Le persone hanno a disposizione una quantità limitata di memoria, attenzione e capacità computazionale. Per questo motivo, quando comunicano, hanno coscienza di una piccola quantità delle informazioni che stanno comunicando. L’investigatore attento deve essere in grado di analizzare la comunicazione a tre livelli (comunicazione verbale, paraverbale e non verbale) e compararli tra di loro. Qui …
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Le persone traumatizzate perdono «la capacità di utilizzare le loro emozioni come guide per un’azione efficace. Le loro emozioni possono essere attivate, ma essi non riconoscono quello che stanno provando»26 . Si ha così una condizione di alessitimia, «che compromette la capacità di riconoscere e definire le emozioni»27 . È necessario indirizzare queste persone alla …
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Lasciando da parte i segni attraverso i quali il viso può tradire un’emozione nascosta, passiamo a considerare quegli indizi che fanno capire che una mimica è falsa. Un indizio in questo senso è già stato sopra affrontato, ed è l’esistenza di muscoli meno controllabili, e quindi più attendibili, che non entrano in azione in una mimica …
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Passiamo ora all’analisi della bocca ed in particolare delle labbra. È da quasi due secoli che psicologi, neurologi e antropologi discutono del sorriso dell’uomo. Si è sempre saputo che i sorrisi non sono tutti uguali: dall’analisi della mimica facciale è possibile individuarne oltre una cinquantina, ognuno con un aspetto e un messaggio particolare (Neuburger & …
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Esaminando invece gli occhi, che secondo Platone sono “lo specchio dell’anima”, per scoprire una menzogna dobbiamo soprattutto prestare attenzione alla direzione dello sguardo e alla dilatazione della pupilla (Tassan, 2005). Per quanto riguarda l’aspetto direzionale secondo Sulger (1989) : Lo sguardo fisso indica la volontà del soggetto di defilarsi e di non impegnarsi quindi nelle …
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Il volto può essere un canale ricco d’informazioni per chi tenta di scorgere la menzogna. «Il viso è infatti capace di mentire e dire la verità e spesso fa entrambe le cose contemporaneamente. Contiene allora due messaggi: ciò che il bugiardo vuol mostrare e ciò che vuole nascondere. » (Ekman, 2011, p.110). È possibile quindi …
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Come illustrato nel capitolo precedente, la comunicazione non verbale rappresenta il 55% del messaggio comunicativo. Ma cosa si intende per comunicazione non verbale? La sua spiegazione non è univoca, esistono differenti definizioni a seconda dei diversi autori che trattano l’argomento. Per Argyle, professore e sociolinguista inglese (1969), la comunicazione non verbale comprende la postura, i …
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A differenza delle espressioni facciali, il controllo volontario dei movimenti corporei è molto semplice. La maggior parte di essi infatti non è collegata a vie nervose che fanno riferimento a zone cerebrali interessate alle emozioni. Nonostante ciò però il corpo, come ricavato anche dall’esperimento delle infermiere di Ekman, lascia trapelare moltissimi segnali, risultando così un altro …
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Nello studio della comunicazione non verbale e della sua importanza all’interno dei rapporti interpersonali le emozioni rivestono un ruolo preminente. Le emozioni sono intense reazioni affettive, di breve durata, che si manifestano all’improvviso e sono determinate da uno stimolo ambientale. Le emozioni, inoltre, comportano non solo degli stati affettivi vissuti soggettivamente, bensì anche delle reazioni …
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