Perché i Bambini Dicono Le Bugie

gennaio 30th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia dello Sviluppo

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La menzogna nei bambini

O bugia è l’azione di alterare consapevolmente e volontariamente la verità: non è menzogna il deformare il vero in buona fede, o alterare la realtà, o inventare cose non vere quando non vi è capacità di distinguere gli autentici confini della verità. Non si può neanche parlare di menzogna quando un bambino propone come verità la propria interpretazione del reale, magari deformandola con le caratteristiche tipiche dei processi cognitivi infantili. Comunque, il bambino impara presto a distinguere il vero dal non vero, già a 3- 4 anni, anche se il significato etico della bugia viene compreso solo dopo i 6 – 7 anni. È fisiologico nel bambino, anzi è una vera e propria tappa nel suo processo di sviluppo, tacere o deformare la verità: è un momento importante per la formazione dell’immagine di sé, è una via per giungere alla consapevolezza del fatto che il pensiero non è trasparente per l’adulto, e che questi non è onnipotente. Se per queste teorie la menzogna è un comportamento fisiologico, dobbiamo dire però che la scelta di dire la verità rappresenta un apprendimento che l’adulto rinforza: infatti, per il bambino, dire la verità risulta gratificante perché aumenta la stima di sé, dal momento che è un comportamento che gli adulti dimostrano di apprezzare.

La menzogna può essere:

  • utilitaristica: è quella più frequente, usata per evitare una situazione ritenuta pericolosa o per trarne vantaggi; comunque bisogna scoraggiare nel bambino l’abitudine alla menzogna:
    • non mentendo al bambino;
    • non reagendo con troppa indulgenza alla sua menzogna, sbagliando a non riconoscerla come tale;
    • evitando reazioni eccessivamente svalutanti e punitive che avrebbero l’effetto opposto di fargli elaborare menzogne in maniera sempre più accurata;
  • compensatoria: ad essa il soggetto ricorre per il bisogno di fornire di sé un’immagine meglio valorizzata; il bambino cerca di apparire come un eroe, o spesso fantastica su un amico immaginario, ma tutto ciò non diventa menzogna compensatoria finché egli non le racconta a terzi, arricchendo le fantasticherie di particolari; a questo punto le menzogne assumono un significato psicopatologico, rivelano nel bambino una situazione di disagio nei rapporti interpersonali, soprattutto se permangono oltre i 6-7 anni, momento in cui dovrebbe risultare ben distinta la realtà dalla fantasia; le menzogne, oltre questa età, si strutturano in problemi di tipo isterico, legati ad immaturità , il cui protrarsi rivela strutture prepsicotiche;
  • di tipo mitomanico: hanno sempre un significato patologico similmente alla tipologia precedente; il problema in queste menzogne è che l’eroe delle fantasie spesso è negativo, compie misfatti in un eccesso di protagonismo.

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