I criteri diagnostici della schizofrenia nel DSM-5

dicembre 12th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

schizofrenia-criteri-diagnostici-dsm-5In generale gli individui affetti da schizofrenia possono presentare un’affettività inadeguata, un umore disforico che può prendere la forma della depressione o dell’ansia, un ritmo sonno/veglia disturbato e mancanza di interessi. Inoltre può verificarsi depersonalizzazione, de realizzazione e preoccupazioni somatiche che possono a volte raggiungere intensità delirante.

È stato anche rimarcato il concetto, sorto nel precedente manuale, per cui un individuo con psicosi spesso manca di “insight” o di consapevolezza del proprio disturbo (anosognosia). Ovvero nel DSM-5 viene riaffermato che questa mancanza di insight comprende la non consapevolezza dei sintomi della schizofrenia e può essere presente per l’intero decorso della malattia, si continua a sostenere anche che la non consapevolezza della malattia è tipicamente un sintomo della schizofrenia piuttosto che una strategia di “coping”; tutto ciò comporta una non aderenza al trattamento, oltre che predire maggiori tassi di ricadute e di un peggiore funzionamento psicosociale, di aggressività e di un peggiore decorso della malattia (Jeffrey, 2012).

Per quanto concerne i sottotipi della schizofrenia notiamo una differenza sostanziale rispetto tutte le antecedenti versioni del manuale, dal DSM-I fino al recente DSM-IV-TR, infatti per la prima volta da quando è stato ideato il DSM non viene delineato alcun sottotipo della schizofrenia. Viene descritta solo una differenziazione (già menzionata sopra) riferita al disturbo dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici con altra specificazione/senza specificazione; osserviamole ora singolarmente:

Criteri diagnostici della schizofrenia nel DSM-5

  1. Due (o più) dei seguenti sintomi, ciascuno presente per una parte di tempo significativa durante un periodo di 1 mese (o meno se trattati efficacemente). Almeno uno di questi sintomi deve essere 1), 2) o 3):
  2. Deliri
  3. Allucinazioni
  4. Eloquio disorganizzato (per es., frequente deragliamento o incoerenza)
  5. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico
  6. Sintomi negativi (cioè diminuzione dell’espressione delle emozioni o abulia).
  7. Per una significativa parte di tempo dall’esordio del disturbo, il livello del funzionamento in una o più delle aree principali, come il lavoro, le relazioni interpersonali, o la cura di sé, è marcatamente al di sotto del livello raggiunto prima dell’esordio (oppure quando l’esordio è nell’infanzia o nell’adolescenza, si manifesta l’incapacità di raggiungere il livello atteso di funzionamento interpersonale, scolastico o lavorativo).
  • Segni continuativi del disturbo persistono per almeno 6 mesi. Questo periodo di 6 mesi deve comprendere almeno 1 mese di sintomi (o meno se trattati efficacemente) che soddisfano il Criterio A (cioè fase attiva dei sintomi), e può comprendere periodi di sintomi prodromici o residui. Durante questi periodi prodromici o residui, i segni del disturbo possono essere evidenziati soltanto da sintomi negativi oppure da due o più dei sintomi elencati nel Criterio A presenti in forma attenuata (per es., convinzioni stravaganti, esperienze percettive inusuali).
  • Se c’è una storia di disturbo dello spettro dell’autismo o di disturbo della comunicazione a esordio infantile, la diagnosi aggiunta di schizofrenia viene posta soltanto se sono presenti per almeno 1 mese (o meno se trattati efficacemente) allucinazioni o deliri preminenti, in aggiunta agli altri sintomi richiesti della schizofrenia.
  • Il disturbo schizoaffettivo e il disturbo depressivo o il disturbo bipolare con caratteristiche psicotiche sono stati esclusi perché 1) non si sono verificati episodi depressivi maggiori o maniacali in concomitanza con la fase attiva dei sintomi, oppure 2) se si sono verificati episodi di alterazioni dell’umore durante la fase attiva dei sintomi, essi si sono manifestati per una parte minoritaria della durata totale dei periodi attivi e residui della malattia.
  • Il disturbo non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza (per es., una sostanza di abuso, un farmaco) o a un’altra condizione medica.

Specificare se:

I seguenti specifica tori del decorso devono essere utilizzati solo dopo 1 anno di durata del disturbo e se non sono in contraddizione con i criteri diagnostici di decorso.

Primo episodio, attualmente in episodio acuto: prima manifestazione del disturbo che soddisfa i criteri diagnostici che definiscono i sintomi e la durata. Un episodio acuto è un periodo di tempo in cui i criteri sintomatologici sono soddisfatti.

Primo episodio, attualmente in remissione parziale: la remissione parziale è un periodo di tempo durante il quale viene mantenuto un miglioramento dopo un precedente episodio e in cui i criteri che definiscono il disturbo sono soddisfatti solo parzialmente.

Primo episodio, attualmente in remissione completa: la remissione completa è un periodo di tempo successivo a un precedente episodio durante il quale non sono più presenti sintomi specifici del disturbo.

Episodi multipli, attualmente in episodio acuto: gli episodi multipli possono essere determinati da un minimo di due episodi (cioè dopo un primo episodio, una remissione e almeno una ricaduta).

Episodi multipli, attualmente in remissione parziale

Episodi multipli, attualmente in remissione completa

Continuo: i sintomi che soddisfano i criteri diagnostici dei sintomi del disturbo sono rimasti per la maggior parte del decorso della malattia, con periodi di sintomi sottosoglia che sono stati molto brevi rispetto al decorso complessivo.

Senza specificazione

 Specificare se:

Con catatonia (per la definizione fare riferimento ai criteri per la catatonia associata a un altro disturbo mentale).

Nota di codifica: utilizzare il codice aggiuntivo 293.89 (F06.1) catatonia associata a schizofrenia per indicare la presenza di catatonia in comorbilità.

Specificare la gravità attuale:

la gravità viene stimata attraverso una valutazione quantitativa dei sintomi primari delle psicosi, compresi deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, comportamento psicomotorio anormale e sintomi negativi. Ognuno di questi sintomi può essere valutato per la sua gravità attuale (il livello più grave presente negli ultimi 7 giorni) su una scala a 5 punti che va da 0 (non presente) a 4 (presente e grave).

Nota: la diagnosi di schizofrenia può essere posta senza utilizzare questo specificatore di gravità.

di Serena Lasorsa

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