Criminal Profiling Psicologico del Pedofilo: come riconoscerlo e catturarlo

maggio 6th, 2016 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

pedofilia

pedofilo

Come affermato all’inizio di questo capitolo, spesso, quando si parla pedofiliadi criminal profiling, si fa riferimento soprattutto ai casi di omicidio.

Da ciò che possiamo apprendere dal CCM, però, campi di applicazione di questa metodologia sono anche gli attentati dinamitardi, molto più diffusi negli States che non in Italia, l’incendio doloso, accomunabile al bombing per ciò che concerne radici, motivazioni e dinamiche, e pedofilia e child molester, su cui si concentrerà la mia attenzione in questo paragrafo.

Il termine Child molester definisce

un soggetto che si intrattiene in attività sessuali illecite con minori, indipendentemente dal sesso, dall’unicità o ripetitività degli atti, dalla presenza o assenza di condotte violente; non vi è distinzione se la vittima sia pubere o prepubere, conosciuta o meno, legata o meno da vincoli di parentela all’offender.[1]

 

Il termine pedofilia, invece, rientra nell’ambito delle parafilie.

Con parafilia, il DMS V annovera fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che riguardano:

  • Oggetti inanimati;
  • La sofferenza e l’umiliazione di se stessi o del partner, o
  • Bambini o altre persone non consenzienti e che si manifestano per un periodo di almeno 6 mesi (Criterio A).

Comportamenti sessualmente eccitanti, fantasie ed impulsi sessuali possono slatentizzarsi solo in periodi di stress oppure nel soggetto si attivano quotidianamente.

Questi comportamenti e desideri sessuali causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa o di altre aree importanti del funzionamento (Criterio B).

Il Disturbo pedofilico presenta i seguenti criteri diagnostici:

  1. Eccitazione sessuale ricorrente ed intensa, manifestata attraverso fantasie, desideri o comportamenti, per un periodo di almeno 6 mesi, che comportano attività sessuale con un bambino in età prepuberale o con bambini (in genere sotto i 13 anni di età).
  2. L’individuo ha messo in atto questi desideri sessuali, oppure i desideri o le fantasie sessuali causano marcato disagio o difficoltà interpersonali.
  3. L’individuo ha almeno 16 anni di età ed è di almeno 5 anni maggiore del bambino o dei bambini del Criterio A.

Nota: non comprende un individuo in tarda adolescenza coinvolto in una relazione sessuale con un individuo di 12-13 anni.

Specificare quale:

Tipo esclusivo (attratto solo da bambini)

Tipo non esclusivo

Specificare se:

Attratto sessualmente da maschi

Attratto sessualmente da femmine

Attratto sessualmente da entrambi

Specificare se:

Limitato all’incesto

Ho diviso il concetto di pedofilia e child molester poiché non tutti i pedofili sono child molester, in quanto spesso le fantasie non vengono agite; come anche i child molester molto spesso non sono pedofili poiché, pur intrattenendo rapporti sessuali con minori, lo fanno anche solo per necessità o curiosità, mantenendo comunque la preferenza sessuale per persone adulte.

Burgess, Groth e Holmstron[2] hanno creato una suddivisione in due tipologie di child molester, situazionali e preferenziali, a loro volta divisi in sottocategorie.

Child molester situazionali. Hanno una reale preferenza sessuale per i minori dettata da svariate ragioni. Il molester situazionale può mettere in atto la fantasia parafilica una volta sola oppure reiterare il comportamento. Con il tempo, le vittime tendono a diminuire di numero. All’interno di questa categoria, ricorrono delle sottotipologie:

