimento che porta all‘azione. La motivazione è un costrutto teorico utilizzato per spiegare l‘inizio, la direzione, l‘intensità e la persistenza del comportamento, specialmente del comportamento orientato all‘obiettivo. Per quel che riguarda la motivazione al lavoro, si tratta di analizzare il campo delle variabili che sono in grado di spiegare il dispiegamento delle energie psico-fisiche nell‘attività professionale e dell‘intensità e della persistenza di questi investimenti. Una motivazione, inoltre, si manifesta attraverso un orientamento verso qualcosa oppure attraverso un orientamento che allontana da qualcosa. Nel primo caso si parla di motivazione positiva e nel secondo caso di motivazione negativa.
Il modo migliore per descrivere gli effetti di una motivazione è senz‘altro quello di fare appello ad una rappresentazione topologica, secondo lo schema proposto da K. Lewin . Variabili organizzative del compito, soggettive e socio culturali interagiscono continuamente, influenzando la motivazione al lavoro, il suo andamento nel tempo, la sua intensità e rilevanza.

Il soggetto si trova in relazione con oggetti dotati di valenza, (positiva o negativa) che conducono all‘avvicinamento o al rifiuto. Questa distinzione è necessaria anche se nel maggior numero di casi si parla solo di motivazione positiva. Nell‘ambito lavorativo, che rappresenta l‘aspetto analizzato in questa sede, la motivazione può manifestarsi in:

-ENERGIA: le persone dimostrano tenacia e costanza nello sviluppare le proprie mansioni e nel raggiungere i propri obiettivi;
-IDENTIFICAZIONE: ossia coinvolgimento attraverso la condivisione degli obiettivi aziendali;
-COMPETENZA: la motivazione porta alla ricerca di un apprendimento continuo fuori e dentro l‘azienda;
-INNOVAZIONE: quando le persone sono motivate utilizzano il cambiamento a proprio vantaggio;
-LEALTÀ: se i dipendenti trovano soddisfazione dei propri bisogni all‘interno dell‘azienda, essi sviluppano sentimenti di fiducia ed appartenenza.

Fatta questa premessa, si può constatare come nel sistema organizzativo la componente umana assume una posizione predominante: infatti i processi motivazionali che impegnano ogni individuo a partecipare allo sforzo organizzativo, rappresentano la base dei processi decisionali strategici ed operativi nonché dei fenomeni di trasformazione e di mutamento delle organizzazioni stesse.

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