Psicologia del Calcio: cosa può insegnarci Francia-Germania dell’82

marzo 3rd, 2019 | Posted by Igor Vitale in Uncategorized

Articolo di Francesco Clemente

UN ESEMPIO CALCISTICO DI ANTIFRAGILITÁ: LA “NOTTE DI SIVIGLIA” DEL 1982

 

“Sèville. Le titre est ètonnant. Comme si cela allait de soi. Comme si la connotation première du mot Sèville ètait devenue cette soirèe du 8 juillet 1982. Sèville est donc d’abord le nome d’un matcht. Et beaucoup plus qu’un matcht.”[1]     Philippe Delerm

 

 

La scelta di descrivere la semifinale del campionato del mondo l’ 8 luglio del 1982, nota al grande pubblico con il soprannome di  “Notte di Siviglia”, disputatasi fra Francia e Germania Ovest  allo stadio Ramón Sánchez Pizjuán di Siviglia e terminata con la vittoria della squadra tedesca per 5-4 ai tiri di rigore, dipende dall’andamento avvincente di questa sfida, dagli episodi determinati che l’hanno caratterizzata, nonché dagli sviluppi tecnico-tattici e per il furore agonistico espresso dalle due squadre, tutti aspetti che hanno indotto a ritenerla un esempio di come l’antifragilità possa esprimersi in una partita di calcio

Non è un caso che la FIFA abbia incluso questo confronto fra i Classic Football Matches per l’agonismo, i colpi di scena, la qualità tecnica, al termine del quale la Germania si  qualificherà quindi per affrontare in finale l’Italia, contro cui sarà sconfitta per 3-1; mentre  la Francia invece si classificherà quarta dopo aver perso 3-2 l’incontro per il terzo posto con la Polonia. La partita, a cui hanno assistito  70.000 spettatori e che è stata arbitrata dall’olandese Charles Corver, risulta la prima nella storia dei Mondiali di calcio ad essere decisa dai tiri dal dischetto, regola introdotta nel 1978.Germania Ovest-Francia ha riscosso molto successo a livello mondiale, sia per l’andamento della gara, incerta sino alla fine, ma anche perché fu la prima gara nella storia del Campionato mondiale di calcio ad essere decisa dopo i rigori, una partita molto emozionante, paragonabile per ritmo e intensità ad un’altra celebre semifinale mondiale, la mitica Italia-Germania Ovest 4-3 del campionato mondiale 1970.

 

3.6 LA FANTASIA DELLA FRANCIA DI PLATINI CONTRO LA FISICITẮ DELLA GERMANIA DI RUMMENIGGE: LE FORMAZIONI E LE CARATTERISTICHE DELLE DUE SQUADRE.

 

La Germania Ovest è giunta   alla Coppa del Mondo in Spagna forte della conquista  dell’ ’Europeo giocato in Italia due anni prima. Si tratta di una squadra rinnovata, poiché rispetto al Mondiale precedente, ci sono solamente quattro giocatori sui ventidue convocati: Rummenigge, Kaltz, Fischer e Hansi Müller. Il rinnovamento era avvenuto proprio in occasione degli Europei vinti in finale sul Belgio: più della metà dei giocatori presenti in Spagna per il Mondiale era anche campione d’Europa. Alla semifinale di Siviglia la Germania giunge con risultati indiviabili:8 vittorie e zero pareggi o sconfitte.

I punti di forza della squadra tedesca sono certamente la forza fisica e le capacità atletiche eccezionali di alcuni suoi singoli, fra cui si annoverano anche giocatori capaci di grande disciplina tattica e organizzazione di gioco, e qualche giocatore di grande fantasia, primo fra tutti Pierre Littabarskij.

