Come riconoscere un Test di Personalità Serio

gennaio 9th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicometria

test-personalità-serioI Test di personalità includono tutti quei reattivi che esplorano interessi, affettività ed elementi relazionali. Possono essere distinti in: test obiettivi e test proiettivi. I primi sono caratterizzati dal fatto che vengono presentati al soggetto stimoli strutturati e definiti (come ad esempio affermazioni alle quali si deve rispondere manifestando il proprio accordo/disaccordo scegliendo tra un numero limitato di alternative), quindi che misurano la deviazione del soggetto rispetto ad un livello standard. I risultati ottenuti vengono sottoposti ad elaborazioni statistiche e standardizzati. I test proiettivi, invece, presentano stimoli volutamente poco definiti, in modo tale che una persona debba ricorrere alle proprie categorie per rispondere, per cui la gamma delle possibili risposte è praticamente illimitata. I proiettivi consentono dunque di cogliere il corso del processo spontaneo del pensiero della persona esaminata. L’interpretazione dei materiali prodotti (disegni o storie da interpretare, completare o creare), richiede una preparazione adeguata.

Test obiettivi di personalità

  1. Il 16 Personality Factors, (16 PF; Cattel prima versione, 1949), è un questionario costituito da 185 item, ognuno dei quali presenta tre modalità di risposta: “affermazione positiva”, “affermazione negativa” e “incertezza”. Ha lo scopo di fornire una descrizione della personalità attraverso tratti che comprendono aspetti del temperamento del soggetto, abilità, attitudini, ed offre un quadro sintetico delle caratteristiche di personalità e delle possibili relazioni tra i diversi tratti individuati. Attraverso l’impiego dell’analisi fattoriale per la descrizione della personalità, Cattel (1945) distinse tra tratti di superficie e tratti fondamentali; in tal modo definì la personalità attraverso 16 dimensioni bipolari, raggruppate in più di 30 anni di studi fattoriali, che sono: espansività, ragionamento, stabilità emozionale, dominanza, vivacità, coscienziosità, audacia sociale, sensibilità, vigilanza, astrattezza, prudenza, apprensività, apertura al cambiamento, fiducia in sé, perfezionismo, tensione. Il 16 PF prevede anche tre indici dello stile di risposta al test:
    1. IM (management dell’immagine): scala che misura la desiderabilità sociale costituita da 12 item che non fanno parte delle 16 scale dei fattori primari di personalità;
    2. INF (infrequenza): che permette di individuare se il soggetto ha risposto ad un numero relativamente ampio di item in modo differente rispetto alla maggior parte delle persone;
    3. ACQ (acquiescenza): che misura la tendenza a rispondere “vero” ad un item senza tener conto del suo contenuto.
  2. L’Eysenck Personality Inventory, (EPI; Eysenck, 1984) secondo cui la personalità è definita da una base di costrutti teorici stabili (dimensioni), che influenzano il comportamento individuale. Le tre fondamentali dimensioni individuate sono: estroversione, nevroticismo e psicoticismo, ciascuno dei quali si sviluppa lungo un continuum che va dalla normalità alla patologia:
  1. Il fattore nevroticismo, descrive l’emotività della persona, su un continuum che va dalla stabilità all’instabilità emotiva (il soggetto in base al punteggio ottenuto verrà considerato più o meno ansioso, depresso ecc.);
  2. Il fattore estroversione, fornisce un indice della socievolezza e della vivacità della persona (il risultato ottenuto in questa scala colloca il soggetto su un continuum che va dall’estroversione all’introversione);
  3. Il fattore psicoticismo, rivela se e a quale livello sono presenti disturbi della condotta (esso descrive la persona in termini di empatia, sensibilità e socializzazione).

 L’ EPI, dunque, si pone a metà strada tra una valutazione “normale” della personalità ed una clinica.

  1. Il Big Five Questionnaire, (BFQ; Caprara, Barbaranelli, Borgogni, 1993) è un reattivo di personalità creato appositamente per le organizzazioni italiane e costruito a partire dal modello dei Big Five (Cattel, 1945; McCrae, Costa, 1987; Caprara, Barbaranelli, 1996), modello che descrive la personalità attraverso l’impiego di aggettivi prototipici estratti dal vocabolario e scelti in base alla frequenza d’uso. Questi cinque fattori sono: energia (predisposizione ad essere dinamici, attivi, leader); amicalità (l’essere fiduciosi, gentili e collaborativi); coscienziosità (l’essere accurati, ordinati, persistenti); stabilità emotiva (predisposizione ad essere calmi e resistenti alle provocazioni); apertura mentale (essere ricettivi, colti e curiosi). Il BFQ restituisce un profilo articolato lungo le cinque dimensioni principali, che consente di coniugare il linguaggio naturale, correntemente utilizzato dalle persone, con i comportamenti specifici, che la teoria associa a ciascun tratto e che l’organizzazione ritiene rilevanti per il successo nella posizione. Se, ad esempio, per l’organizzazione è importante che la persona sia coscienziosa, la teoria dei Big Five indica una serie di comportamenti abituali associati a tale tratto (come lavorare seguendo un metodo, rivedere le attività svolte, prestare attenzione ai dettagli, ecc), ed i termini maggiormente utilizzati per descrivere la persona lungo tale tratto (come scrupolosa, diligente, metodica, ecc.). Il questionario prevede 24 affermazioni per ognuno dei cinque fattori su una scala Likert a 5 punte(da “assolutamente vero per me” ad “assolutamente falso per me”).

Vuoi saperne di più?

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.

One Response