I dati epidemiologici riferiti agli adolescenti in generale parlano di un caso ogni 200, ma prendendo in considerazione esclusivamente la popolazione femminile fra i 12 e i 18 anni, si arriva all’8% circa. Infatti, studi recenti di prevalenza indicano su mille adolescenti femmine 3 casi di anoressia nervosa, 10 di bulimia nervosa e 70 casi …
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Le patologie associate alle tipologie di attaccamento insicuro e ai relativi modelli operativi interni, sono quelle di chi utilizza come strategia inconscia o l’inibizione delle emozioni (è il caso degli individui evitanti/distaccati) o la loro esagerazione al fine di esercitare e mantenere il controllo di una figura di attaccamento inaffidabile (è quanto accade nei soggetti …
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La logica paradossale delle condotte anoressiche e bulimiche sta nella tenacia con la quale non cedono alla fame né al bisogno dell’Altro pur essendo profondamente ossessionate sia dal primo che dal secondo. Il punto è che questi soggetti vorrebbero in realtà essere fermati nella loro angosciosa deriva. Questo movimento di fuga e allo stesso tempo …
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A proposito del rifiuto anoressico Domenico Cosenza[1] sostiene che esso diviene nell’anoressia una modalità di godimento che assorbe totalmente il soggetto. È l’elemento su cui si struttura il suo modo di fare, il suo modo di vivere, di mostrarsi e di essere. Il rifiuto cioè non rappresenta un’opposizione invalicabile e non interrogabile, piuttosto il perno …
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È facile e riduttivo pensare che quando c’è anoressia ci sia una tabula rasa, un corpo etereo e trasparente, il “vuoto”. In realtà per quanto questa condizione possa apparire ancora incomprensibile sotto certi punti di vista, dietro il “niente” di questi soggetti si nasconde sempre qualcosa, nel “vuoto” c’è sempre un senso, un significato, una …
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Nel capitolo 1.2. abbiamo posto l’accento sulla questione dell’identità che sta alla base della condizione anoressica o bulimica. All’interno di un sistema familiare nel quale si manifesta un problema di anoressia o bulimia, i modelli relazionali e i problemi di comunicazione dovrebbero essere considerati come interconnessi. Tenendo conto del peso conferito da molti studi alla …
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Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, DSM-IV-TR (APA,2000),[1] identifica tre disturbi del comportamento alimentare(DCA): anoressia nervosa; bulimia nervosa; disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati. Si parla di anoressia nervosa quando il soggetto si rifiuta di mantenere un peso corporeo che sia almeno l’85% di quello che sarebbe considerato normale per l’età e la statura. …
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Le cause dei DCA sono multifattoriali e comprendono fattori psicologici, biologici e sociali. In particolare il documento di consenso sui disturbi del comportamento alimentare, redatto dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con la AUSL Umbria 2, riconosce come fattori di rischio associati a questi disturbi i fattori biologici e genetici, sociali, familiari, di sviluppo, traumatici, …
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L’attributo “anoressica” o “bulimica” pietrifica il vissuto dell’individuo in un puro  e semplice inquadramento classificatorio e universalmente valido senza tenere conto però della soggettività della persona. I sintomi, una volta identificati, permettono di fare diagnosi di anoressia o bulimia e di intervenire sul soggetto, ma non è possibile comprendere appieno queste patologie senza prima aver …
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Se prendiamo in considerazione un continuum tra comportamento alimentare patologico e normale, allora possiamo situare, ad un estremo, le persone normopeso che non hanno particolari preoccupazioni riguardo il proprio peso, mentre, all’estremo opposto, coloro che sono gravemente anoressiche o bulimiche. Tra queste due posizioni si possono localizzare poi una grande varietà di altre condizioni. Ci …
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