Trauma Complesso: Definizione in Psicologia (Van Der Kolt, Brenner)

febbraio 17th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

The human brainIl trauma complesso

L’individuazione di criteri diagnostici evolutivamente appropriati per il PTSD ha permesso di identificare criteri diagnostici evolutivamente appropriati ed anche casi di PTSD “sotto soglia”, molto problematici pur non soddisfacendo tutti i criteri.

Per quanto riguarda la relazione fra trauma ed esiti si può parlare di trauma complesso, cioè esperienza di eventi traumatici molteplici, cronici, prolungati, di natura interpersonale e ad esordio precoce. Il focus è così spostato dal livello fenomenologico del PTSD (determinazione di sintomi e di comportamenti) al livello eziologico (natura e timing degli stressors).

Il trauma cumulativo ha il suo impatto pervasivo ne primi 10 anni di vita mentre in adolescenza diviene più circoscritto. Esposizioni molteplici a trauma interpersonale comportano chiari e prevedibili conseguenze su diverse aree del funzionamento con effetti del trauma complesso su sette aree di funzionamento del bambino:

  • attaccamento

  • livello biologico

  • regolazione dell’affetto

  • dissociazione

  • controllo del comportamento

  • cognizione

  • senso del sé

Più specificatamente:

attaccamento difficoltà interpersonale nella sintonizzazione emotiva con gli altri

livello biologico analgesia, somatizzazione

regolazione dell’affetto disregolazione emotiva del Sé, scarsa comprensione di stati interni del sé, incapacità di comunicare desideri e bisogni

dissociazione alterazione dello stato di coscienza, amnesia, depersonalizzazione

livello del comportamento scarsa regolazione degli impulsi, aggressività auto ed eterodiretta,
abuso di sostanze, oppositorietà

cognizione disregolazione attentiva, difficoltà nel processare gli stimoli,
difficoltà di apprendimento, difficoltà nel programmare ed
anticipare

senso del Sé senso del Sé carente, scarso senso di separatezza, bassa autostima, senso di vergogna e di colpa, disturbi dell’immagine corporea.

La diagnosi di PTSD non offre adeguati strumenti per cogliere gli effetti del trauma infantile sullo sviluppo. Inoltre l’inclusione di una serie di sintomi nelle categorie diagnostiche di comorbilità prova errori di attribuzione diagnostica.

Van der Kolt propone la riformulazione di criteri diagnostici circa reazioni post-traumatiche in età evolutiva. La stessa causa conduce ad esiti molteplici, secondo la multi-finalità nel caso di stress traumatico si riscontra larga sovrapposizione fra PTSD, quadri depressivi, disturbi di personalità e altri disturbi legati allo stress (sovrapposizione e comorbilità). La sintomatologia post-traumatica dissociativa, amnesia e disturbi dell’identità, caratterizzano anche disturbi diversi dal PTSD.

Brenner (2002) afferma che esistono disturbi, i quali sono espressione diversa dell’esposizione traumatica mediata dalle caratteristiche del soggetto (PTSD, depressione, dissociazione, abuso di sostanza, disturbi alimentari).

Bambini ed adolescenti traumatizzati sono in grado di curare sé stessi grazie alla resilienza (resilience) che è un processo dinamico tramite il quale soggetti che subiscono traumi e che affrontano situazioni di vita particolarmente difficili ed associate con disfunzioni psicologiche, sembrano riuscire ad affrontare con successo tali circostanze.

Andare oltre l’adozione di un modello riduttivo derivato all’impostazione del DSM, in base al quale il trauma è una causa monolitica e non sfaccettata, le cui conseguenze sono una patologia del PTSD, significa considerare che il trauma non sempre è un evento negativo, che inevitabilmente conduce allo sviluppo di una psicopatologia.

Soggetti resilienti possono descrivere eventi traumatici come un’esperienza di crescita. Il trauma può comportare cambiamenti radicali e trasformazioni consistenti nella visione del mondo e di sé stessi. Con la crescita post-traumatica alla resilienza si aggiunge un attivatore positivo dei processi di crescita personale. Il cambiamento riscontrato si riflette oltre che nei reali cambiamenti, nel funzionamento di personalità dei soggetti anche con una loro strategia inconsapevole di autoprotezione attraverso una modificazione dei livelli ricordati di funzionamento precedenti il trauma.

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