Come fare la Valutazione del Danno Psicologico

settembre 8th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Criminologia
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Il danno biologico di natura psicologica , o danno psichico, consiste in una patologia psichica, che insorge dopo un evento traumatico o un logoramento sistematico di una certa entità e di natura dolosa o colposa, che si manifesta attraverso sintomi e che si stabilizza, a seconda del tipo di evento, in un periodo variabile da uno a due anni.

Il danno esistenziale è la compromissione della qualità della vita normale del soggetto o uno stato di disagio psichico che non arriva a configurarsi con un quadro clinico patologico.

Nel caso del danno esistenziale dunque, non c’è una vera e propria patologia psicologica ma si ottiene:

  • Modifica le normali attività quotidiane, provoca malessere, disagio psichico(angoscia, noia, ansia ecc), ma non è una vera malattia psichica
  • Può essere riconosciuto nel caso di danni riflessi
  • Peggioramento di un diritto costituzionale “alla qualità della vita” o “ alla libera estrinsecazione della personalità”
  • Non sono presenti sintomi psichici chiari, ma un peggioramento della vita del soggetto

Classifichiamo quindi in modo diversi i vari livelli del danno

  • Danno biologico: di natura psichica rappresenta una lesione dell’equilibro della persona, quindi è valutabile e quantificabile rispetto ad un 100% di integrità psicofisica
  • Danno morale: consiste nella sofferenza, nelle lacrime, nelle difficoltà eventualmente connesse al danno biologico/esistenziale
  • Danno esisteziale diminuzione della qualità della vita e di perdita di chances, è soggettivo e non può avere parametri oggettivi di valutazione tecnica

Il Danno Biologico di Natura Psichica va quindi quantificato nel seguente modo

Incidenza ininfluente

Incidenza lieve(10-20%) permette un funzionamento compatibile con la maggior parte delle attività svolte dal soggetto ,ma  comporta uno sforzo di adattamento e presenta episodi problematici ricorrenti (ES, un soggetto deve mettere in atto strategie di adattamento superiori a quelle abituali per poter gestire episodi ansiogeni e persino per lavorare e per gestire le relazioni interpersonali.)

Incidenza moderata(21-30%) Permette un funzionamento faticoso in una o più aree della vita del soggetto con apprezzabile usura delle risorse.(ad es., nell’area relazionale il soggetto mantiene relazioni anche significative ma a prezzo di sforzi considerevoli e con dispendio di energie per riuscirsi e le relazioni sono comunque inficiate dalla sua menomazione.

Incidenza rilevante (31-45%) Determina un funzionamento alterato in una o più aree della vita del soggetto (es, la persona è soggetta ad attacchi di panico, ancorchè episodici, e tali sintomi finiscono per alterare sia l’area relazionale che di realizzazione lavorativa e sociale)

Incidenza grave (46-60%) Comporta una compromissione totale del funzionamento di un’area della vita del soggetto ( disturbo fobico che impedisce di uscire di casa) Oppure un funzionamento globalmente estremamente difficoltoso di tutte le aree della vita del soggetto ( es, soggetto che sviluppa un disturbo di ansia pervasivo, che crea un cattivo funzionamento nel controllo emotivo tranne che in quelle cognitive)

Incidenza gravisisma (61-80%) Determina una compromissione del funzionamento della vita autonoma del soggetto sia sul piano della cura di se che della relazione (gravi disturbi della sfera affettiva, emotiva, tono umore) ovvero si ha la presenza di sintomi invasivi che riducono al minimo i margini di vita autonoma ( gravissimi distrurbi della sfera affettiva, compulsioni, deliri, allucinazioni gravi e frequenti)

Incidenza totale (oltre 81%) Compromette totalmente il funzionamento non lasciando al soggetto margini di vita autonoma

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