Test per misurare la resilienza: Connor Davidson Resilience Scale (CD-RISC)

gennaio 3rd, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Uncategorized

Come misurare la resilienza con la CD-RISC Scale

Misurare la resilienza con buone caratteristiche psicometriche

di Marijana Milotic

Resilienza-240x240 (1)Una delle scale maggiormente utilizzate per studiare la resilienza è sicuramente la Connor-Davidson Resilience Scale (CD-RISC; 2003).
Gli autori di questa scala definiscono la resilienza come una misura delle abilità di coping nei confronti dello stress. La resilienza può essere un aspetto importante da valutare nel trattamento dell’ansia, della depressione e delle reazioni allo stress. La scala, nella versione proposta dagli autori è costituita da 25 item, ognuno basato su una scala a 5 punti (che si estende da 0 a 4), la scala è pensata per essere somministrata individualmente. I cinque livelli di presenza della caratteristica corrispondono a (0) quasi mai vero, (1) raramente vero, (2) vero qualche volta, (3) spesso vero, (4) vero in quasi tutti i casi, il punteggio può dunque oscillare tra 0 e 100.
Maggiore è il punteggio, maggiore è il livello di resilienza ottenuto dalla persona.

Caratteristiche Psicometriche della Connor Davidson Resilience Scale (CD-RISC)

Per poter validare la scala, essa è stata somministrata a gruppi dalle caratteristiche differenti, in modo tale da valutare la sensibilità della scala a cogliere diversi livelli di presenza della caratteristica.
Connor e Davidson definiscono dunque la resilienza come “la capacita personale di prosperare anche di fronte alle difficoltà”, secondo gli autori essa è considerabile come una misura della capacità di gestione dello stress è una componente fondamentale nei trattamenti per l’ansia e la reazione allo stress

La Connor-Davidson Resilience Scale (CD-RISC) nasce con l’obiettivo di essere utilizzata in maniera valida e attendibile per rilevare la resilienza, per comprendere quali siano i range di valori tipici e non tipici della popolazione generale e nei campioni di persone con problemi clinici. Essa può essere utilizzata anche per rilevare le modificazione nei livelli di resilienza rispetto ai vari trattamenti che possono essere effettuati su un disturbo, farmacologici o psicoterapici che siano. per la gestione dell’ansia e la capacita di reagire agli stress.

La CD-RISC è costituita da cinque fattori:
1. competenza personale e tenacia (8 item);
2. self-confidence e gestione delle emozioni negative (7 item);
3. accettazione positiva del cambiamento e le relazioni sicure (5 item);
4. controllo (3 item);
5. influenze spirituali (2 item).

Gli item sono stati creati a partire dallo studio della precedente ricerca sulla resilienza. Il riferimento principale della scala è il costrutto di hardiness (Kobasa, 1979), basandosi su questi si è sviluppata l’idea di controllo, di cambiamento come sfida e di impegno. Gli item che rimandano allo sviluppo di strategie per perseguire uno scopo specifico, all’orientamento proattivo all’azione, all’autostima, alla capacita di affrontare le sfide, al problem solving, all’umorismo nelle situazioni stressanti, all’avere una rete sociale sicura e affidabile, all’aver avuto precedenti esperienze di adattamento positivo rimandano al lavoro di Rutter (1985). Dal lavoro di Lyons (1991) sono stati create domande di misurazione della pazienza e la capacita di sopportare lo stato di stress e di ansia.

La Connor Davidson – Resilience Scale si basa su una scala Likert a 5 punti, che oscilla da 1 “totalmente falso” a 5 “totalmente vero”.
La Resilience Scale ha una buona coerenza interna con valori dell’alfa di Cronbach che variano nelle varie ricerche da un minimo di .82 fino a un massimo di .93. E’ stata inoltre misurata la stabilità con il metodo del test retest a 24 settimane con risultati ugualmente positivi.
Coerentemente alle ipotesi, la scala e correlata positivamente con l’hardiness, il supporto sociale (Connor e Davidson, 2003), l’autostima, la soddisfazione per la vita (Yu & Zhang, 2007), mentre è correlata negativamente con la percezione di stress e di vulnerabilità (Connor et al., 2003).

