fbpx
neuroscienze dei serial killer

Neuroscienze dei Serial Killer, come una persona può trasformarsi in un assassino

Neuroscienze dei Serial Killer

Dott.ssa Giulia Fenili

 

La mente del killer affascina e incuriosisce continuamente, alla base dello sviluppo della mente del killer è presente un intreccio molto complesso e multifattoriale: genetica, danni cerebrali e ambiente interagiscono tra di loro. Come si diventa assassini? Chi può diventare un assassino? Queste sono domande intriganti e complesse tanto da spingere le neuroscienze verso una direzione: capire a livello neurobiologico se ci sono elementi comuni nel cervello degli assassini e cosa può portare un individuo a diventare uno psicopatico criminale. Recentemente, il neuroscienziato James Fallon ha condotto uno studio su vari cervelli di psicopatici criminali attraverso gli strumenti di neuroimaging ed è riuscito ad individuare delle caratteristiche comuni: una ridotta attività cerebrale nelle aree deputate all’empatia e al controllo degli impulsi, in particolare, le aree più soggette a disfunzioni sono la corteccia orbitofrontale e l’amigdala.

Che cos’è la psicopatia acquisita?

Entrano in gioco anche alcune predisposizioni genetiche. La presenza di una specifica variante del gene MAO-A porta un individuo ad essere più aggressivo e meno empatico. Ma le caratteristiche genetiche non portano direttamente alla nascita del killer, l’azione della genetica viene mediata dall’ambiente. Con il termine epigenetica viene indicata l’azione dell’ambiente nell’influenzare la genetica: in presenza di una predisposizione genetica che porta ad una maggiore aggressività l’ambiente può esercitare un’influenza negativa aumentando il rischio di sviluppare psicopatia oppure può esercitare un’influenza positiva diminuendo il rischio di sviluppare psicopatia. Oltre all’ambiente e alla genetica esiste un’altra categoria legata ai danni cerebrali accidentali che può portare alla “psicopatia acquisita”. La “psicopatia acquisita” si riferisce ai quei soggetti sani e privi di un disturbo di personalità che improvvisamente a comportarsi come coloro che presentano un disturbo antisociale di personalità. Nel corso del tempo abbiamo assistito a numerosi casi di psicopatia acquisita, due tra i casi più celebri riguardano due uomini: Phineas Gage e Charles Whitman.

Casi di Serial killer e relative applicazioni delle neuroscienze

  • Il caso Phineas Gage –> questo è uno dei casi che affascina ancora oggi il mondo delle neuroscienze. Siamo in America, precisamente nel 1848, Phineas Gage è un buon padre di famiglia e un grande lavoratore. All’età di 25 anni la sua vita cambiò a causa di un grave incidente sul posto di lavoro, all’epoca lavorava come operaio nella costruzione di una ferrovia. Un giorno mentre stava lavorando, a causa di un’esplosione, un’asta di metallo lunga un metro entrò nella testa di Phineas a grande velocità. L’asta entrò a livello dell’orbita oculare sinistra e uscì dalla parte superiore del cranio, l’asta venne poi ritrovata a circa venti metri dall’uomo. Venne trasportato all’ospedale e con grande stupore riuscì non solo a sopravvivere ma si riprese del tutto in poco tempo. Nonostante la totale ripresa a livello fisico, a livello comportamentale ci fu un drastico cambiamento. Da padre di famiglia educato e gentile, si trasformò in una persona estremamente arrogante, poco rispettoso nei confronti della famiglia e degli amici, irriverente e con scarsa capacità di portare a termine ciò che si prefissa di fare. Perse l’interesse per la famiglia e per gli amici, lasciò il lavoro e la casa. Dopo la sua morte, che avveni all’età di 36 anni, il suo cervello fu sottoposto a molti esami fisiologici. Il cervello di Phineas Gage mostrava un danno molto vasto a livello della corteccia orbitofrontale sinistra. La corteccia orbitofrontale è implicata nel controllo degli impulsi, nella pianificazione e nel comportamento. L’asta di metallo entrando nel cervello di Gage ha distrutto la corteccia prefrontale, tale distruzione ha condotto ad un brusco cambio comportamentale.

