Come diventare un leader

ottobre 3rd, 2012 | Posted by Igor Vitale in Persuasione | Psicologia del Lavoro | Psicologia Sociale | Tecniche di Comunicazione

Quali sono le caratteristiche che un leader deve avere per essere carismatico? Come migliorare la propria comunicazione? Come migliorare le proprie abilità di influenza sociale? Queste domande sono sempre più frequenti sia nella formazione aziendale che fuori. Tant’è vero che oggi, alcuni formatori, vendono corsi sulla leadership anche a chi, effettivamente, non ha un ruolo di supervisione e gestione delle persone.

Il tema leadership, oggi, ha un notevole impatto nella popolazione; ogni giorno nascono nuovi metodi, nuove ricette per diventare in pochi giorni, una persona di successo in grado di ispirare fiducia, carisma ed efficacia.

Tuttavia, potremmo porci questa domanda: esiste un metodo univoco per diventare un leader efficace?

Molto probabilmente non può esistere, la leadership non esiste senza gruppo, ed è il gruppo che definisce cosa significa essere un “leader efficace” per il gruppo. In altre parole:

La leadership non è un fatto stabile ma è un processo che varia in base alle caratteristiche del gruppo e al contesto.

I modi per influenzare gli elettori di un partito, non può essere lo stesso che si utilizza per influenzare un gruppo di consumatori, o, ad esempio, un gruppo di supporter di una squadra di calcio.

Una chiave, per esprimere un buon potenziale di influenza, secondo Micheal Hogg è la prototipicità. Più un leader si avvicina al prototipo del gruppo più un leader è influente.

Il prototipo è un insieme di caratteristiche stereotipiche che descrivono e prescrivono atteggiamenti, sentimenti e comportamenti di un gruppo e lo distinguono da altri gruppi. Il prototipo non è stabile, ma varia in base ai gruppi presenti in un dato contesto.

In altre parole, quanto più una persona è simile al prototipo del gruppo (vedi qui perché non è vero che gli opposti si attraggono), quanto più si distingue da gruppi salienti (ad es. altri gruppi con cui si compete), tanto più esso sarà influente.

Vediamo degli esempi pratici.

Tutti i nazionalismi, ad esempio, si basano sull’assimilazione del leader politico a un prototipo e sulla differenziazione del prototipo da gruppi esterni (outgroup, spesso in posizione competitiva).

Quando un leader politico si veste da lavoratore (famose le immagini, ad esempio, di Berlusconi o di Mussolini vestiti da operai) o da tifoso della squadra di calcio, molto spesso l’obiettivo è quello di avvicinarsi al prototipo di gruppo (lavoratore, tifoso della squadra di calcio) al fine di influenzare il pubblico. Ovviamente se l’atto non è visto come spontaneo, non potrà mai funzionare. La persuasione è un processo che funziona meglio se non si vede.

Anche lo stesso maglioncino di Marchionne, ha la funzione di avvicinare Marchionne stesso al prototipo dell’utente medio di una Fiat.

Il modo migliore per esercitare una leadership efficace, ovviamente, non è quello di cercare di assomigliare al prototipo. Il modo migliore è quello di incarnare realmente le caratteristiche del prototipo di gruppo, tramite azioni concrete.

Ecco alcuni spunti di riflessione su cui potete interrogarvi se gestite gruppi (anche piccoli) nella vostra azienda:

– Quali sono le caratteristiche prototipiche dei componenti del gruppo?

– Quali sono le norme esplicite e implicite (sottointese) che i componenti del gruppo seguono?

– Quali sono i valori e gli obiettivi desiderati dal gruppo?

– Da che cosa il gruppo vuole distinguersi?

Questi sono i punti chiave per comprendere quali sono gli aspetti prototipici del gruppo e su come esprimere al meglio credenze, valori e obiettivi di gruppo.

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