La formazione francese   è frutto di un’evoluzione calcistica encomiabile che il calcio francese ha dimostrato di esprimere a partire dalla metà degli anni settanta. Infatti, la Francia aveva bene impressionato ai Mondiali di Argentina del 1978, venendo però eliminata al primo turno in un girone di ferro con Argentina e Italia. Nonostante il fallimento della qualificazione agli Europei del 1980, la squadra francese è costituita da una generazione di giocatori piuttosto talentuosa, guidata dal talento eccezionale di   Michel Platini. Il merito della costituzione di questo gruppo è del suo allenatore: a partire dal 1976   la Francia è allenata dal carismatico Michel Hidalgo, meritevole di aver   ringiovanito la squadra  e di aver promosso un gioco offensivo battezzato “calcio-champagne.” Pur forti di un elevatissimo tasso tecnico, la Francia giunge alla semifinale con la Germania con risultati altalenanti: si classifica seconda del suo gruppo (5 vittorie, 0 pareggi e 3 sconfitte), riuscendo a qualificarsi  solo in virtù della miglior differenza reti nei confronti dell’Irlanda, con cui è a pari punti.

 

La caratteristica più evidente della squadra francese è la grande capacità di palleggio del suo centrocampo, passato alla storia come “le carrè magique,” ovvero il quadrato magico, un quartetto di gran classe costituito da Giresse, Tigana, Platini e Genghini che si alternava con Fernadez.

Una squadra, quella francese, che mostrava una certa classe anche in altri settori del campo, con il difensore Bossis e l’ala sinistra Six. Tuttavia, è indubbio che sia il centrocampo il reparto di eccellenza della squadra francese, un vero e proprio “unicum” nel panorama delle nazionali europee dell’epoca, che li ha fatti reputare i “brasiliani d’Europa”, proprio per la spregiudicatezza tattica che questo centrocampo francese all’epoca ha dimostrato, poiché ha fatto coesistere ben 3 giocatori praticamente dello stesso ruolo(ovvero 3 trequartisti o mezz’ali di regia), con un solo giocatore(Tigana) che ha avuto compiti più difensivi, nonostante la grande tecnica che comunque lo contraddistingueva:

“ En fait, le Carrè magique, ce fut d’abord et avant tout quattre joueurs d’exeception, auxquels on demanda non pas la complementaritè mais la multiplication de leurs talents respectifs:Platini, Giresse, Genghini, Tigana. Les trois premiers etaient ce qu’il est convenu d’appeler un numero 10…Seul le Bresil s’etait dejà monstre porteur d’une pareille audace. Ajoutons que le plus dèfensif des quattre, Jean Tigana, ètait un recupèrateur des demis defensifs corrects, mais avec le dribble, la finesse de passe, le sens du jeu de Tigana, jameis.”[2]

 

Passando, dunque, alle formazioni che si sono affrontate nella “notte di Siviglia”, si sono riportati di seguiti i nomi dei singoli giocatori.La Germania ovest ha schierato: Harald Schumacher, Uli Stielike, Manfred Kaltz, Karlheinz Förster, Bernd Förster, Wolfgang Dremmler, Paul Breitner, Hans-Peter Briegel, Felix Magath, Pierre Littbarski, Klaus Fischer. In panchina, invece: Bernd Franke, Wilfried Hannes, Hansi Müller, Karl-Heinz Rummenigge, Horst Hrubesch. Allenatore: Jupp Derwall. La Francia, invece ha schierato: Jean-Luc Ettori, Manuel Amoros, Gerard Janvion, Marius Tresor, Maxime Bossis, Jean Tigana, Alain Giresse, Michel Platini,Bernard Genghini, Dominique Rocheteau, Didier Six. In pachina si sono stati collocati:Jean Castaneda, Patrick Battiston, Christian Lopez, Bruno Bellone, Gérard Soler. Allenatore: Michel Hidalgo.

 

 

 

3.7 L’ASSETTO TATTICO: LE SCELTE DEGLI ALLENATORI

 

Ai fini della presente trattazione è opportuno sottolineare anche l’incidenza sull’esito della partita delle scelte compiute dagli allenatori in questa partita, poiché anche e forse soprattutto la capacità di gestire gli organici è assai significativa in questi frangenti.