Il caso di Charles Whitman

  • Il caso di Charles Whitman –> Charles Whitman nel 1966 uccise prima la moglie con cinque coltellate e poi la madre. Sempre nello stesso giorno si recò all’Università del Texas e uccise prima la segretaria e poi salì fino all’ultimo piano della torre dell’Università e iniziò a sparare sulla folla uccidendo un gran numero di persone. Poco dopo, fu ucciso dagli agenti di polizia. Questi delitti sono inspiegabili rispetto al suo passato, al suo stile di vita e alla sua personalità. Charles si era sempre mostrato come un ragazzo tranquillo e gentile. All’epoca dei fatti lasciò una lettera prima di compiere la strage: scrisse che da tempo non si sentiva bene e che era stato colpito da una forte emicrania, ultimamente provava dei forti impulsi che non facevano parte del suo modo di essere e che non riusciva a controllare. Era fortemente convinto del fatto che qualcosa in lui non andava, quello che avvertiva era un forte cambiamento caratteriale. Nella lettera sottolineò l’esigenza di fare un’autopsia dopo la sua morte. Il suo cervello venne così analizzato e i ricercatori trovarono una grossa massa tumorale a livello dell’amigdala. L’amigdala è una particolare struttura sottocorticale legata alla gestione delle emozioni, quando viene iperattivata viene a mancare il controllo degli impulsi e si ha una scarsa regolazione emotiva. Questo tumore ha contribuito a spingere il giovane a compiere questi atti criminali, non sappiamo se è l’unico motivo ma sappiamo che ha giocato un ruolo molto importante.

La psicopatia acquisita come fattore determinante per diventare assassini

Questi casi di psicopatia acquisita ci spingono a riflettere sul fatto che chiunque tra noi potrebbe diventare un assassino. Gli strumenti di neuroimaging in futuro potrebbero essere estremamente utili nell’individuare tutte quelle persone che presentano un rischio maggiore di compiere crimini. La presenza di queste particolari alterazioni cerebrali mette in dubbio non solo il concetto di libero arbitrio ma anche l’attribuzione della pena in ambito giuridico. Questi killer sono a loro volta vittime di alterazioni neuropsicologiche, se a livello giuridico sarà possibile in futuro utilizzare questi strumenti di neuroimaging quale sarà la ripercussione sulle pene? Queste persone che non uccidono per loro diretta volontà potrebbero ricevere un trattamento diverso in ambito penale. Inoltre, dopo essere state curate livello medico e sottoposti ad un’accurata rieducazione, queste persone potrebbero essere reinserite nuovamente nel contesto sociale?

 

 

Bibliografia su Serial Killer (neuroscienze)

  • Damasio, H., Grabowski, T., Frank, R., Galaburda, A. M., & Damasio, A. R. (1994). The return of Phineas Gage: clues about the brain from the skull of a famous patient. Science264(5162), 1102-1105.
  • Fallon, J. H. (2005). Neuroanatomical Backgrown to Understanding the Brain of the Young Psychopath. Ohio St. J. Crim. L.3, 341.
  • Lavergne, G. M. (1997). A sniper in the tower: The Charles Whitman murders. University of North Texas Press.
  • Reif, A., Rösler, M., Freitag, C. M., Schneider, M., Eujen, A., Kissling, C., … & Lesch, K. P. (2007). Nature and nurture predispose to violent behavior: serotonergic genes and adverse childhood environment. Neuropsychopharmacology32(11), 2375-2383.
  • Raine, A., Meloy, J. R., Bihrle, S., Stoddard, J., LaCasse, L., & Buchsbaum, M. S. (1998). Reduced prefrontal and increased subcortical brain functioning assessed using positron emission tomography in predatory and affective murderers. Behavioral sciences & the law16(3), 319-332.

 

 

Scrivi a Igor Vitale