La morte del genitore amato rappresenta un’assenza definitiva, e non più una temporanea separazione. Secondo Bowlby, i legami d’attaccamento tendono a persistere anche oltre la morte ed è sano che non avvenga mai un completo distacco: l’attaccamento per le persone tramuta in una forma diversa di legame, sorretto dal ricordo. Bowlby ritrova nel lutto una …
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Il processo di elaborazione del lutto Freud, S. (1915) in Caducità scrive che il lutto, per quanto doloroso sia, si risolve spontaneamente, quando [il soggetto] avrà definitivamente rinunciato a ciò che ha perduto e la nostra libido sarà di nuovo libera di sostituire gli oggetti perduti con oggetti nuovi, possibilmente dello stesso valore o ancora …
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Nella trattazione del fenomeno del lutto, in Lutto e Melanconia, Freud (1915) aggiunge che non sempre il lavoro del lutto si conclude con l’affermazione della sopravvivenza dell’Io che liquida l’oggetto perduto: in certi casi infatti il processo del lutto può mostrare delle complicazioni. Egli scrive che questo avviene quando è molto intensa l’ambivalenza dei sentimenti …
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Sigmud Freud (1915), in Lutto e Melanconia, chiarisce in cosa consiste il lavoro compiuto dal lutto, affermando che quando l’Io si accorge di avere perduto l’oggetto d’amore, tutte le sue energie sono dirette nello sciogliere la propria libido da ogni forma di legame con questo oggetto. Questo lavoro dettagliato e ripetuto passa attraverso un’intensificazione dell’attaccamento …
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Dopo la comunicazione della diagnosi: reazioni psicologiche e adattamento alla malattia nel paziente adulto L’autrice Elisabeth Kubler Ross (1976), dopo aver intervistato più di duecento malati in fin di vita, ha formulato un modello di adattamento alla diagnosi terminale che prevede cinque fasi che quasi tutti i pazienti attraversano nel corso della malattia: la fase …
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Vissuti del bambino alla comunicazione della diagnosi oncologica   La diagnosi di cancro causa nel bambino sofferenza e paura sia sul piano fisico che su quello emotivo, e i danni che questa provoca rappresentano una realtà che deve essere affrontata nella vita di tutti i giorni. In passato si riteneva che mettere al corrente il …
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Sempre Campione (1990) scrive che bisogna far chiarezza sul rapporto tra quello che viene chiamato lutto anticipatorio e il lutto propriamente detto. La letteratura più recente sull’argomento riporta due tesi contrapposte: la tesi di chi sostiene che si debba parlare di lutto solo dopo la morte; e la tesi di chi sostiene che è invece …
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In psicologia diverse scuole di pensiero hanno cercato di descrivere e comprendere il complesso fenomeno del lutto. E’ possibile, pertanto, individuare alcune principali teorie psicologiche di riferimento: la teoria psicoanalitica, la teoria biologica o interpersonale, la teoria post-traumatica o della crisi e la teoria esistenziale. In esse troviamo alcune differenze ma anche alcuni punti in …
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Come Elaborare il Lutto

agosto 13th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica - (2 Comments)

Valutare come, nel nostro tempo, malato, famiglia e comunità, si confrontano col tema della morte e chiedersi come si sviluppa il processo del morire e come viene vissuto è importante, in quanto la modalità e la qualità del morire hanno conseguenze su tutti i protagonisti coinvolti nell’evento drammatico, in particolare sui familiari e sul malato, …
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Il vocabolario della lingua italiana definisce il lutto (dal latino luctus, pianto, dal tema di lugere, piangere ed essere in lutto) come un cordoglio per la morte di qualcuno; il termine cordoglio deriva dal latino cordolium, composto da “cor”, cuore, e “dolere”, provare dolore: profondo dolore provocato da un lutto (Lo Zingarelli, 2005). Il termine …
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