L’allenatore tedesco Jupp Derwall, ha avuto come  dubbio principale quello relativo alle condizioni fisiche di Rummenigge, pallone d’oro per due anni consecutivi, affetto sin dal primo match da un problema muscolare alla coscia. Per non mettere a repentaglio le condizioni del fuoriclasse tedesco, Derwall ha deciso di schierare al suo posto Felix Magath dell’Amburgo, compiendo così una mossa che si è rilevata vincente. Hidalgo, al contrario, è più fortunato non ha infortunati da gestire, per cui si affida al talento dei sui centrocampisti, ovvero il celebre quadrato magico costituito da Bernard Genghini del Sochaux, Alain Giresse e Jean Tigana del Bordeuax e Michel Platini del Saint-Étienne. La partita riflette a livello internazionale lo schema di gioco all’epoca più diffuso, poiché entrambe le squadre adottano la marcatura a uomo. Per cui, la Germania utilizza Uli Stielike come libero,  lasciando che si formino le  seguenti coppie:

“Bernd Förster–Rocheteau (centravanti francese), Karlheinz Förster–Six (ala sinistra), Dremmler–Platini (libero di trovare la posizione sulla trequarti), Briegel–Giresse (ala destra). Sul lato opposto Marius Trésor è il libero, Janvion prende il centravanti Fischer, Bossis marca Magath (ala sinistra) e il terzino Amoros si occupa di Littbarski (ala destra).In mezzo al campo la Francia non prevede marcature individuali, ma un abbozzo di linea a 4 costituita da destra a sinistra da Giresse, Tigana, Genghini e Six, con Platini abbastanza libero da compiti difensivi. Giresse e Tigana sono pronti a inserirsi nella zona di centrodestra, coprendosi vicendevolmente, mentre Genghini è il mediano di posizione e regia. Sulle fasce attaccano Bossis a destra e, soprattutto, Amoros a sinistra.

Dietro a una specie di tridente Magath-Fischer-Littbarski, il cervello della Germania Ovest è Breitner: si abbassa a iniziare l’azione e funge sempre da appoggio sicuro per i compagni di squadra in mezzo al campo. Non è un caso che della partita Breitner sarà il giocatore con più passaggi chiave (7) di tutto il match.”[3]

 

L’elemento tattico che è davvero meritevole di essere sottolineato è il condizionamento della fase difensiva su quella offensiva, poiché è proprio la marcatura a uomo che costringe i difendenti a seguire i movimenti dell’attaccante marcato, con la diretta conseguenza che non consente di avere i calciatori nelle posizioni desiderabili per lo sviluppo della fase offensiva:

“Ad esempio, quello che nominalmente sarebbe il terzino sinistro francese, Amoros, si trova talvolta ad effettuare delle avanzate sulla fascia destra, perché portato nella zona di campo opposta nella precedente fase di non possesso dai movimenti del diretto avversario Littbarski. Ed ecco perché, marcando Six che gioca coi piedi sulla linea laterale sinistra, K.H. Förster si trova spesso a fluidificare in posizione di terzino destro al posto dello specialista Kaltz. In genere, invece, l’adozione di un sistema difensivo a zona posiziona correttamente e in maniera equilibrata i calciatori subito dopo la riconquista del pallone. Tale vantaggio in transizione positiva ha rappresentato storicamente uno dei principali motivi della diffusione della zona.”[4]

 

Fin dai primi minuti la Germania Ovest dimostra di sciorinare esprime un calcio più dinamico, per cui usa costantemente   la pressione sul possesso palla avversario e rapidi break che spezzano le rete difensiva della Francia. I giocatori più capaci in questo tipo di azioni sono  Briegel e Breitner, che, partendo palla al piede, superano il diretto avversario per trovare poi spazio da attaccare. Proprio Briegel con 8 dribbling, di cui 7 riusciti, ha dominato questa speciale classifica nella partita e la traversa su punizione di Littbarski al minuto 14 è nato poi da un fallo di Platini proprio su Briegel. Tre minuti dopo, il gol di Littbarski ha origine proprio da un’accelerazione palla al piede di Breitner, che in mezzo al campo evita l’intervento di Six, porta palla indisturbato fino al limite dell’area e serve l’assist per Fischer da cui nasce il gol. Si comprende poi come in un calcio caratterizzato da marcature a uomo  in ogni zona di campo e senza squadre particolarmente corte, ricoprivano grande importanza i dribbling e le azioni individuali dell’uno contro uno:

