La psicologia ci spiega come nasce un serial killer

settembre 17th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

Articolo di Arianna Leone

Hickey ha proposto un modello di origine traumatica per cercare di spiegare e comprendere gli atti commessi dagli assassini seriali. Questo schema postula che ci siano degli eventi traumatizzanti che avvengono durante gli anni formativi della vita del bambino e che minacciano il suo normale sviluppo, portandolo a diventare un criminale; questi comprendono sia violenze fisiche che psicologiche, l’assenza di uno o di entrambi i genitori o comunque una situazione familiare incerta.[1]

Secondo il modello del trauma, alcune circostanze della vita dell’individuo costituiscono dei fattori, biologici, sociologici o di natura psicologica, che rappresentano degli elementi predisponenti per la commissione degli omicidi seriali:

  • famiglia abusante e maltrattante
  • predisposizione genetica
  • psicopatologia
  • eventi traumatici
  • socializzazione avvilente
  • sessualizzazione precoce o violenta.

Secondo Hickey, gli effetti che si vanno a scatenare sul ragazzo abusato in infanzia, causati dal caregiver, comprendono un senso molto profondo di ansia, di diffidenza e di confusione generale. Ma, la ricerca indica che la forma più comune e, soprattutto, primaria di trauma infantile sia il rifiuto che il bambino sperimenta da parte del genitore o di una persona vicina durante l’infanzia.

Quindi, questi traumi sperimentati precocemente vanno a plasmare degli individui con bassa autostima, che provano dei sentimenti d’inadeguatezza, d’impotenza e d’insicurezza; spesso, questi si creano delle fantasie ben architettate che fungano da sostitute per le loro relazioni sociali inesistenti, o si costruiscono delle maschere per darsi una parvenza di autocontrollo.[2]  Questi individui, a parere di Hickey, possono anche impegnarsi in delle attività che rappresentano degli elementi facilitanti, ovvero impiegano le loro energie in delle attività devianti, come, ad esempio, l’abuso di sostanze stupefacenti o di alcool.

Ovviamente, come è già risaputo, non tutte le persone che hanno subito esperienze traumatiche o hanno fatto uso di droghe e alcool sono diventate in seguito, solo per questi motivi, dei serial killer; queste sono solo delle variabili di un fenomeno che dovranno essere integrate con altri elementi.[3]

[1] C. Purcell, B. A. Arrigo, The Psychology of Lust Murder: Paraphilia, Sexual Killing and Serial Homicide, Elsiever inc, Londra, 2006, p. 45

[2] C. Purcell, B. A. Arrigo, The Psychology of Lust Murder: Paraphilia, Sexual Killing and Serial Homicide, cit., pp. 46-47

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