Generalmente si definisce “gesto” qualunque movimento corporeo, prevalentemente compiuto dalle mani e che serve a sincronizzare il discorso, sostituirlo, completarlo o regolare il turno della conversazione; ad esempio l’uso dei gesti ci può essere utile per illustrare azioni od oggetti difficili da spiegare a parole. Ce ne sono alcuni che aiutano ad enfatizzare le parole, …
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Articolo di Katsiaryna Valko Aptica Oltre alla prossemica, è opportuno prendere in considerazione alcune caratteristiche del contatto fisico; stabilire un contatto corporeo con gli altri assume un ruolo fondamentale nei rapporti della vita sociale, e ve ne sono di diversa qualità e significato. In primo luogo è importante distinguere tra l’azione del toccare una persona, …
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Articolo di Katsiaryna Valko Il termine “prossemica” è stato introdotto la prima volta dall’antropologo americano Edward Hall[1] nel 1963 per indagare il significato che viene attribuito alla distanza che la persona interpone tra sé e il suo interlocutore, tra sé e gli oggetti, al modo di collocarsi nello spazio e di sistemarlo.  Su tutti questi …
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Articolo di Katsiaryna Valko Nel corso di una conversazione, non è difficile rendersi conto di quanto alcune caratteristiche della voce umana trasmettano elementi comunicativi aggiuntivi e separati da quelli del significato delle parole. Vengono distinti elementi vocali non verbali di tipo prosodico e paralinguistico, come il volume e il tono della voce, la durata sia …
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Articolo di Katsiaryna Valko Facial Action Coding System: un metodo standardizzato per l’analisi scientifica delle espressioni facciali. Il FACS (Facial Action Coding System) è stato sviluppato da Ekman e Friesen[1] nel 1978 e costituisce un sistema di misurazione per valutare in modo completo i movimenti delle espressioni facciali in relazione alle emozioni. Ma non solo: …
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Articolo di Katsiaryna Valko Le fondamentali critiche metodologiche e concettuali alle prime ricerche di Ekman Tuttavia, gli studi di Ekman, ancora agli inizi del nuovo secolo non sono completamente accettati da quegli psicologi interessati ai problemi del linguaggio, inoltre anche alcuni antropologi esprimono delle riserve sui risultati ottenuti da Ekman. Principalmente, alcuni psicologi criticano il …
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Articolo di Katsiaryna Valko Metodologia della comunicazione non verbale finalizzata al riconoscimento della menzogna: linee-guida per un’analisi efficace   Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti è impossibile considerare una lista finita di segnali di falso mediante l’analisi del linguaggio del corpo. Esistono dei segnali che sono più o meno frequenti nelle storie false, tuttavia un …
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Articolo di Katsiaryna Valko La cronemica è quella parte della comunicazione non verbale che studia il tempo in cui si verifica un dato movimento. Lo stesso movimento può essere condotto rapidamente o lentamente, in sincronia con le parole o fuori tempo, ognuno di questi aspetti può modulare il significato di un segnale non verbale. Generalmente, …
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Articolo di Katsiaryna Valko DePaulo, Lindsay, Malone, Muhlenbruch, Charlton e Cooper[1] hanno condotto una meta-analisi sugli indicatori di falso. La meta-analisi è una tecnica statistica che raccoglie tutti gli studi scientifici su un determinato tema che soddisfino determinati criteri metodologici per trarre indicatori di correlazione complessivi. Le finalità delle meta-analisi sono di carattere generale. Infatti, …
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Articolo di Katsiaryna Valko La prima guida per identificare i segnali non verbali correlati alla menzogna è contenuta nei Veda Indiani[1] in un papiro che risale in un periodo compreso tra il 900 ed il 600 a.C. (Ayur-Veda). In quel periodo storico, uno dei problemi principali era quello di identificare gli avvelenatori, una categoria che …
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