L’analisi fattoriale esplorativa condotta da Connor e Davidson (2003) ha confermato, coerentemente alle ipotesi, una struttura a cinque fattori, tuttavia successive analisi fattoriali confermative condotte da diversi studiosi di differenti culture hanno riscontrato risultati diversi, ad esempio, Jorgensen e Seedat (Jorgensen & Seedat, 2008) hanno rilevato l’esistenza di tre fattori (tenacia, self-confidence, adattabilità), inoltre, l’analisi fattoriale di Khoshouei (2009) ha trovato quattro fattori: tenacia, self-confidence, adattabilità e motivazione. Yu e Zhang (Yu & Zhang, 2007) hanno rilevato infine una struttura a due fattori (tenacia, forza).
Lo studio di base di Connor & Davidson (2003) si basava su un totale di sei campioni:

1. Un campione di persone della popolazione generale (n = 577);
2. Un campione di pazienti che ricevevano una cura primaria (n = 139);
3. Un campione di pazienti psichiatrici (n = 43);
4. Un campione clinico di persone che avevano ricevuto una diagnosi di Disturbo d’Ansia generalizzato (n = 25);
5. Due campioni clinici di persone che avevano ricevuto una diagnosi di Disturbo Post-Traumatico da Stress (Gruppo 5, n = 22; Gruppo 6, n = 22);

Gli ultimi gruppi erano stati inseriti solamente per poter confrontare tra loro i risultati pre e post trattamento. Il campione generale (Campioni 1-5) è bilanciato come segue, il numero di partecipanti di sesso femminile è pari al 65%, quello maschile è pari al 35%. Il campione è prevalentemente costituito da persone bianche (77%) l’età media è di 43,8 anni con deviazione standard di 15,3. La deviazione standard ci indica che c’è una buona variabilità nelle età dei partecipanti, dunque è possibile che questi dati rispecchino non solo una fascia di età della popolazione.

Per verificare la coerenza interna della scala è stato calcolato calcolate le correlazioni item-totali, questo tipo di verifica permette di identificare l’aderenza di ogni singolo item alla scala complessiva, l’assunto di base di questo tipo di indice è rappresentato dal fatto che se si assume che ogni item rappresenta un modo per misurare la scala, ognuno degli item dovrà essere correlato positivamente e con una certa intensità alla scala complessiva. Tramite questo tipo di analisi, è possibile inoltre identificare quali siano gli item responsabile di un eventuale basso livello di coerenza interna. In questo caso gli indici di correlazione item-test sono soddisfacenti, essi si estendono da .30 a .70.

Per verificare la stabilità è stato calcolato un coefficiente di correlazione test-retest tra i gruppi che avevano ripetuto il test due volte, ovvero il campione 4, costituito da pazienti con diagnosi di Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD) e il campione 5, costituito da pazienti con diagnosi di Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTDS). Il coefficiente test retest è risultato molto soddisfacente (rtt = 0.89).

Sono stati calcolati inoltre degli indici di validità convergente, che hanno ottenuto risultati soddisfacenti, in particolare, la scala è correlata positivamente con la misura di Hardiness di Kobasa (r = 0.83; p < .001) nel campione di pazienti psichiatrici. Vi è una correlazione negativa tra CD-RISC e Perceived Stress Scale (PSS-10), e questo indica, coerentemente, che maggiore è il livello di resilienza, minore è il livello di percezione dello stress (r = -0.76; p < .01). Allo stesso modo vi è una correlazione negativa con la Sheehan Stress Vulnerability Scale (SVS) (r = – 0.32; p. <.001), dunque, maggiore è il livello di resilienza, minore è il livello di vulnerabilità allo stress. E’ negativa la correlazione (r = – 0.62, p < .001) con la Sheehan Disability Scale (SDS). La scala correla positivamente (r = 0.36, p < .001) con la Sheehan Social Support Scale (SSS)

Per valutare la struttura del costrutto è stata effettuata un’analisi fattoriale con rotazione che ha prodotto cinque fattori dall’eigenvalue superiore a 1. In tabella sono rappresentate nella prima colonna il numero dell’item, nella seconda colonna le correlazioni item-totale, nelle altre colonne sono rappresentate le saturazioni degli item rispetto ai vari fattori. In grassetto sono rappresentati gli item che saturano un fattore utilizzando .40 come valore soglia. Come possiamo osservare ci sono delle buone soluzioni fattoriali, inoltre, non si osservano casi di item che saturano più di un fattore evitando così problemi interpretativi relativi all’appartenenza di un item ai fattori.

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