Come riconoscere la pedofilia e prevenire abusi sui bambini

ottobre 6th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Criminologia | Psicologia Clinica

violenza-donne-4f3a472c1bc71La pedofilia rientra nella grande classificazione delle parafilie, la cui eziologia rimane complessa e misteriosa. La pedofilia può essere considerata una malattia? Oppure è una perversione, o ancora una variante del comportamento sessuale. La pedofilia può essere considerata alla stregua di un crimine?

La concezione classica di tipo psicoanalitico sostiene che l’atto pedofilo è legato a fissazioni e regressioni verso forme di sessualità infantile, ovvero, può essere inteso come un arresto dello sviluppo psicosessuale dovuto ad un eventuale trauma precoce. In tale ottica, si parla, sovente, di comportamento o fantasia pedofiliaca e del pedofilo come pervertito ossessivo.

Nell’interpretazione della pedofilia, si fa spesso riferimento a:

  • Teoria dell’abusatore-abusato
  • Teoria dell’identificazione parentale
  • Modello delle precondizioni
  • Modello psichiatrico (pedofilia primaria e secondaria)
  • Modello neuropsicologico
  • Approccio cognitivista
  • Modello sexual learning

In ogni caso, tutti gli studi clinici sulla pedofilia specificano che molto probabilmente alcune delle caratteristiche che seguono si riscontrano sempre: ritardo o precocità nello sviluppo sessuale, immaturità, disturbi interpersonali, labilità della personalità, aggressività notevole, invadenza, instabilità.

Definizione di pedofilia – DSM IV-TR

  • La caratteristica fondamentale della Pedofilia consiste nel ricercare l’attività sessuale  con bambini piccoli in età pubere o pre-pubere, ovvero con età inferiore a 13 anni circa. Non vengono considerati pedofili gli individui maggiorenni attratti da minori con una età entro i 5 anni in meno rispetto alla loro, o da minori con una età pari o superiori ai 14 anni. L’attrazione sessuale verso i bambini non è però del tutto sufficiente per la diagnosi di pedofilia. In altre parole si può definire pedofilo quella persona con più di 16 anni, per la quale i bambini piccoli costituiscono l’oggetto sessuale unico o comunque preferenziale inoltre, ai fini diagnostici, tale attrazione deve manifestarsi in maniera continua per almeno 6 mesi. Il comportamento pedofilo ha generalmente inizio nel periodo adolescenziale, ma esso può esordire anche nella prima età adulta.

I criteri diagnostici per la Pedofilia secondo il DSM-IV-TR sono i seguenti:

  • Durante un periodo di almeno 6 mesi, fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti, e intensamente eccitanti sessualmente, che comportano attività sessuale con uno o più bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o più piccoli).
  • Le fantasie, gli impulsi sessuali o i comportamenti causano disagio clinicamente significativo o compromissione nell’area sociale, lavorativa, o di altre importanti aree del funzionamento.
  • Il soggetto ha almeno 16 anni ed è di almeno 5 anni maggiore del bambino o dei bambini di cui al Criterio A.
  • Specificare se:
  • Sessualmente Attratto da Maschi
  • Sessualmente Attratto da Femmine
  • Sessualmente Attratto da Entrambi
  • Specificare se:
  • Limitato all’Incesto
  • Specificare il tipo:
  • Tipo Esclusivo (attratto solo da bambini)
  • Tipo Non Esclusivo

La diagnosi di pedofilia è, in realtà, applicabile solo ad una parte di coloro che abusano di soggetti prepuberi. Circa il 12% degli uomini e il 17% delle donne sono stati molestati in età pediatrica e non tutti gli atti sono stati compiuti da pedofili clinicamente diagnosticati e definiti.

Gli studi evidenziano che le bambine sono abusate, solitamente, tre volte di più rispetto ai maschi e i bambini appartenenti a classi più svantaggiate hanno un rischio di abuso di 18 volte maggiore, indipendentemente dal gruppo  etnico di appartenenza.

Repertorio carnefice/vittima.

  • Toccare e mostrare i genitali
  • Penetrazione e contatto orale
  • Aggressione fisica, rapimento
  • Per alcuni pedofili il bambino è un oggetto sessuale, per altri un oggetto d’amore
  • Il pedofilo arrestato spesso razionalizza, motivando il comportamento sulla base di atteggiamenti seduttivi della vittima.
  • La vittima è tipicamente amichevole, disponibile, vulnerabile … facilmente mantiene il silenzio dell’accaduto !
  • Fasi: doni e complimenti, conversazione sessuale, contatto fisico graduale con lo scopo di desensibilizzare la vittima, abuso, minacce psicologiche ….

Gli atteggiamenti del pedofilo riconvergono sovente in un disimpegno morale e in distorsioni cognitive. Vi è, infatti una negazione delle conseguenze delle proprie azioni, nonché una diffusione della responsabilità (non sono solo io a fare certe cose …). Spesso, si attribuisce la colpa alla vittima e alle sue qualità presunte di adulti.

di Mirco Turco

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