La tecnica del ricalco guida nella ipnosi

marzo 25th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Ipnosi | Psicologia Clinica | Uncategorized

Il ricalco come tecnica fondamentale per l’ipnosi

Ipnosi e ricalco

milton erickson ricalcoPer chi vuole fare ipnosi è fondamentale il concetto di qui ed ora e sulla consapevolezza del momento presente, utilizzata per presumere cosa pensa il nostro interlocutore.

Occorre fare attenzione a cosa stiamo facendo in un certo momento.

Un aspetto fondamentale è legato al fatto che le sensazioni vengono prima dei pensieri, tutti noi in un certo momento proviamo delle sensazioni che a seconda del prevalere di alcune componenti saranno visive, uditive, cenestesiche, possiamo chiederci cosa accadrà nella lettura di questo articolo e così via.

Tutti questi aspetti legati alle sensazioni sono fondamentali per applicare correttamente il ricalco. Noi in un certo senso durante l’induzione ipnotica interpretiamo cosa accade nell’altro.

Un ricalco banale è “in questo momento stai respirando, sei seduto, stai prendendo appunti, senti la pressione della penna tra le mani”

L’induzione ipnotica non è una perdita dell’attenzione ma è una focalizzazione maggiore dell’attenzione dentro di sé

Tale spostamento dell’attenzione trova la propria espressione nelle concnetrazione iniziale diretta ai processi mentali, alla percezione alla sensorialità e come essa viene vissuta, le immagini mentali.

Lo stato ipnagogico, che assomiglia a quello ipnotico è quella regione della coscienza durante i quali appena coricati, la mente scivola dalla veglia al sonno.

Ipnagogico significa che va verso il sonno, ipnopompico invece rappresenta quello stato nel quale si esce dal sonno.

Ipnagogico è caratterizzato nell’Elettroencefalogramma (EEG) dalla grande presenza di onde theta, tali onde sono presenti anche nell’ipnosi e nella meditazione.

Nello stato ipnagogico il pensiero avviene con regole del pensiero onirico, come simbolizzazione, spostamento e condensazione.

Lo stato theta non ha logica sequenziale ma ha la logica associativa, per questo un’immagine mentale porta all’associazione con idee che sono distanti dal significato immediato.

Le onde theta si caratterizzano per le dinamiche emotive da un abbassamento della Censura dell’Io e emersione della coscienza, questo facilita l’associazione inconscia dei pensieri del paziente facilitando nuovi punti di vista e prospettive.

Diceva Milton Erickson, padre dell’ipnosi moderna, che l’ipnosi permette al paziente di rompere gli schemi abituali del paziente al fine di produrre nuove associazioni maggiormente funzionali per la vita della persona.

Quando noi interpretiamo il vissuto dell’altro tramite il ricalco creiamo un margine di credibilità e campo affermativo (yes set) e ci sovrapponiamo all’analizzatore interno, diveniamo l’accompagnatore sub vocalico, ovvero, diventiamo la voce che accompagna il pensiero… facilitando così il consenso nel nostro interlocutore

Quindi si conduce la mente della persona alla ricerca interiore, in seconda battuta, dopo il ricalco e dell’interpretazione della persona la invitiamo alla fluidità del pensiero, la invitiamo ad attivare le memorie tramite la ricerca transderivazionale, in altre parole gli diciamo “Segui il flusso delle tue attivazioni”.

Attiviamo processi di ricerca con metafore, uso dell’intreccio narrativo, e si facilita così il rinforzo della propria autostima.

Dal punto di vista di Erickson, l’inconscio è virtuoso, sede di risorse, esperienze, apprendimento, intuito e sostenitore degli sforzi dell’individuo, esso è quindi una traccia fondamentale del parlare ipnotico e del pensare. L’inconscio è l’attenzione ai processi di apprendimento, noi nell’induzione ipnotica insegniamo vie alternative per l’apprendimento, quindi, ci riferiamo al fatto che gli apprendimenti avvengono in maniera inconscio. Solitamente, impariamo senza sapere, dunque rispolveriamo tutto ciò che conosciamo dell’apprendimento, ribaltando il comportamentismo.

Questi apprendimenti inconsci inizialmente sono consci poi semi automatizzati, poi si organizzano tra loro con assimilazione e accomodamento e trovano le peculiari automazioni, noi sfruttiamo gli automatismi inconscio.

L’ipnosi ad uso clinico è riservata ai professionisti della cura. Contatta uno psicologo.

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