“La funzione ricoperta dalla ricerca dell’uomo alle spalle delle linee per generare superiorità posizionale nel “juego de posición” dei giorni odierni, era allora deputata al dribbling e al superamento del proprio diretto avversario. Con gli altri avversari a marcare gli uomini a essi assegnati, e con distanze maggiori tra un giocatore e un altro, chi marcava era generalmente privo di copertura e, superandolo in dribbling, l’attaccante aveva spazio a disposizione, generava superiorità numerica e, a cascata, squilibri nella difesa avversaria, che poteva essere costretta a lasciare libero un altro calciatore per andare a chiudere sul portatore di palla. Nell’ultimo terzo di campo il compito di copertura era assegnato al libero, che doveva “leggere” le situazioni tattiche in campo e posizionarsi in maniera il più possibile efficace per tamponare le falle del sistema a uomo. L’importanza delle iniziative individuali nel gioco è testimoniata dal numero elevato di dribbling tentati dalle due squadre: 25 per la Germania (di cui ben 22 riusciti) e 17 (di cui 11 con esito positivo) per la Francia. I 42 dribbling totali sono un numero davvero considerevole. La Francia sfrutta essenzialmente le qualità dei propri centrocampisti. Il mancino Genghini gioca davanti ai propri difensori e mette ordine alla manovra. Giresse e Tigana forniscono dinamismo e qualità al centrocampo, offrendo soluzioni di passaggio in movimento e inserendosi senza palla nella parte destra del fronte d’attacco transalpino. E poi c’è Platini, che gioca principalmente a supporto di Rocheteau, ma è libero di muoversi assecondando il proprio estro.”[5]

 

3.8 I TEMPI REGOLAMENTARI: IL VANTAGGIO TEDESCO E IL PAREGGIO FRANCESE.

 

Nelle prime fasi della partita si assiste allo schiacciamento della Francia che subisce la grande pressione dei tedeschi, per cui la compagine francese appare piuttosto intimidita e giocando con una manovra di rimessa.  Dopo aver subito il gol della Germania, progressivamente la Francia ha guadagnato il possesso palla e metri sul terreno di gioco, acciuffando il pareggio al minuto 26 su rigore, su un’azione impostata da Michel Platini che con movimento stretto riesce a superare il suo diretto marcatore, riuscendo così a servire di testa Rocheteau, che a sua volta è atterrato in area da  Förster. Dopo il pareggio, la partita dimostra un sostanziale equilibrio, poiché nessuna della due squadre riesca ad avere il predominio sull’altra. Tuttavia, nel secondo tempo è venuta fuori la grande capacità tecnica della Francia, con la squadra di Derwall sempre pronta nelle ripartenze. Ma gli effetti del cambio di passo della squadra francese sono anche il frutto dell’abile mossa tattica del tuo allenatore, che ha maturato un equilibrio tattico diverso, più equilibrato a contenimento di Breitner e della sua capacità organizzativa:

“La prima vera variazione tattica al match è apportata da Michel Hidalgo, che sostituisce Genghini con Patrick Battiston, difensore venticinquenne del Saint-Étienne. Il neo entrato viene piazzato però a centrocampo, nominalmente nella stessa posizione di Genghini, ma con il compito preciso di controllare Breitner, evidentemente un pericolo per la Francia. Fuori quindi un palleggiatore e dentro un difensore per marcare la principale fonte di gioco dei tedeschi.”[6]

 

3.9 L’INFORTUNIO DI BATTISTON: DRAMMA E CONSEGUENZE SULLA PARTITA

 

