«Chi insegnerà agli uomini a morire, insegnerà loro a vivere»: questo aforisma di Montaigne afferma che è difficile imparare a vivere senza aver trovato qualche soluzione al problema della morte, cioè senza aver avuto nessun insegnante in merito. La tesi, a mio parere, sembra essere convincente. Si immagini, infatti, la vita di coloro che …
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Da parte dei bambini, al pari degli adulti, non ci si può aspettare una risposta univoca e schematica alla scomparsa di una persona cara, poiché le loro reazioni, come ripetuto più volte nella presente trattazione, dipendono dall’interazione di molteplici fattori: l’età del bambino la qualità del legame con la persona scomparsa la possibilità di partecipare …
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Nella prima infanzia l’esperienza del lutto é un evento importante per lo strutturarsi della personalità. Il modo in cui viene vissuto nell’infanzia il processo di lutto, è determinante per l’evoluzione psicologica successiva e contribuisce sensibilmente a definire le modalità secondo cui questa esperienza viene affrontata nella vita adulta. Viceversa, la chiusura ed il silenzio dell’adulto …
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Interessanti studi trattano i diversi aspetti del tema della morte dal punto di vista evolutivo. Questi, in particolare, esaminano l’insegnamento ricevuto dal bambino sul concetto di morte nell’ambito della cultura occidentale nei secoli recenti; l’angoscia e la tensione collegate nei bambini alla concezione della morte; e le connessioni tra la morte e il tempo nel …
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La morte del genitore amato rappresenta un’assenza definitiva, e non più una temporanea separazione. Secondo Bowlby, i legami d’attaccamento tendono a persistere anche oltre la morte ed è sano che non avvenga mai un completo distacco: l’attaccamento per le persone tramuta in una forma diversa di legame, sorretto dal ricordo. Bowlby ritrova nel lutto una …
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Il processo di elaborazione del lutto Freud, S. (1915) in Caducità scrive che il lutto, per quanto doloroso sia, si risolve spontaneamente, quando [il soggetto] avrà definitivamente rinunciato a ciò che ha perduto e la nostra libido sarà di nuovo libera di sostituire gli oggetti perduti con oggetti nuovi, possibilmente dello stesso valore o ancora …
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Nella trattazione del fenomeno del lutto, in Lutto e Melanconia, Freud (1915) aggiunge che non sempre il lavoro del lutto si conclude con l’affermazione della sopravvivenza dell’Io che liquida l’oggetto perduto: in certi casi infatti il processo del lutto può mostrare delle complicazioni. Egli scrive che questo avviene quando è molto intensa l’ambivalenza dei sentimenti …
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Sigmud Freud (1915), in Lutto e Melanconia, chiarisce in cosa consiste il lavoro compiuto dal lutto, affermando che quando l’Io si accorge di avere perduto l’oggetto d’amore, tutte le sue energie sono dirette nello sciogliere la propria libido da ogni forma di legame con questo oggetto. Questo lavoro dettagliato e ripetuto passa attraverso un’intensificazione dell’attaccamento …
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Dopo la comunicazione della diagnosi: reazioni psicologiche e adattamento alla malattia nel paziente adulto L’autrice Elisabeth Kubler Ross (1976), dopo aver intervistato più di duecento malati in fin di vita, ha formulato un modello di adattamento alla diagnosi terminale che prevede cinque fasi che quasi tutti i pazienti attraversano nel corso della malattia: la fase …
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Vissuti del bambino alla comunicazione della diagnosi oncologica   La diagnosi di cancro causa nel bambino sofferenza e paura sia sul piano fisico che su quello emotivo, e i danni che questa provoca rappresentano una realtà che deve essere affrontata nella vita di tutti i giorni. In passato si riteneva che mettere al corrente il …
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