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nuove dipendenze definizione psicologia

Le nuove dipendenze o New addiction: definizione in psicologia

Questo articolo di Anna Di Carlantonio spiega le nuove dipendenze (definizione) o New Addiction in psicologia.

Le nuove dipendenze e le new addiction (definizione)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità espone il concetto di dipendenza definendola come “quella condizione psichica e fisica, derivata dall’interazione fra organismo vivente e una sostanza tossica e caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni, che comportano sempre un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico allo scopo di provare i suoi effetti psicologici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione”.[1]

La parola Addiction si riferisce alla dipendenza in senso psicologico e racchiude in sé tutto il quadro fenomenologico delle dipendenze, tra cui anche le conseguenze negative che condizionano ed invalidano la vita di un individuo conducendolo in una spirale distruttiva.

In contempo però, si può avere una dipendenza fisica senza sviluppare una sintomatologia patologica tale per cui il soggetto tenda all’isolamento e all’autodistruzione, ne è un esempio quello della nicotina.[2]

Che cos’è la dipendenza patologica in psicologia

Caretti e La Barbera ritengono che la dipendenza patologica sia “una forma morbosa caratterizzata dall’uso distorto di una sostanza, di un oggetto o di un comportamento; una particolare forma di esperienza contraddistinta da un sentimento di incompressibilità e dal bisogno forzato di essere ripetuta con modalità compulsive; ovvero una condizione invasiva in cui sono presenti i fenomeni di craving, assuefazione e astinenza in relazione ad un’abitudine incontrollabile e irrefrenabile che il soggetto non può allontanare da sé”[3].

La nuova dipendenza (definizione) appare come una affannosa ricerca di ciò che genera piacere caratterizzata da una modalità ripetitiva e compulsiva.

Gli aspetti che permettono di identificare e riconoscere una dipendenza da una semplice “fissazione” sono:[4]

  • la tolleranza: la graduale diminuzione degli effetti in conseguenza della continua assunzione della “dose” di una sostanza o di un comportamento.
  • l’astinenza: la riduzione o l’interruzione dell’uso della sostanza o del comportamento che determinano la sindrome d’astinenza
  • il craving: interesse nei confronti di una sostanza o nella voglia ossessiva di mettere in atto specifici comportamenti. Il craving è la prima causa di ricaduta.

Peele ritiene che la dipendenza possa derivare da una forte esperienza la cui sensorialità cerca di attenuare il dolore e gli stati emotivi negativi che ne scaturiscono mediante una riduzione della coscienza o un aumento della soglia di sensibilità portando, così, a ritenere che tutte le esperienze idonee ad alleviare una sofferenza possano necessariamente essere considerate una fonte di dipendenza.

In effetti le droghe e i comportamenti che generano una qualche dipendenza determinano stati di piacere individuali ed esaltazione producendo un circolo vizioso in cui risulta difficile uscirne a causa dell’aspetto gratificante che genera.[5] Sembra che alla base di qualsiasi esperienza di dipendenza vi sia anche un‘esperienza dissociativa nella quale un individuo allontana mentalmente da sé le esperienze spiacevoli per cercare rifugio in sensazioni piacevoli alternative. La dissociazione si trasforma in una patologia quando cessa di essere un meccanismo temporaneo, ma diviene l’espediente per poter gestire, ogni volta, le diverse tensioni e situazioni della vita.

Il rinforzo il neuroadattamento sono i meccanismi di base della dipendenza psicologica

Due fattori fondamentali che operano nell’insorgenza di una dipendenza sono il rinforzo e il neuroadattamento che insieme modulano la forza della reazione alla sostanza o al comportamento e la comparsa o meno del craving. Il rinforzo può essere condizionato positivamente se provoca una condizione di eccitazione e facilita l’ulteriore uso della sostanza o condizionato negativamente se il soggetto, durante l’astinenza, risulta essere esposto a stimoli ambientali che provocano la sindrome d’astinenza. Il termine “neuroadattamento” indica i processi attraverso cui le conseguenze iniziali della sostanza o del comportamento risultano essere sia rafforzati che affievoliti dalle continue esposizioni alla sostanza stessa.

Le differenze tra dipendenze sociali ed antisociali o legali ed illegali

Alonso – Fernandez ritiene che le dipendenze possano essere dipendenze sociali o legali (sostanze legali o attività accettate) e dipendenze antisociali o illegali (droghe e da attività illegali). [6]

Le New Addiction racchiudono tutte le forme di dipendenza in cui l’oggetto della dipendenza risulta essere un comportamento o un’attività lecita e socialmente accettata. Proprio da questa “azione legale e socialmente condivisibile” deriva la difficoltà di gestire e controllare lo sviluppo della patologia e, quindi, l’evoluzione della dipendenza.

Tra le New Addiction si annoverano le dipendenze dal gioco d’azzardo, da Internet, dallo shopping, dal lavoro, dal sesso, dal cibo e dalle relazioni affettive. Queste nuove forme di dipendenza risultano essere agevolate dalla diffusione della tecnologia e dalla nuova società in cui viviamo che, da un lato genera stress, noia e vuoto, e dall’altra stimola la tendenza ad una gratificazione immediata.

L’impulso, nella dipendenza, è di tipo egosintonico, cioè appartiene alla sfera dell’Io ed il soggetto ricerca l’esperienza poiché lo gratifica e lo autorealizza. La compulsività, invece, si manifesta mediante azioni e comportamenti ossessivi contraddistinti da ricorrenza, persistenza, estraneità e resistenza.[7]

Griffiths ritiene che le dipendenze scaturite dall’uso di prodotti tecnologici condividano con le dipendenze da sostanze alcune peculiarità:[8]

  • Dominanza (salience): l’attività controlla i pensieri ed il comportamento del soggetto;
  • Alterazioni del tono dell’umore: l’assunzione della sostanza o l’inizio dell’attività provocano cambiamenti dell’umore;
  • Tolleranza: necessità di incrementare, per ottenere l’effetto desiderato e in modo progressivo, la quantità di droga o l’attività;
  • Sintomi d’astinenza: comprendono la sintomatologia associate all’interruzione o alla riduzione del comportamento o dell’uso della sostanza;
  • Conflitto: conflitti interindividuali e sociali tra il soggetto dipendente e chi gli è accanto;
  • Ricaduta: dopo un’interruzione, il soggetto ricomincia l’attività o l’uso della sostanza.

Bibliografia su new addiction o nuove dipendenze (definizione) in psicologia

[1] www.ipsico.it

[2] Shaffer H.J., “Understanding the means and objects of addiction: technology, the Internet, gambling”. Journal of Gambling Studies, 12(4), pp. 461 – 469

[3] Caretti V., La Barbera D., “Psicodinamica delle dipendenze in Le dipendenze patologiche”, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2005

[4] Porter R S., Il manuale Merck di diagnosi e terapia, edizione Springer, Berlino, 2014

[5] Peele, S., The Meaning of Addiction. Lexington Books, Lexington, Massachusetts-Toronto, 1985

[6] Fernandez A., Las otras drogas (trad. it. 1999 Le altre droghe), E.U.R., Roma, 1996

[7] Levenkron S., Obsessive-compulsive Disorders: Treating and Understanding Crippling Habits. Warner New York, 1991

[8] Griffiths,M., Psychology of computer use:XLII. Some comments on “Addictive use of the Internet” by Young. Psychological Reports 80, 1997, pp. 81-82.

Questo articolo sulle nuove dipendenze (definizione) è di Anna Di Carlantonio.

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