Proprio Battiston è un giocatore-chiave di questa partita, non solo per le sue efficaci azioni di gioco, ma anche per le vicende di infortunio che lo hanno coinvolto durante la partita. Con un atteggiamento sorprendente Battiston è un difensore che tuttavia durante la partita si proietta abbastanza in avanti, giungendo un paio di volte al tiro. Una di queste azioni è quella che rappresenta, a detta di non pochi esperti di calcio, il momento topico di questa partita. L’abile difensore Bossis, dopo aver recuperato un pallone all’altezza del centrocampo con un vittorioso tackle su Dremmler, riesce a dare il pallone a Platini, il quale con uno splendido lancio di mezzo esterno destro lancia proprio Battiston, che a sua volta aveva intravisto un varco centrale, eludendo Breitner. Il portiere tedesco Schumacher ha pensato di intraprendere un’azione pericolosissima, con   la finalità di disorientare Battiston, un’azione che   Schumacher effettuava spesso proprio pe rintimidire gli avversari. L’esito è drammatico: lo scontro tra il corpo lanciato a tutta velocità di Schumacher e la testa di Battiston è terrificante, poichè il francese ha perso conoscenza per circa 2 minuti, con la rottura di   tre denti, fra lo sgomento del pubblico e l’esecrabile comportamento di Schumacher, che durante i lunghi soccorsi portati a Battiston è rimasto irrispettoso nei confronti delle condizioni del giocatore francese. L’azione ha inciso sui destini per la partita per almeno due motivi: Battiston con ogni probabilità avrebbe potuto segnare all’interno dei tempi regolamentari, per di più la Francia non ha avuto un calcio di rigore a favore per questo fallo per una disattenzione dell’arbitro. Ma, soprattutto, l’allenatore francese Hidalgo è costretto a giocarsi dopo soli 60 minuti il secondo e ultimo cambio di un match destinato a durarne 120.  Un particolare fondamentale poiché proprio le sostituzioni e le energie fresche messe in campo dalla Germania Ovest sono risultate decisive nel finale di partita.

Inoltre, al momento dell’ingresso di Lopez, che aveva sostituito Battiston, l’agitazione e la preoccupazione provocata dal suo drammatico infortunio ha tolto lucidità proprio al capitano della Francia, Michel Platini, il quale proprio con Lopez ha un fraintendimento relativamente alla posizione che quest’ultimo avrebbe dovuto avere in campo nel momento del suo ingresso.[7]Un particolare non da poco, se si pensa al rammarico che proprio Platini ha vissuto circa il corretto assetto tattico  da adottare in quel frangente per frenare le iniziative d’attacco della Germania, come sottolinea Pierre-Louis Basse nel sui libro dedicato interamente a questa partita:

“ Á l’aube, dans la solitude de sa chambre d’hotel,Michel Platini s’en voulut de ne pas avoir «replacè Lopez et Javion sur Rumennigge et Hrubesch».”[8]

 

3.10 LA FINE DEI TEMPI REGOLAMENTARI

 

Il primo cambio di Derwall avviene al minuto 72. La Francia è padrona del match e l’allenatore tedesco cerca forze nuove e una maniera veloce di alleggerire la pressione sulla propria squadra: dentro Hrubesch, centravanti alto e possente e fuori MagathNell’ultimo quarto d’ora la squadre si allungano ulteriormente, affaticate dalla partita e dal caldo della notte di Siviglia. Con spazi più larghi le iniziative individuali aumentano ancora. Da sottolineare le avanzate palla al piede di Trésor, anch’esse tipiche del calcio dell’epoca, in cui il libero, esente da marcature, avanzava a creare superiorità numerica e a scardinare il sistema di marcature individuali degli avversari. In questa fase della partita si rende protagonista il giovane terzino Manuel Amoros, ventenne del Monaco, estremamente pericoloso con le sue avanzate. Al minuto 77 parte palla al piede dalla propria metà campo, supera con un tunnel Kaltz al limite dell’area e serve Didier Six con un assist che mette l’ala sinistra solo davanti a Schumacher. Il tiro debolissimo di Six riflette l’intera partita dei Bleus al tiro: la Francia tira in porta più della Germania (21 conclusioni contro 18), ma solo 5 tiri giungono nello specchio contro gli 11 di quelli tedeschi. All’ultimo secondo dei 90 minuti regolamentari Amoros colpisce la traversa con un bolide da fuori area che avrebbe cancellato i successivi supplementari e calci di rigore. La partita ha ancora il tempo di regalare un’altra occasione da rete, con Breitner che ruba palla alto a Tigana in uscita e conclude a rete, con Ettori che riesce ad anticipare di un soffio Fischer sulla palla non trattenuta.

