Quali sono i fattori che influenzano la nostra salute?

gennaio 28th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Benessere | Psicologia Clinica

Come migliorare il proprio benessere

Scopri i fattori che influenzano la salute

Cinzia Dalla Gassa

spiaggia_salentoOggigiorno stiamo tutti sulla stessa barca. Ognuno continuamente esposto a tossine ambientali, batteri, virus, e a stress di ogni natura. Il nostro organismo va incontro a processi di invecchiamento e di riduzione delle performance fisiche e cognitive, in modo lento, inesorabile e inarrestabile. E lì all’orizzonte siamo consapevoli di essere tutti vulnerabili a soffrire dei disturbi associati alle malattie croniche quali diabete, patologie cardiovascolari, tumori, malattie infiammatorie e del sistema immunitario.

Se queste parole possono far pensare che il destino sia già segnato e predeterminato c’è un aspetto che offre un lume di luce su tutta la questione. Le malattie croniche hanno un decorso molto lungo, che può durare anche anni  prima di manifestare i sintomi e rendere necessaria la cura così come la conosciamo oggi. Sono gli anni in cui il proprio stile di vita va a segnare l’interazione tra il proprio DNA e l’ambiente esterno, modellando il funzionamento del proprio organismo e sollecitando alcune risposte piuttosto di altre.

Sono gli anni in cui le scelte a tavola, i ritmi di vita, la quantità e qualità di sonno, il livello di attività fisica, le strategie adottate per gestire lo stress, la propria resilienza, il vissuto emotivo influenzano le risposte a livello nervoso, endocrino, ormonale, metabolico e immunitario. Stiamo parlando di stili di vita che plasmano continuamente il nostro stato di salute. Senza danno apparente. Ma che in realtà lasciano trasparire piccoli acciacchi e sintomi di ogni genere quando purtroppo è tardi e diventa indispensabile iniziare una terapia. Passiamo dall’essere sani, all’essere malati, senza via di scampo. Se siamo fortunati ce ne accorgiamo perché compaiono i primi sintomi. Ma molte patologie sono talmente subdole da non essere neppure accompagnate da questi, salvo quando è davvero troppo tardi (infarti, ictus, diagnosi di tumore, …). Per accorgersi della sofferenza organica sono necessarie indagini cliniche appropriate, e può capitare che non se ne presentil’occasione.

Viviamo in una società farmacocentrica dove sembra che tutto si possa risolvere con una pillola. Quando in realtà la diagnosi è l’esito dell’interazione complessa di molti fattori ed eventi che ci riguardano da vicino. Perché hanno a che fare un po’ con la nostra sensibilità e molto con le nostre scelte. Siamo il risultato delle scelte che prendiamo nelle tante circostanze della vita che viviamo.

Le difficoltà del sistema sanitario nazionale di curare il numero crescente di pazienti che soffrono di patologie croniche lasciano emergere l’urgente necessità di escogitare dei modi efficaci per preservare quanto più a lungo possibile non solo la salute ma anche una sorta di autonomia nel saperla gestire. Già, perché oggi un farmaco non basterebbe per curare l’ipertensione, né il diabete. Non basterebbe neppure un colloquio di 15 minuti con il medico per comprendere come fare a gestire la malattia, né visite di controllo ogni 4-6 mesi o addirittura una volta l’anno.

Tutto ciò porta a riflettere sul ruolo della responsabilità di ciascuno di noi nell’attuare scelte di stili di vita che possano garantire il mantenimento di benessere e salute il più a lungo possibile.

Quindi: il nostro benessere e la salute dipendono dalle nostre scelte.

Quanto ne siamo consapevoli?

Il terreno dove ci muoviamo è minato. Ad ogni angolo c’è un potenziale fattore che ci può nuocere. Cosa possiamo fare? Come ci possiamo muovere? Esiste un modo per continuare a vivere in benessere e salute?

Ciascuno di noi è il protagonista della storia nella vita che sta vivendo. E quando si diventa consapevoli di essere i veri protagonisti, si può comprendere l’importanza di assumere un atteggiamento proattivo, volto all’azione consapevole verso lo scopo desiderato. Per prenderci cura della nostra salute dobbiamo innanzitutto diventare consapevoli di come cambia il livello di energia del nostro corpo, di come cambia la nostra efficienza di lavoro, fisica e mentale.

Esserne consapevoli però può non essere sufficiente. E’ necessario agire.

E’ utile allenare la nostra sensibilità a cogliere piccole sfumature nelle sensazioni corporee, negli schemi di pensiero, nei modi di vivere le relazioni e di affrontare la vita, nei modi di mangiare e di gestire il tempo e lo stress. Diventando così responsabili nelle scelte di stili di vita che fanno la differenza.

Questo è ciò che influenzerà il nostro benessere oggi, e la nostra salute domani. E tutto, proprio tutto, parte da una scelta. La scelta di prendere in mano le redini della propria salute. E di assumersi la responsabilità di guidarla, non di lasciarla condurre come fosse un vagone qualunque di un treno che viaggia lungo i binari e può giungere solo ad alcune destinazioni, e non ad altre. Non siamo i viaggiatori anonimi in un vagone del treno. Siamo chi è nel posto di guida, del mezzo che preferisce, e può arrivare dove desidera. Compiendo un lungo viaggio che sarà denso di emozioni, di esperienze e di buona salute.

Oggi in medicina si parla di empowerment del paziente, per definire  il ruolo attivo che ciascuno di noi ha nei confronti della propria salute.

Non conviene lasciare che la salute sia guidata dalle circostanze, impregnata di tutte le emozioni negative di chi ci sta attorno e di chi vorrebbe mostrarci solo quelle (tv, giornali, …), spinta dalle richieste e dalle aspettative degli altri.

Fortunatamente abbiamo la possibilità di scegliere. E al giorno d’oggi prima ce ne rendiamo conto, più facilmente vivremo in salute.

Io e Igor Vitale ne parleremo ad un corso, domenica 23 febbraio a Torino. Scopri come partecipare!

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