Come prevenire la ricaduta nella droga (eroina, cocaina)

agosto 27th, 2016 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

ricaduta droga

Il counseling di prevenzione della ricaduta

3.2.1      Aspetti generali

Obiettivo di questa tipologia di intervento è il rafforzamento delle barriere erette per il superamento degli stimoli legati al contesto ambientale, ed in particolare il rafforzamento della capacità di gestire la crisi connessa al fallimento della rottura dell’astinenza, che può spesso creare una situazione negativa e spesso incontrollabile, a cui segue la sistematica ricaduta.

Questa tipologia di assistenza accompagna è assicurata tramite un rapporto strettamente fiduciario. Non si caratterizza come un supporto psicoterapeutico, che può essere assicurato da un operatore specializzato, bensì per una dimensione empatica e fiduciaria che consente di condividere gli aspetti connessi alla ricaduta e di intervenire più efficacemente sulla stessa[1].

Questa tipologia di assistenza, per le sue caratteristiche attinenti l’empatia e la fiducia, può essere assicurata efficacemente in gruppo, altrettanto correttamente che una specifica azione condotta personale.

Per poter condurre con efficacia questa assistenza è indispensabile raccogliere e approfondire gli elementi comportamentali del soggetto alcolista.

Si devono in particolare conoscere le sue modalità di assunzione di alcol, in particolare il contesto ambientale e sociale, la situazione psicologica e motivazionale e lo stato fisiologico.

Tramite un opportuno approfondimento di questo insieme di informazioni si dovranno ricercare assieme al soggetto gli elementi costitutivi e ripetitivi connessi alle ricadute. Dovranno essere esaminati con il paziente le percezioni negative che caratterizzano questi elementi ripetitivi che costituiscono il percorso che ha condotto alla ricaduta. Si dovranno riconoscere i momenti topici e determinanti, ed approfondire le loro cause ambientali o le loro motivazioni psicologiche; successivamente, con il soggetto saranno esplicitate le cause che hanno originato i momenti di crisi e definito il percorso per il loro superamento[2].

Se le cause sono relative al processo che ha condotto alla ricaduta si dovrà aiutare il paziente a rafforzare le barriere di contrasto  dei momenti critici, sviluppando le proprie capacità riconoscitive dei momenti da evitare e di incremento della consapevolezza della propria efficacia di intervento.

Se invece la cause sono ascrivibili a una precaria situazione psico-emotiva o motivazionale di difficile gestione da parte del soggetto, si dovranno individuare con il soggetto i percorsi ottimali per superarle tramite un eventuale supporto esterno o con adeguati supporti farmacologici[3].

Come prima ricordato è importante rappresentare al paziente come il percorso del superamento delle ricadute sia solitamente lungo e contraddistinto da momenti di astinenza e da prevedibili momenti di ricaduta. E come questo aspetto naturale non debba assolutamente limitare la fiducia e l’empatia fondamentali tra il paziente e l’operatore, e che soprattutto in caso di ricaduta l’operatore sarà sempre a fianco del paziente nell’aiutarlo comprenderne le ragioni e a superarla.

Deve essere ricordato che il rafforzamento delle barriere usualmente erette per il superamento degli stimoli legati al contesto ambientale, spesso determinate da una precaria situazione psico-emotiva, non è assicurabile con modalità essenzialmente tecniche, bensì con interventi più profondi e ampi coinvolgenti la sfera emozionale[4].

In queste situazioni, i vari aspetti di carenza motivazionale o connessi allo stato psico-emotivo del paziente, devono essere più opportunamente approfonditi interventi più specifici effettuati tramite la residenza in comunità di recupero o in appositi istituti ospedalieri.

Per la prevenzione della ricaduta si utilizzano essenzialmente due tipi di medicinali caratterizzati da obiettivi specifici.

La prima tipologia di medicinali tende a ridurre gli aspetti allettanti di gratificazione connessi all’assunzione di alcol, riducendo la propensione a cedere alle condizioni stimolanti del contesto ambientale favorevole alla ricaduta; sono stati condotti diversi studi per verificare l’efficacia contro le ricadute di questa tipologia di farmaci; gli esiti non hanno per ora permesso delle conclusioni definitive[5].

La seconda tipologia invece è orientata a simulare, con effetti limitati e controllati, gli aspetti allettanti della assunzione della sostanza[6].

Anche in questo caso gli studi condotti non hanno permesso di raggiungere delle conclusioni condivise e definitive, anche se gli effetti riscontrati hanno rappresentato un percorso positivo degno di ulteriori approfondimenti.

Corsi Gratuiti di Psicologia

Articolo di Linda Rago

[1] E. GIUSTI, A. PAGANI, Il counseling psicologico: assessment e interventi basati sulla ricerca, Sovera ed., Milano, 2016, p 55 ss.

[2] E. GIUSTI, A. PAGANI, Il counseling psicologico…, op. cit., p 55 ss.

[3] Ibidem.

[4] E. GIUSTI, A. PAGANI, Il counseling psicologico…, op. cit., p 55 ss.

[5] Ivi, pp. 58 ss.

[6] Ibidem.

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.