 

3.11 I TEMPI SUPPLEMENTARI: L’ANTIFRAGILITẮ DELLA GERMANIA

 

 

I tempi supplementari si aprono con una formazione francese che continua a fare il suo gioco molto manovrato, fino a quando, una volta conquistato un calcio di punizione battuto da Giresse, riesce ad andare in vantaggio grazie ad una spettacolare girata al volo di Trésor, lasciato indisturbato dalla difesa tedesca. La Francia si è portata così sul 2 a 1, lasciando tuttavia alcune occasioni per la reattiva Germania. Infatti,      dopo il gol di Tresor, il portiere francese Ettori si è reso vittima di un errore, servendo dentro l’area Amoros, con l’obiettivo di andare a riprendere la palla dai piedi del terzino (un’azione allora possibile), offrendo tuttavia a  Littbarski una ghiotta occasione, poiché quest’ultimo riesce tra i due a  rubare palla, procurandosi così una clamorosa occasione da gol. Intanto, la Germania Ovest continua incessantemente ad attaccare a testa bassa, mentre la Francia non riesce a gestire astutamente le sue risorse nervose e atletiche, rinunciando alla gestione del pallone e continuando a sbilanciarsi in avanti, rendendo la partita ancora più spettacolare, grazie poi anche all’ingresso di Rummenigge, un altro giocatore determinante in questa partita:

”La partita diventa bellissima. Tigana accelera invece di gestire il possesso palla. Sbaglia il passaggio e apre il campo a una ripartenza tedesca. Le squadre sono lunghissime. Al sesto minuto del primo tempo supplementare Jupp Derwall rompe gli indugi e mette in campo Rummenigge al posto di Briegel. All’epoca Rummenigge era considerato il più forte giocatore europeo, avendo vinto consecutivamente le due edizioni del Pallone d’oro precedenti la Coppa del Mondo. Attaccante di potenza rara, grande tecnica e fenomenale in acrobazia, viene schierato alle spalle del trio d’attacco, in una posizione occupata a inizio carriera. La marcatura di Rummenigge diviene un problema insolubile per i francesi.”[9]

Proprio dopo l’ingresso in campo di Rummenigge, la Francia riesce a realizzare il doppio vantaggio con un gol del centrocampista Giresse. A questo punto la Germania subisce una scossa, dando vita a d una delle più entusiasmanti rimonte della storia del calcio mondiale. Un esempio chiaro di antifragilità calcistica, non solo per un fatto meramente agonistico ma anche per la non convenzionalità della modalità con cui la formazione tedesca riesce a reagire al doppio vantaggio francese. Su una ripartenza occasionata da una palla persa da Platini, dopo appena quattro minuti dal gol di Giresse, la Germania imposta un contropiede che si conclude con un gol di Rummenigge che si produce in una spettacolare acrobazia, riuscendo così a siglare   il gol del 2-3. La soluzione acrobatica di Rummenigge è di tipo non convenzionale, poiché i gesti acrobatici non sono assai frequenti e rinviano quindi a gesti tecnici non ordinari.

Dopo il gol dell’attaccante tedesco, la pressione della Germania continua a crescere, con la Francia che dimostra di subire la fisicità degli avversari, incapace di contenere la reazione tedesca. Così, in un assalto arrembante, nel quale i difensori francesi sono impotenti di fronte allo strapotere fisico degli attaccanti tedeschi, si è materializzato il pareggio tedesco, nato   da un cross dall’esterno di Littbarski (ben 8 cross totali per l’ala tedesca) e una sponda aerea di Hrubesch, il quale ha approfittato di una sbadataggine di Bossis, mettendo così in condizione Fischer di segnare, anch’egli con una spettacolare acrobazia. In questa ultimissima fase del secondo tempo supplementare, l’elemento antifragile della reazione tedesca è testimoniato non solo dalla non convenzionalità del gol di Fisher, anch’esso come il gol di Rummenigge fuori dagli schemi, ma anche e soprattutto dall’intesità di attacchi, che si sono intensificati proprio a partire dal gol di Tresor, una vera scossa che ha attivato la risposta tedesca:

