Che cos’è il disprezzo: definizione in psicologia

ottobre 14th, 2018 | Posted by Igor Vitale in Linguaggio del Corpo

Articolo di Katsiaryna Valko

Secondo Ekman, il disprezzo può essere sperimentato riguardo alle persone o alle azioni delle persone, ma non rispetto al gusto, all’odorato o al tatto. In Emotions Revealed egli sottolinea un tratto caratteristico di questa emozione:

cioè l’indulgenza nei confronti dell’oggetto del disprezzo, poiché la persona si sente superiore sotto il profilo morale rispetto a coloro che disprezza e alle loro azioni, ma non sente la neccessità di rifuggirli come invece accadrebbe nel disgusto[1].

La funzione specifica del disprezzo, identificata da Ekman, è quella di segnalare agli altri un sentimento di superiorità; questa è una modalità con cui si stabilisce la propria autorità. Inoltre l’autore riferisce delle scoperte di William Ian Miller[2], il quale afferma che il disprezzo nei confronti dei superiori può essere provato da coloro che si trovano in una posizione subordinata.

Anche il disprezzo può entrare in relazione con le altre emozioni, ad esempio con la rabbia a cui è spesso accompagnato, ma a volte alla rabbia si alterna il disgusto e ciò accade se la persona è arrabbiata per il fatto di averla fatta sentire disgustata.

[1]Ekman, P. , Friesen, W. V. (1975), Unmasking the Face, p. 67.

[2]Miller, The Anatomy of Disgust, p. 20

Corso Comunicazione Non Verbale

 

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.