Come illustrato nel capitolo precedente, la comunicazione non verbale rappresenta il 55% del messaggio comunicativo. Ma cosa si intende per comunicazione non verbale? La sua spiegazione non è univoca, esistono differenti definizioni a seconda dei diversi autori che trattano l’argomento. Per Argyle, professore e sociolinguista inglese (1969), la comunicazione non verbale comprende la postura, i …
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A differenza delle espressioni facciali, il controllo volontario dei movimenti corporei è molto semplice. La maggior parte di essi infatti non è collegata a vie nervose che fanno riferimento a zone cerebrali interessate alle emozioni. Nonostante ciò però il corpo, come ricavato anche dall’esperimento delle infermiere di Ekman, lascia trapelare moltissimi segnali, risultando così un altro …
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Nello studio della comunicazione non verbale e della sua importanza all’interno dei rapporti interpersonali le emozioni rivestono un ruolo preminente. Le emozioni sono intense reazioni affettive, di breve durata, che si manifestano all’improvviso e sono determinate da uno stimolo ambientale. Le emozioni, inoltre, comportano non solo degli stati affettivi vissuti soggettivamente, bensì anche delle reazioni …
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Gli occhi costituiscono la parte più espressiva del corpo nella comunicazione non verbale. Leonardo da Vinci definì gli occhi “lo specchio dell’anima” infatti essi rivelano i reali pensieri e gli stati emotivi di una persona. Il contatto oculare riveste una grande importanza nello stabilire intesa e senso di fiducia nei confronti dei nostri interlocutori. La …
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  Il concetto di “prossemica” (da “prossimità”), è stato introdotto la prima volta negli anni ’60 dall’antropologo americano Edward Hall, per indicare le relazioni di vicinanza spaziale nei rapporti interpersonali. L’idea alla base dei suoi studi è che l’uomo, in quanto animale territoriale, definisce intorno a sé un proprio “spazio personale”, una sorta di “bolla” invisibile …
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Negli anni 50 del ‘900 l’antropologo americano Ray Birdwhistell coniò il termine “cinesica”- dal greco kinesis, cioè movimento – per definire la comunicazione che avviene mediante la gestualità e la mimica. Gli esempi di cinesica più noti sono i gesti tuttavia appartengono a questa categoria anche i movimenti degli occhi, del naso, della bocca, del …
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Albert Mehrabian è uno psicologo statunitense, docente presso l’University of Los Angeles, nota anche come UCLA. Nel 1971 lo psicologo condusse uno studio fondamentale in merito all’importanza dei diversi aspetti della comunicazione nel trasmettere un messaggio. Esso evidenziava l’esistenza di tre componenti che sono alla base di qualunque atto comunicativo: il linguaggio del corpo, la voce, …
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È quasi impossibile in questa sede non aprire una parentesi sulla comunicazione, strumento clinico, e non solo, per eccellenza. Infatti comunicare significa “mettere in comune” con altri informazioni, idee, emozioni attraverso il linguaggio parlato o scritto; possiamo quindi dire che ciò che viene comunicato allora è un messaggio che passa da un soggetto, emittente, e …
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I Contenuti del Manuale [/headline]

“La teoria di Ekman, definita neuro-culturale, sottolinea l’importanza dei fattori riguardanti aspetti universali e differenze culturali. Il termine “neuro” si riferisce al rapporto tra particolari emozioni e l’attivazione di determinati muscoli facciali. È su questa base innata che si strutturerebbe il programma facciale delle emozioni, in forza del quale l’insieme delle istruzioni codificate nel sistema nervoso centrale modula le …
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