Teoria delle Relazioni Oggettuali: un Riassunto e definizione (Klein, Bion, Fairnbarn, Kohut)

febbraio 9th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

Psicoterapia-Cognitiva-e-Relazioni-Oggettuali.-La teoria delle relazioni oggettuali definisce l’Io in rapporto con altri oggetti, interni ed esterni; viene ipotizzato che la mente del bambino si trasformi inizialmente a partire dalle esperienze precoci con il caregiver. Queste relazioni vengono considerate all’interno di pattern che si ripetono e si consolidano nello sviluppo. Klein e Bion hanno fornito descrizioni speculative e controverse ma influentià hanno entrambi sottolineato gli aspetti negativi dello sviluppo emotivo. La Klein, ispirandosi al modello freudiano di istinto di morte, ha postulato l’esistenza di due modalità di funzionamento: la posizione schizoparanoide (tendenza a separare oggetto buono da cattivo) e posizione depressiva (riconoscimento più maturo della possibilità che aspetti positivi della persona possano coesistere con quelli negativi). Contributo della teoria Kleiniana – Bioniana è rappresentata dal concetto di identificazione proiettiva à individuo proietta all’esterno parti dell’Io cercando di mantenere il controllo su questi aspetti indesiderati, spesso attraverso comportamenti manipolativi nei confronti dell’oggetto (considerato, oltre che meccanismo di difesa, come processo interpersonale in cui il sé si disfa dei propri sentimenti evocandoli nell’altro). Il modello psicopatologico Kleiniano spiega il disturbo mentale alla lice delle posizioni già descritte.

La posizione schizoparanoide è indice di disturbo mentale mentre depressiva è indice di salute mentale.

Negli stati psicotici le angosce persecutorie/annientatrici sono intense al punto che l’oggetto dell’identificazione viene re introiettato generando percezione delirante che la mente e il corpo siano sotto controllo esterno, I problemi nevrotici sono considerati conseguenze di un’angoscia depressiva non risolta. Le concezioni kleiniane hanno suscitato controversieà criticata la sua tendenza ad attribuire capacità psicologiche mature a bambini molto piccoli.

La scuola degli indipendenti della psicoanalisi britannica ha dei principi fondamentali:

  • esiste una pulsione fondamentale a creare relazioni oggettuali
  • Un sufficiente grado di intimità con l’oggetto primario può produrre una scissione del Sé (assenza di integrazione = disturbo psicologico)
  • L’holding (capacità di contenere stati mentali del bambino) è fondamentale per intimità e integrazione.
  • Holding trasmesso mediante rispecchiamento
  • il bambino evoca la madre mediante uso di oggetto fisico
  • Il Sé emerge in seguito a interazioni non invadenti con la madre
  • Madre che non contieneà sviluppo di un falso Sé che protegge il vero Sé
  • mancanza di riconoscimento da parte della madre alimenta nel bambino la convinzione che il suo odio abbia distrutto la madre/oggetto.

Il punto di vista di Fairbairn. Il Trauma precoce viene incapsulato nei ricordi che sono congelati e dissociati dall’io centrale o Sé funzionale della persona. Insieme a Winnicott associa la schizofrenia a una privazione totale à completa assenza di madre sufficientemente buona. L’approccio evolutivo degli indipendenti ha ricevuto conferme dall’infant researchà le ricerche confermano le ipotesi di un’unità duale madre/bambino in cui entrambi partecipano allo sviluppo degli stati emotivi del piccolo. Limiteà generalizzazione secondo cui tutti i disturbi mentali dipendono dalla efficacia delle cure materne. limite un po’ di tutta la psicoanalisi britannica.

            La psicologia del Sé deriva dal pensiero di Kohutà inizialmente incentrata sul narcisismo. Approccio terapeutico che pone in primo piano l’empatia.

  • lo sviluppo narcisistico procede lungo un percorso a se stante, in cui i genitori sono oggetti- Sé
  • Le risposte empatiche dell’oggetto – Sé rispecchiante permettono lo sviluppo di esibizionismo e grandiosità
  • La frustrazione promuove la modulazione graduale dell’onnipotenza soggettiva attraverso l’interiorizzazione trasmutante dell’oggetto –Sé rispecchiante e favorisce il consolidamento del Sé nucleare.
  • L’idealizzazione degli oggetti – sé promuove lo sviluppo degli ideali.

Kohut à obiettivo di raggiungere un sé stabile nel tempo, il sé vulnerabile si svolge in maniera difensiva verso il piacere, l’angoscia è l’esperienza nel sé di un difetto o un’assenza di continuità. La psicologia del sé è una teoria basata sui deficit à la carenza di esperienze facilitanti è ritenuta alla base di un deficit psichico primario. Molte ricerche confermano il ruolo centrale di un deficit dell’autostima nella genesi del disturbo psichico. Conferme vengono anche da studi sui neuroni specchio (identificazione). Il modello di Kohut però p stato spesso criticato per la sua tendenza a colpevolizzare le figure di riferimento ed è discutibile per la sua importanza attribuita alle influenze ambientali. Il suo modello è stato abbandonato anche per la sua tendenza a non riconoscere il lavoro di altri autori.

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