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Comunicazione non verbale nelle diverse culture

In questo articolo ti spiegherò quali sono gli elementi comunicazione non verbale nelle diverse culture. L’argomento è complesso, ma ti prometto che alla fine dell’articolo ne avrai una panoramica complessiva. Sono Igor Vitale, psicologo e mi occupo ormai da anni di formazione nel settore del linguaggio del corpo in nazioni Europee ed extraeuropee (scopri chi sono).

Le differenze culturali nella comunicazione non verbale

Ce lo chiediamo da decenni noi psicologi. La comunicazione non verbale fa parte del nostro bagaglio genetico oppure si apprende nel contesto?

Ce lo chiediamo praticamente per ogni variabile psicologica. Ma pensaci, l’uomo primitivo comunicava solo non verbalmente. All’inizio non esisteva il linguaggio per come lo concepiamo adesso. E’ dunque naturale pensare che molti dei movimenti del nostro corpo siano innati. Determinati da zero.

Pensa per esempio quando una persona ha paura spalanca gli occhi. Lo fa perché pensa che ci sia qualcosa di pericoloso, qualcosa che può cagionare un danno fisico o psicologico. La persona spalancando gli occhi identifica meglio ciò che deve evitare per salvarsi.

Quando una persona è in rabbia, idealmente si prepara alla lotta. E’ per questo che spesso abbassa la testa, come a proteggere il collo, un’area vulnerabile del proprio corpo. E’ l’ideale nella fase di combattimento.

Molte delle cose che facciamo hanno una base innata.

Ed esistono molte evidenze in merito. Una delle più autorevoli è del ricercatore Paul Ekman, uno dei 100 psicologi più influenti del pianeta. Per verificare che le espressioni facciali non fossero diverse nelle varie culture ha visitato isole in cui la “modernizzazione” ed i media non fossero mai arrivati. Queste culture isolate non potevano aver appreso da noi il significato delle espressioni facciali.

Ekman ha verificato per primo che le espressioni facciali delle emozioni sono universali, uguali in tutte le culture.

Ma c’è anche chi lo ha criticato aspramente.

ekman espressioni facciali innate

Perchè la cultura influisce nel linguaggio del corpo. Il significato delle regole di esibizione

Semplicemente perché la cultura è ovunque. Certo, esiste una base innata. Ma la cultura regola ogni nostro comportamento. Usiamo gli stessi muscoli per esprimere rabbia, felicità, paura. Lo facciamo in modo identico in Italia, in Cina, in Groenlandia. Ma ciò che cambia sono le regole di esibizione. E cioè: quando è opportuno mostrare un’emozione o no.

Questo ce lo dice il nostro sistema di regolazione delle emozioni e certamente la cultura.

Cosa definisce se una situazione è imbarazzante o no?

Lo definiscono regole non scritte, regole non culturali. Per un maestro di galateo può essere imbarazzante essere in una tavola che non dispone le posate nell’ordine corretto secondo le regole del galateo. Per un’altra persona, vissuta in una condizione diversa, la disposizione delle posate può essere un fattore del tutto ininfluente.

Per molte culture il funerale è un evento triste. E’ normale esibire tristezza. Pensa, in Sicilia in passato si pagavano delle persone che avevano il ruolo di mostrare ulteriore tristezza proprio per dare valore all’evento e alla persona defunta. In altre culture il funerale è una festa: è normale esibire schemi di felicità!

pagate per piangere ai funerali sicilia

Le chiangimorte (o prefiche) erano pagate in Sicilia per piangere volontariamente durante i funerali. Questa usanza però è ben più antica ed ha origini nell’Antica Grecia.

Gli aspetti culturali del linguaggio del corpo

Per capire la comunicazione non verbale nelle diverse culture dobbiamo fare un resoconto degli aspetti implicati maggiormente. Abbiamo già visto cosa succede nelle espressioni facciali. Vediamo ora le grandi differenze culturali negli altri aspetti

Gesti nelle diverse culture

Alcuni gesti delle mani hanno un significato simbolico, è normale pensare che sia così. Per cui esistono gesti assolutamente medi per una cultura che sono offensivi per altri. La mano ad anello è per esempio offensiva in Germania. Toccare la testa di un bambino è offensivo in alcune nazioni perché è qualcosa che solitamente si fa con le mani.

Ciò che cambia però di tanto è la quantità di gesti. In Italia ne utilizziamo molti di più della media.

Potrà sembrarti qualcosa di pittoresco (ed un po’ lo è), ma in realtà tutto ciò influenza il modo in cui veniamo percepiti.

In Italia vediamo con sospetto le persone che sono più immobili di noi. Se una persona è troppo ferma ci insospettisce.

Nel Nord Europa vedono con maggior sospetto chi gesticola tantissimo (proprio come noi)

Scoperta dell’acqua calda? In parte, diffidiamo delle persone diverse tra noi, è parte del nostro bagaglio psicologico di base. Per questo se vuoi entrare in una nuova cultura e conoscerla dall’interno, prova ad adeguare il ritmo della tua comunicazione a quello dell’altro. Questa tecnica si chiama rispecchiamento e funziona molto bene.

Distanza interpersonale nelle varie culture

La distanza tra persone (prossemica) indica in linea generale l’intimità tra persone. Ma ha anche una differenza culturale. Le culture nordeuropee sono solite avere una distanza interpersonale maggiore. Le culture mediterranee invece sono solite parlare da vicino.

Contatto fisico nelle varie culture

Hai anche tu un amico che quando ti parla esercita un contatto fisico intermittente sulla tua spalla per tutta la durata della frase? Sta reclamando la tua attenzione, questo è ovvio. Questo è un esempio lampante delle differenze tra persone nella quantità di contatto fisico esercitato sugli altri.

Esistono anche differenze nel grado di contatto fisico che sopportiamo.  C’è a chi piace. C’è chi lo odia. C’è chi non lo sopporta o chi non lo sopporta in base alla persona che lo esercita.

Il contatto fisico è ancora una volta comune ed accettato facilmente nelle culture mediterranee, latine, africane. E’ molto meno utilizzato nelle culture nordeuropee.

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