Come Puoi Avere un’Alta Autostima

dicembre 16th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Benessere | Psicologia Clinica | Psicologia Sociale

Alta e bassa autostima

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Per determinare se una persona ha un’alta o una bassa autostima, è indispensabile sapere sia cosa pensa di sé sia come vorrebbe sapere, e rilevare la discrepanza che c’è tra le autovalutazioni di fatto e quelle desiderate. In base alla misura rilevata della discrepanza si arriva a stimare il grado dell’autostima; se la discrepanza è grande, l’autostima sarà bassa; in presenza di discrepanza piccola, risulterà alta l’autostima, perché la persona è fermamente convinta di corrispondere ai suoi desideri, alle sue aspettative e ambizioni. E’ interessante notare che “ciò che vorremmo essere” è una realtà mista che include le molteplici richieste su di noi, le guide e i riferimenti per il nostro sé: “noi abbiamo almeno due tipi distinti di “voler essere”: ciò che ci piacerebbe essere, cioè i nostri desideri su noi stessi, le nostre ambizioni o velleità, e ciò che pensiamo che dovremmo essere in base a qualche regola morale o sociale.”[1]

La distinzione tra questi due tipi di obiettivi su di sé, e quindi il diverso tipo di discrepanza, risulta importante dal momento che ci aiuta a spiegare il perché non abbiamo sempre le stesse reazioni quando la nostra autostima è compromessa. Ci sentiamo scontenti e demotivati quando non siamo come ci piacerebbe essere; ci biasimiamo e ci puniamo con il nostro senso di colpa quando non siamo come dovremmo essere. La discrepanza, risultata la più difficile da gestire, è quella che si forma tra ciò che noi siamo (o pensiamo di essere) e ciò che gli altri vorrebbero che fossimo ma contrariamente alla genesi del nostro concetto di sé, ai fini dell’autostima desideri e aspettative altrui hanno un ruolo meno centrale dei nostri soprattutto per chi gode di un’alta autostima. Non temendo il discredito e l’impopolarità, la persona con alta autostima non si interessa più di tanto a soddisfare necessariamente le aspettative altrui anzi, partendo dal presupposto che la stima altrui può essere influenzata dalla sua autostima, continua ad andare avanti anche senza il sostegno e il riconoscimento degli altri.

Viceversa, chi nutre dentro sé il necessario bisogno di essere accettata, o per meglio dire, di non essere rifiutata dagli altri, pur di non inimicarsi nessuno proverà a cambiare il giudizio degli altri dal momento che fa dipendere la propria autostima dalla stima altrui.

La distinzione, più ovvia, tra un individuo possedente alta stima e un altro avente bassa stima sta nel “come” fronteggia gli eventi negativi della vita. Le persone con un’autostima alta, accentuano il loro ottimismo riuscendo a gestire gli eventi con più lucidità, con più serenità; viceversa, le persone con una bassa autostima non riescono a sfruttare le loro potenzialità per fronteggiare gli eventi negativi, pensano in termini pessimistici e sviluppano facilmente delle crisi depressive.

[1] Miceli M., l’Autostima, collana “farsi un’idea”, il Mulino Bologna 1998 pp. 54

Articolo di Giulia Mucimarra

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