Articolo di Giorgia Luisi La comunicazione menzognera è considerata una forma di discomunicazione. Questo termine fa differire la comunicazione “standard” da quella ironica, seduttiva e menzognera, tre tipologie di discomunicazione. Ciò che rende la discomunicazione e la comunicazione così diverse è l’aspetto implicito o esplicito che prevale nell’una e nell’altra (Anolli, L., 2002, p. 273). …
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Articolo di Valentina Pasqual Il luogo in cui accade il crimine, ovvero la sua quarta dimensione[1], è sempre considerato essere di estrema importanza, concetto che però viene spesso trascurato specialmente nelle investigazioni da parte della polizia. Lo studio del comportamento spaziale che ha portato ogni criminale sulla scena del crimine è altresì chiamato profilo geografico. …
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Articolo di Valentina Pasqual Il Criminal Profiling, o profilo psicologico criminale, è una tecnica investigativa che individua l’insieme di tutte quelle informazioni riguardanti un sospetto sconosciuto, tra cui principalmente caratteristiche comportamentali e di personalità, tramite lo studio e l’analisi dei crimini che ha commesso. Il Profiling non fornisce l’identità dell’offender ma identifica il tipo di …
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Edwin Shneidman, padre della suicidologia, definisce tale metodologia come: “ la ricostruzione retrospettiva della vita di una persona scomparsa con lo scopo di assistere il magistrato nel prendere una decisione nell’ambito del certificato di morte in modo da identificare la modalità di morte più appropriata (chiamate nel mondo anglosassone NASH: natural, accidental, suicide e homicide) …
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articolo di Francesca Federica Falcone La vittima: le predisposizioni vittimogene ed i fattori di vulnerabilità. Per chiarire meglio gli aspetti che riguardano la vittima dovremo partire con il dare una definizione della stessa. La più consona e completa in ambito criminologico è stata fornita dal prof. Emilio Viano docente di criminologia e vittimologia all’università di …
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Articolo di Francesca Federica Falcone La storia della criminologia e della sua nascita brevemente esposta sin qui, dimostra come l’attenzione verta principalmente sull’autore del reato, ponendo in ombra l’altro “protagonista” del fatto: la vittima (sopravvissuta o meno). Proprio negli anni ’50 venne posta tale problematica negli Stati Uniti, alla luce della determinazione del c.d. numero …
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Articolo di Francesca Federica Falcone Anche in Italia nel 1994 si decise di creare una unità che prendesse visione e studiasse i crimini violenti, nacque cosi grazie all’allora capo della Polizia il prefetto Ferdinando Masone e il direttore centrale della polizia criminale Gianni de Gennaro l’Unità per l’Analisi crimine Violento ( U.A.V.C.) che ha il …
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Articolo di Francesca Federica Falcone L’approccio di David Canter famoso psicologo ed esponente dell’ Accademia di Liverpool, è più empirico. Il modello infatti ai fini della comprensione del reato pone attenzione allo studio della vittima, al contrario del modello americano che si concentra principalmente sull’offender e sulla scena del crimine, attraverso l’utilizzo di studi empirici …
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Articolo di Francesca Federica Falcone L’attenzione sui crimini violenti e sulle dinamiche psicologiche degli autori di tali crimini venne posta in Virginia a Quantico a metà degli anni ’60, da due agenti dell’FBI: Howard Teten (un agente speciale FBI oltre che detective della Squadra Omicidi della Polizia in California ) e Pat Mullany ( agente …
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Articolo di Francesca Federica Falcone Sulla Criminologia si è ampiamente dibattuto durante il secolo XIX allorquando il sistema penalistico era ancora impregnato dei concetti illuministici che costituivano l’innovazione in un epoca in cui i principi sanzionatori dell’ancien Regime sovrapponevano il concetto di peccato a quello di reato. Noto è il tono cruente delle pene corporali …
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