“La Germania mette tre palloni in area in un minuto. Al terzo fa gol. Il gol del pareggio sembra placare il furore agonistico mostrato dai tedeschi nei supplementari dopo avere subito il gol di Trésor. Gran parte del vantaggio nell’Indice di Pericolosità Offensiva elaborato da SICS (IPO) acquisito dai tedeschi nel corso della partita (alla fine del match l’IPO della Germania Ovest sarà di 110, quello della Francia 78) è accumulato nel periodo compreso tra il 2-1 della Francia e il pareggio di Fischer, dopo un sostanziale equilibrio alla fine dei 90 minuti.”[10]

 

3.12 I CALCI DI RIGORE: VANTAGGIO FRANCESE MA GERMANIA SEMPRE ANTIFRAGILE

 

La partita termina ai supplementari con il pareggio della Germania Ovest che riesce ad annullare il 3 a 1 tanto faticosamente conquistato dai francesi. La partita, dunque, è destinata a decidersi ai calci di rigore, primo evento in tal senso nella Coppa del Mondo. Anche in questo frangente, la Francia all’inizio è in vantaggio, e anche questa volta viene fuori l’antifragilità della Germania. Infatti, segnano, nell’ordine: Giresse, Kaltz, Amoros, Breitner e Rocheteau, che spiazzano il portiere. Il terzo rigorista tedesco è   Uli Stielike, il cui tiro è effettuato centrale e a mezz’altezza, venendo così parato da Ettori. Mentre Stielike è intanto crollato in ginocchio con le mani sul viso nei pressi del dischetto del rigore, la Francia è ormai a due soli rigori dalla finale mondiale.

Ma Six, che avrebbe potuto chiudere la partita, è fermato da Schumaker, per cui si ricomincia daccapo. Littbarski, Platini e Rummenigge non hanno sbagliato,    concludendo la serie dei 5 rigori. La seconda serie di rigori è iniziata da Maxime Bossis, che tuttavia si fa respingere il tiro, con una buona intuizione del portiere tedesco che si è buttato sull’angolo giusto. Dopo questo errore, il tedesco Hrubesch si è avvicinato al dischetto del rigore, da cui è poi riuscito a spiazzare freddamente Ettori e riuscendo così a portare la Germania Ovest a sfidare l’Italia per il titolo di campione del mondo.

 

3.13 UNO SGUARDO CONCLUSIVO SULL’ANTIFRAGILITÁ DELLA GERMANIA

 

In ultima analisi, dalla semifinale di coppa del mondo giocatasi a Siviglia nel 1982 si possono enucleare alcuni dati a testimonianza dell’antifragilità dimostrata dalla compagine tedesca. Alla forza atletica di base, tratto tipico del calcio tedesco, in questa situazione agonistica è interessante soffermarsi sulla modalità di reazione alle difficoltà, a quelli che Taleb ha appunto definiti “cigni neri,” gli impervisti che generano difficoltà e scombussolamenti. In prima battuta, si può notare come la squadra francese dopo il gravissimo infortunio subito da Battiston non riesca a mantenere una freddezza tale da poter gestire al meglio le marcature sugli attaccanti tedeschi.

Proprio Michel Platini, uno dei più grandi “allenatori in campo” della storia del calcio mondiale, non ha saputo gestire il sostituto di Battiston, Lopez, che fra l’altro non ha avuto indicazioni dall’allenatore Hidalgo, anch’egli in preda alla confusione emotiva per quel terribile infortunio. Al contrario, proprio dopo il vantaggio francese, la Germania inizia ad organizzare una controffensiva arrembante, con azioni incalzanti, supportate da una maggiore freschezza fisica e da una maggiore resistenza mentale. Da un punto di vista numerico-quantitativo emergono infatti dati significativi, ulteriori indicatori della risposta antifragile della squadra tedesca.

