La Piramide dei bisogni di Maslow nelle professioni sanitarie

dicembre 22nd, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

piramide-bisogni-maslow-professioni-sanitarieI bisogni: perché è necessario lavorare sui bisogni nelle professioni sanitarie?

Il medico, l’infermiere, il fisioterapista e tutti gli altri operatori sanitari in generale sono visti come coloro che rispondono a dei bisogni. Io farò delle considerazioni sul fatto che sono anche portatori di bisogni. Mi arrischierò anche a sostenere che la scelta stessa della professione di aiuto in generale e quella sanitaria in particolare risponde ad un bisogno.

Che cosa intendiamo per bisogno e a cosa serve? Che cosa ci interessa lavorare sui bisogni con gli operatori sanitari?

Partiamo dalla prima domanda. Che cos’è un bisogno e a cosa serve?
Dal vocabolario si legge per bisogno:

1 sm mancanza di qualcosa; necessità materiale o morale, più o meno impellente;
2 sm la cosa che occorre; quanto è necessario;
3 sm grande povertà, miseria.24

Anche per Abraham Maslow un bisogno è la carenza di un oggetto desiderato, tale che il soggetto tenderà nei suoi comportamenti ad appropriarsi di questo oggetto.

Egli lega il concetto di bisogno a quello di motivazione in quella che è la teoria della gerarchia dei bisogni molto nota e usata in ambito infermieristico, ma anche aziendale.
Secondo questa teoria un bisogno è motivante soltanto se è stato soddisfatto o parzialmente soddisfatto il bisogno del gradino precedente (cioè inferiore) nella scala da lui elaborata e che propongo di seguito.

Il bisogno è una necessità primaria dell‟organismo, una tensione che va risolta ma che non è legata ad un oggetto. Il desiderio invece è sempre legato ad un oggetto ed è secondario al bisogno che permane sempre al di sotto di questo.
Dunque il bisogno è una mancanza che l’uomo tende a soddisfare ed è motivante, cioè spiega il perché di un comportamento.
Se consideriamo la seconda definizione data, il bisogno è inoltre una spinta energetica che segue un principio base che è quello dell’auto-conservazione della specie.
Colui che si dice privo di bisogni dunque mente o è nei guai forti con se stesso!
La nostra società ci educa da una parte a non dover avere bisogno di niente e di nessuno generando però bisogni materiali sempre più strani e differenti ai fini economici. In realtà il bisogno spinge, è la benzina, è la motivazione a fare qualcosa. Così a me pare che mai come ora l’uomo sia pieno di bisogni ma che non possa contare su nessuno che lo aiuti a comprenderli e a raggiungerli.
Ma facciamo ordine. Se accettiamo per vero che il bisogno è una mancanza a cui tendiamo cosa vuol dire che si fa una professione di aiuto per bisogno? Certamente l’essere umano ha bisogno di appartenenza e poi di stima, due aree che le professioni di aiuto appagano abbondantemente.
Si appartiene a un gruppo e in generale si è stimati dalla gente, dal sistema sociale dalla famiglia. Non solo ma, e qui mi riferisco in particolar modo ai medici e agli infermieri, a fare questo lavoro ci si sente, o si pensa di potersi sentire, realizzati.
Non c’è nulla di male a fare una professione per appagare questi bisogni, anzi se i bisogni sorreggono la motivazione, per fare qualsiasi lavoro si necessita di un bisogno. Occorre però dirlo, a se stessi. Perché se no si finisce per crederci tutti missionari buoni e privi di interesse al beneficio personale e per mantenere questo ruolo si usano energie a dismisura o, ancora peggio, si arriva al punto che ci si chiede come mai tutti ce lìabbiano con noi che pure ci sacrifichiamo
ogni mattina per gente ingrata.

Ma un professionista dell‟aiuto spesso è stato aiutato (la maggioranza dei counselor che conosco sono arrivati al counseling come clienti). Molti medici hanno fatto questa scelta perché hanno fatto esperienza di dolore o altri per avere l‟approvazione di loro padri che a loro volta erano medici.
Molti infermieri in egual misura, altri perché volevano (io dico avevano bisogno) sentirsi utili, o almeno non inutili.
Dunque i bisogni che tanto ci insegnano a celare ci rendono “brave persone” cioè ci spingono verso il miglioramento di noi e di ciò che ci circonda. I bisogni hanno una dignità e il counseling lavora molto sull’identificazione e appagamento dei bisogni.

di Paola Di Donato

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