Articolo di Katsiaryna Valko Metodologia della comunicazione non verbale finalizzata al riconoscimento della menzogna: linee-guida per un’analisi efficace   Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti è impossibile considerare una lista finita di segnali di falso mediante l’analisi del linguaggio del corpo. Esistono dei segnali che sono più o meno frequenti nelle storie false, tuttavia un …
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Articolo di Katsiaryna Valko La cronemica è quella parte della comunicazione non verbale che studia il tempo in cui si verifica un dato movimento. Lo stesso movimento può essere condotto rapidamente o lentamente, in sincronia con le parole o fuori tempo, ognuno di questi aspetti può modulare il significato di un segnale non verbale. Generalmente, …
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Articolo di Katsiaryna Valko DePaulo, Lindsay, Malone, Muhlenbruch, Charlton e Cooper[1] hanno condotto una meta-analisi sugli indicatori di falso. La meta-analisi è una tecnica statistica che raccoglie tutti gli studi scientifici su un determinato tema che soddisfino determinati criteri metodologici per trarre indicatori di correlazione complessivi. Le finalità delle meta-analisi sono di carattere generale. Infatti, …
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Articolo di Katsiaryna Valko I metodi standardizzati per il riconoscimento della menzogna Uno dei fondamenti principali per l’utilizzo del linguaggio del corpo per riconoscere la menzogna è una strutturazione e standardizzazione dei metodi per rilevare i movimenti con la massima precisione. La recente letteratura scientifica è concorde nel ritenere il linguaggio del corpo come uno …
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Articolo di Katsiaryna Valko La prima guida per identificare i segnali non verbali correlati alla menzogna è contenuta nei Veda Indiani[1] in un papiro che risale in un periodo compreso tra il 900 ed il 600 a.C. (Ayur-Veda). In quel periodo storico, uno dei problemi principali era quello di identificare gli avvelenatori, una categoria che …
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Edwin Shneidman, padre della suicidologia, definisce tale metodologia come: “ la ricostruzione retrospettiva della vita di una persona scomparsa con lo scopo di assistere il magistrato nel prendere una decisione nell’ambito del certificato di morte in modo da identificare la modalità di morte più appropriata (chiamate nel mondo anglosassone NASH: natural, accidental, suicide e homicide) …
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articolo di Francesca Federica Falcone La vittima: le predisposizioni vittimogene ed i fattori di vulnerabilità. Per chiarire meglio gli aspetti che riguardano la vittima dovremo partire con il dare una definizione della stessa. La più consona e completa in ambito criminologico è stata fornita dal prof. Emilio Viano docente di criminologia e vittimologia all’università di …
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Articolo di Francesca Federica Falcone La storia della criminologia e della sua nascita brevemente esposta sin qui, dimostra come l’attenzione verta principalmente sull’autore del reato, ponendo in ombra l’altro “protagonista” del fatto: la vittima (sopravvissuta o meno). Proprio negli anni ’50 venne posta tale problematica negli Stati Uniti, alla luce della determinazione del c.d. numero …
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Articolo di Francesca Federica Falcone Anche in Italia nel 1994 si decise di creare una unità che prendesse visione e studiasse i crimini violenti, nacque cosi grazie all’allora capo della Polizia il prefetto Ferdinando Masone e il direttore centrale della polizia criminale Gianni de Gennaro l’Unità per l’Analisi crimine Violento ( U.A.V.C.) che ha il …
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Articolo di Francesca Federica Falcone L’approccio di David Canter famoso psicologo ed esponente dell’ Accademia di Liverpool, è più empirico. Il modello infatti ai fini della comprensione del reato pone attenzione allo studio della vittima, al contrario del modello americano che si concentra principalmente sull’offender e sulla scena del crimine, attraverso l’utilizzo di studi empirici …
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