A parte il maggior indice di pericolosità a vantaggio della Germania (110) rispetto alla Francia(78), sono rimarchevoli le informazioni relative ad una maggiore precisione di tiro (11 tiri nello specchio della porta per la Germania contro i 5 della Francia), nonostante il numero totale dei tiri sia a vantaggio della Francia(21 contro i 18 della Germania).

A ciò, poi, si deve aggiungere, un maggior numero di dribbling tentati e riusciti da parte della Germania (22 su 25 contro gli 11 su 17 dei francesi) e un maggior numero di cross effettuati (22 dei tedeschi contro i 12 dei francesi). Dati, questi, che rivelano una maggiore proiezione offensiva dei tedeschi, esercitata con continuità, determinazione e, addirittura, disciplina tattica.

Anche questo parametro fornisce dati sorprendenti, poiché la Germani ha registrato 24 falli compiuti contro i 29 dei francesi, una sola ammonizione contro le 2 dei francesi, 2 doli fuorigioco contro i 4 dei francesi. Ma anche la fase difensiva è a vantaggio della Germania, poiché si registrano 8 duelli aerei vinti contro i 5 dei francesi, oltre ai duelli di vittoria (96 a favore della Germania contro gli 84 dei francesi).[11] In definitiva, emerge un quadro complessivo, dal quale si deduce che la squadra tedesca ha espresso maggiore determinazione agonistica, tradottasi in un maggior indice di pericolosità, ma anche una maggiore precisione, una maggiore combattività, unita alla predilezione per soluzioni tecniche non ordinarie che hanno portato ad annullare il doppio vantaggio francese, come dimostrano i due gol di Rummenigge e Fischer che portano la Germania sul 3 a 3.

[1] Prèface a BASSE-P.-L, Sèville 82, le matcht du siècle, La table rond, Paris, 2005, p. 10.

[2]LEMOINE P., Le carrè magique, quand le jeu ètait à nous, Talent sport, Paris, 2016, pp. 10-11.

[3]https://www.ultimouomo.com/classici-germania-francia-82

[4]https://www.ultimouomo.com/classici-germania-francia-82

[5] https://www.ultimouomo.com/classici-germania-francia-82

[6]  https://www.ultimouomo.com/classici-germania-francia-82

[7]Patrick Lemoine nella sua monografia sportiva, dedicata interamente solo al centrocampo della formazione francese del 1982, ovvero al celebre “quadrato magico”, ricostruisce questa vicenda che costituisce un ulteriore “danno”, questa volta psicologico, subito dalla squadra francese dopo l’infortunio di Battiston. Al momento della sostituzione, il tecnico francese Hidalgo, preso dalla rabbia per quanto era successo, manda in campo Lopez senza dargli lacuna indicazione tattica. Per cui, il povero giocatore non ha potuto far altro che rivolgersi a Platini per chiedergli dove dovesse giocare, facendogli presente che Hidalgo non gli avesse indicato alcuna collocazione tattica. Platini, decise dunqaue che Lopez avrebbe giocato al centro. Una scelta tattica che lo stesso Platini ha poi giudicato scellerata, ma appunto determinata dal dramma capitato a Battiston:  ”Platini l’admet aujour’hui:«Là. J’ai fait une connerie que je n’aurais peut-etre pas commise si j’avais dejà jouè en Italie. J’aurais demandè à Lopez et à Janvion d’inverser. Gèrard jouait au milieu avec nous à Saint-Etienne et il aurait aidè Jeannot, surtout pendant la prolongation.Mais il venait de se passer tallement de chse wque je n’aveis plus le recuil ni la luciditè necessaires pour le faire…». Patrick LEMOINE P., Le carrè magique, cit.,pp.91-92.

[8]BASSE P.L., Sèville 82, le match du siècle, La Table Ronde, 2008, p.124.

[9] https://www.ultimouomo.com/classici-germania-francia-82

[10] https://www.ultimouomo.com/classici-germania-francia-82

[11] http://server.sics.it/download/GERMANIA1982-FRANCIA1982-MatchStudio.pdf

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