L’ipnosi ericksoniana si proponeva soprattutto come un “modello di manovre relazionali”, dunque non esaltava aspetti formali e procedurali, quanto quelli umani (Mosconi, 2004). Le manovre erano secondarie rispetto al rapporto che il terapeuta sapeva stabilire, poiché l’elemento effettivamente terapeutico era la relazione. L’approccio ericksoniano non favoriva la dipendenza del paziente ma, bensì, la sua autonomia, …
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Uno dei primi concetti ericksoniani ripreso dai neo-ericksoniani è stato quello di profondità della trance. Tradizionalmente, prima di Erickson, l’intensità dell’esperienza ipnotica era considerata direttamente proporzionale al distacco dalla realtà, poiché si presupponeva che quanto più la persona alterasse il suo stato di coscienza, tanto più avrebbe risposto alle sollecitazioni dell’ipnotista, ottenendo risultati terapeutici più …
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Da Erickson ai neo-ericksoniani Milton Erickson trasformò l’ipnosi in una vera e propria psicoterapia ma non fondò mai una sua scuola (Mosconi, 2008). Egli elaborò un vastissimo numero di tecniche suggestive, ma si  manifestò sempre preoccupato riguardo al fatto che si costringesse la sua pratica terapeutica all’interno di formulari procedurali. Erickson riteneva, infatti, che non …
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Le suggestioni indirette ericksoniane possono assumere diverse forme e trovarsi accostate, l’una all’altra, nelle stesse proposizioni. Sono già state esposte alcune tecniche di suggestione indiretta nel paragrafo precedente: cancellazione, deformazione, generalizzazione (Bandler & Grinder, 1975). Molto affine alla cancellazione, che prevede di rivolgersi al paziente con frasi ambigue che gli permettano di colmare i vuoti …
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Erickson predilige la suggestione indiretta a quella diretta perché facilita le naturali tendenze di risposta inconscia del paziente, invece d’imporre il proprio controllo facendo appello alla mente conscia come fa la suggestione diretta. Aiutare il paziente a tracciare il proprio sentiero, senza obbligarlo in nessuna direzione è, infatti, il compito dell’ipnotista (Mammini & Balugani, 2014). …
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  Erickson aveva compreso che per comunicare realmente con una paziente, sia a livello cosciente che inconscio, bisognava ricalcare il suo modello mentale, così lo si sarebbe potuto aiutare a sviluppare un nuovo modello di rappresentazione della realtà conducendolo alla guarigione o, meglio, all’auto-guarigione. I modelli mentali presentano tre principali differenze con la realtà, che …
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L’essere umano non agisce sul mondo per come esso realmente è ma, la sua azione, il suo comportamento, il suo pensiero sono sempre mediati dall’idea che ha del mondo, da ciò che crede sia la realtà. Le difficoltà di adattamento e i problemi psicologici insorgono quando ci si ostina ad applicare modelli mentali vecchi ed …
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L’ipnosi ericksoniana viene detta “Nuova Ipnosi” perché propone una visione radicalmente nuova della trance che da fenomeno straordinario diviene ordinario, ossia riconosciuto come naturale e fisiologico (Zacchetti, 2015a). Sebbene l’ipnosi sia un’esperienza che appartiene alla quotidianità dell’essere umano, essa può essere indotta artificialmente da un terapeuta nel suo studio (Loriedo, 2006a). Milton Erickson propone un …
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La concettualizzazione dell’inconscio in Erickson subisce un cambiamento radicale rispetto alla visione freudiana. L’inconscio non è sede di conflittualità rimosse com’era in Freud, bensì in esso risiedono tutte le esperienze di vita passate, le risorse e le potenzialità creative indispensabili al paziente per la guarigione (Mammini & Balugani, 2014). Freud concepiva l’inconscio come un vero …
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Le tecniche ipnotico-suggestive ericksoniane La vita non è qualcosa cui si possa dare una risposta oggi. Bisogna godere del processo dell’attesa, del processo di divenire ciò che si è. Non c’è nulla di più delizioso che seminare dei fiori senza sapere che specie di fiore crescerà.   Milton Erickson     2.1 Milton Erickson Milton …
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