Come la consapevolezza di te può salvarti la vita

maggio 21st, 2019 | Posted by Igor Vitale in Benessere

Articolo di Irena Semi

Consapevolezza di sé o autocoscienza
L’autoconsapevolezza rappresenta uno dei principali aspetti di valutazione della maturità individuale: è la prima caratteristica dell’intelligenza emotiva e consiste nel conoscere se stessi, il proprio carattere, i propri punti forti e quelli deboli, i propri desideri e i propri bisogni.

Un individuo consapevole di sé, delle proprie necessità e capacità, dei propri pensieri e convinzioni, dei propri pregi e difetti, sarà in grado di riconoscere ed evitare le costrizioni esterne per poter valutare e prendere decisioni in completa libertà e autonomia.

La capacità di individuare i propri bisogni e la competenza nel soddisfarli portano l’individuo a sentirsi efficace a risolvere le sfide che gli si presentano.

Aumentare l’autoconsapevolezza può aiutare l’individuo a comprendere quando è in preda ad un’emozione disturbante per poi intervenire su di essa per gestirla nel modo migliore. La conoscenza di sé è un requisito fondamentale per il potenziamento di altre abilità, come ad esempio la capacità di stabilire relazioni con gli altri o di comunicare in modo efficace.

Nella definizione di se stessi incide in qualche modo anche la cultura di appartenenza. Le culture occidentali promuovono la visione di sé come essere indipendente, valorizzando l’autonomia e l’unicità del singolo. Molte culture orientali invece promuovono il sé interdipendente, valorizzando l’associazione tra persone e l’appartenenza al gruppo.

Per comprendere le proprie caratteristiche, le persone possono utilizzare l’introspezione, ovvero l’analisi dei propri stati interni, dei propri pensieri e delle proprie motivazioni.

Un’altra fonte di conoscenza di sé è l’autopercezione, ovvero l’osservazione del proprio comportamento. Nella teoria dell’autopercezione, Daryl Bem sostiene che, in presenza 11 di indizi interni deboli o ambigui, si traggono inferenze sulle caratteristiche personali dai propri comportamenti.

Si possono distinguere cinque tipologie di consapevolezza:

  1. delle sensazioni;
  2. dei sentimenti;
  3. dei pensieri;
  4. del linguaggio;
  5. dei comportamenti.

Un buon livello di ciò che l’individuo prova, a livello sensoriale e dei sentimenti, viene definito da Rogers come “congruenza”, che può essere sia interna (corrispondenza tra sentimenti e sensazioni e la loro corretta percezione a livello della coscienza) che esterna (corrispondenza tra il mondo interno e il suo comportamento). La capacità di riconoscere e soddisfare i propri bisogni fa sì che l’individuo si percepisca efficace nell’affrontare le sfide e le difficoltà della vita. Questo senso di autoefficacia è alla base dell’autostima, ossia il risultato dell’accordo tra sentimenti e pensieri, l’abilità della persona di mettere in atto dei comportamenti utili per la risoluzione dei problemi e il raggiungimento degli obiettivi. La capacità di riconoscere i pregi, i difetti, i punti di
forza e di debolezza in modo realistico è alla base di una buona autostima, ossia di una visione sana di sé.

Corsi Gratis in Psicologia

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.