Memoria di lavoro: Definizione di Baddeley

aprile 21st, 2015 | Posted by Igor Vitale in Neuroscienze

memoria

Con gli studi condotti da Baddeley e altri ricercatori nasce il nuovo modello interpretativo della memoria, chiamato memoria di lavoro. Questo modello enfatizza la natura multicomponeziale della memoria a breve termine costituito da tre sottosistemi: il circuito fonologico, il taccuino visuo-spaziale, e l’esecutivo centrale (Baddeley, 2003).

La memoria di lavoro trova ruolo cardine nel manipolare e mantenere informazioni in un magazzino che è temporaneo. L’elemento chiave di questo modello è l’esistenza di un esecutivo che coordina e controlla gli altri due sottosistemi, in quanto questi ultimi sono utilizzati dall’esecutivo centrale per compiti e scopi ben specifici. Il circuito fonologico è deputato all’immagazzinamento e alla manipolazione dell’informazione di tipo fonologico-verbale ed è a sua volta costituito da due sottosistemi: un magazzino fonologico passivo, il quale analizza le caratteristiche sensoriali delle parole e del linguaggio parlato; e una componente chiamata processo articolatorio strettamente connesso alla componente produttiva del linguaggio e tramite il quale accediamo al magazzino fonologico grazie alla ripetizione subvocale. Anatomicamente parlando, grazie a studi svolti con tecniche di neuroimaging (PET) Smith e Jonides (Smith e Jonides, 1997) hanno notato un’attivazione particolare dell’aria parietale quando il compito richiedeva l’uso del magazzino fonologico, mentre in compiti con l’utilizzo del processo articolatorio le aree interessate cambiavano con attivazione da parte dell’Area di Broca.

Cervello e Memoria di Lavoro

Il taccuino visuo-spaziale si dedica invece all’immagazzinamento e manipolazione di materiale di tipo visuo-spaziale. Anche qui la ricerca grazie a tecniche di neuroimaging ci suggerisce un’attivazione prevalentemente dell’emisfero destro per materiale spaziale rispetto a quello verbale con maggior partecipazione dell’emisfero sinistro (Smith e Jonides, 1997). In ultimo troviamo la componente più importante, l’esecutivo centrale, il quale simile ad un sistema attenzionale, controlla e al tempo stesso pianifica il materiale da memorizzare in maniera strategica.

Questa componente trova sede soprattutto in aree come la corteccia prefrontale. La sua attivazione permette di manipolare e usare in maniera strategica il materiale per il raggiungimento di uno scopo o del goal del compito. In pazienti con sindrome prefrontale, in cui questa componente è alterata, notiamo una forte componente diseducativa e questo sistema non riuscirà più a controllare e manipolare in maniera adeguata il materiale segnando il fallimento in ogni prestazione.

di Chiara Spinaci

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