I Segreti della Vittimologia: Definizione, Tipi di Vittime, Psichiatria

agosto 17th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

crime-268902_1280
Reazioni dell’opinione pubblica nei confronti della vittima sono date dai media, ma quando il presunto colpevole diventa imputato tutto l’interesse va a lui, quando questo viene messo in carcere la vittima non suscita proprio più risonanze emotive e al centro dell’interesse rientra il detenuto.

Da alcuni decenni criminologi studiano vittime più indifese come donne, bambini, anziani, soggetti socialmente meno attrezzati o anche dei comuni cittadini, studiano le organizzazioni informali che supportano le vittime e cercano la punizione dei colpevoli, suddividendo spese legali, fornendo aiuto psicologico.

La Definizione di Vittimologia

Vittimologia è la disciplina che studia il crimine dalla parte della vittima con scopi diagnostici, preventivi, riparativi e trattamentali del reato e della conseguente vittimizzazione. La pregnanza della reazione emotiva insorgente con “vittima” varia in funzione del tipo di reato: reati senza vittima; reati dove la vittima è impersonale e astratta e il bene violato si configura come l’interesse pubblico, non risvegliano reazioni di empatia e identificazione; reati in cui la vittima è sentita come lontana, estranea, troppo potente o facoltosa per destare sentimenti di solidarietà; delitti per i quali si instaura una reazione emotiva di identificazione con la singola vittima, tutti ne condividono le sofferenze e richiedono sanzioni contro il reo, mettersi nei panni della vittima.

Aspetto diagnostico della vittimologia, le probabilità di diventare vittima di un crimine non sono distribuite casualmente ma certe caratteristiche biofisiologiche, psicologiche o sociali possono predisporre i soggetti a divenire vittime;

La Classificazione dei Tipi di Vittime

Vittime passive 

Non è trovabile nessun atteggiamento psicologico o comportamento che abbia giocato nella criminogenesi o che abbia indotto l’autore a scegliere specificatamente lei. Si colloca la maggior parte delle vittime e si possono ulteriormente distinguere tipi diversi:

  • vittime accidentali (diventano tali per caso, passante che si trova coinvolto in una sparatoria, vittima della bomba su un treno, non c’è relazione con il reo);
  • vittima preferenziale (il delinquente la sceglie per il suo ruolo, posizione economica ed altre circostanze favorenti; vittima del sequestro per estorsione, prostitute, proprietari di gioiellerie);
  • vittime simboliche (si vuole colpire in un individuo tutto un gruppo, una categoria o ideologia, vittime del terrorismo);
  • vittime trasversali ( non potendo essere colpito il vero bersaglio, l’azione viene indirizzata sui familiari, come nelle vendette di mafia).

Vittime attive

  • Vittime per la loro specifica professione (questione di lavoro svolto, come agenti di polizia);
  • vittima che aggredisce (relazione reo vittima è fondamentale, il comportamento della vittima potrebbe aver favorito il delitto, difesa legittima, stato di necessità);
  • vittima provocatrice ( subisce violenza per avere suscitato esasperazione, ira, ribellione di chi poi reagirà perché provocato, colpire qualcuno nei punti deboli per fargli perdere il controllo, offenderlo o umiliarlo, spesso in famiglia o tra vicini di casa, la vittima partecipa alla dinamica del delitto in modo evidente che non la si percepisce come tale, la legge prevede una attenuante);
  • vittima inconsciamente provocatrice (comportamento provocatorio non intenzionale, anche se esiste e può considerarsi come espressione di dinamiche psicologiche ostili o inconsce, comune nei delitti familiari, tra amici ecc);
  • vittima favorente (senza il ricorso di vera ostilità, la vittima si comporta in modo tale da favorire la commissione del delitto, truffa all’americana, viene indotta a credere di fare un affare vantaggioso invece cade nel tranello);
  • sindrome di Stoccolma (tra l’autore del sequestro di persona e la sua vittima si instaura un rapporto positivo, talora un legame sentimentale o sessuale);
  • vittima consenziente ( taluno che acconsente a che altri lo uccida, o lo richiede, sono casi di eutanasia consapevolmente sollecitata, omicidio/suicidio tra innamorati ecc).

False vittime

 Ti interessa il mondo della Criminologia? Leggi questo Manuale Gratuito

Congresso Europeo di Psicologia Criminale

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.

3 Responses