  1. Child molester regressivi: sono soggetti con bassa autostima e scarsa capacità di adattamento sociale. Scelgono i minori come sostituti del partner adulto. Generalmente l’agito parafilico è dettato da condizioni stressanti, ma, quando sono in presenza di situazioni facilitanti, possono molestare anche i propri figli. Il modus operandi è basato sulla coercizione. Spesso collezionano materiale pedopornografico, che può essere realizzato anche artigianalmente dallo stesso offender con le foto delle sue vittime;
  2. Child molester moralmente indifferenti: sono soggetti che assumono un comportamento distaccato nei confronti di vari aspetti della vita. Agiscono molestie sui minori semplicemente per curiosità ed utilizzando la lusinga e la manipolazione con, a volte, l’uso della forza. Le vittime di solito sono sconosciute, anche se questa categoria di molester può agire anche sui propri figli;
  3. Child molester sessualmente indifferenti: sono soggetti che vogliono sperimentare nuove sensazioni oppure attività sessuali con minori precedentemente agite con adulti. In questa categoria rientrano molestatori con il più alto numero di vittime e con un livello socioeconomico elevato;
  4. Child molester inadeguati: sono soggetti affetti da psicosi, ritardo mentale o demenza, ma anche giovani sessualmente repressi, solitari ed introversi che in età adulta vivono ancora con i genitori. Molto spesso scelgono minori come sostituti dei loro adulti genitori, che sono realmente l’oggetto del desiderio. A causa di problemi emozionali, difficilmente contengono la rabbia quindi possono arrivare anche ad uccidere la propria vittima.

Child molester preferenziali. A questa categoria appartengono coloro che hanno preferenza sessuale per i minori. Di solito mettono in atto dei veri e propri rituali quindi ciò aiuta il lavoro investigativo. Mostrano preferenze anche per età e sesso della vittima e, rispetto ai molestatoti situazionali, appartengono ad uno status socioeconomico più elevato. Le sottocategorie di “preferenziali” sono:

  1. Child molester seduttivi: sono soggetti che utilizzano la seduzione per far cadere le barriere fra sé e le vittime. Spesso sono talmente seduttivi che sono i minori a chiedere il rapporto sessuale. Non è infrequente anche l’attività sessuale con più bambini contemporaneamente, quello che viene definito child sex ring. L’unico problema di questa categoria di molestatori è l’avanzare dell’età della vittima, poiché, quando crescono, possono rivelare la loro identità;
  2. Child molester introversi: sono soggetti che hanno preferenza per i minori ma mancano di abilità sociali che possono garantire loro un contatto con le vittime. Gli introversi prediligono i bambini molto piccoli o completamente sconosciuti con cui possono adottare atti di esibizionismo o linguaggio osceno al telefono. Possono essere soggetti sposati e aver abusato dei loro figli quando erano molto piccoli;
  3. Child molester sadici: sono soggetti a cui interessa infliggere sofferenza e dolore nella vittima. Fortunatamente è la categoria di molestatori meno frequente.

Oltre a questa suddivisione, Lanning[3] ne propone una in cui divide i molestatori incestuosi da quelli pedofili, che presentano ovviamente caratteristiche differenti:

 

Offender incestuoso Offender pedofilo

 

Generalmente inadeguato Generalmente adeguato
Inibito, introverso, bassa autostima Estroverso, alta autostima

 

Irrealistico senso del sé Pieno di sé e sicuro

 

Proveniente da famiglie di bassa estrazione Proveniente da famiglie di media

estrazione

 

Forte negazione dei fatti Razionalizzazione dei fatti

 

Il 75% del tempo nella famiglia è condizionato dagli effetti dell’alcol Non sono presenti problemi di alcolismo

 

Le relazioni familiari sono basato sull’irretire

 

Il matrimonio è una copertura

 

Limiti culturali, educativi o cognitivi Di buona intelligenza

 

Presenza di omosessualità Omosessualità o altre forme devianti

 

Molestie legate all’assenza della madre Molestie alla base di fantasie

 

La vittima si riconosce in un ruolo adulto La vittima si percepisce come un bambino

 

Non c’è adeguata percezione dello sviluppo per l’età ed il comportamento L’offender sa cos’è più giusto per le

varie fasi di sviluppo dell’infanzia

 

 

Un tratto comune a tutti i pedofili e child molester è il collezionismo di materiale erotico e pedopornografico.

La collezione varia sulla base di tre condizioni:

  1. Stato socioeconomico;
  2. Modalità di vita;
  3. Età dell’offender.

Burgess, in particolare, identifica quattro tipi di collezionisti:

  1. Closet: tengono segreta la loro collezione ed anche le loro preferenze sessuali verso i minori;
  2. Isolated: sia le attività sessuali che la collezione di materiale pedopornografico sono relativi al solo rapporto fra molestatore e vittima;
  3. Cottage: scambio di materiale con altri collezionisti con fine di piacere;
  4. Commercial: la collezione viene usata anche a fini commerciali.

Gli scopi della collezione possono essere svariati:

  • “sostituto”
  • Feticcio
  • Strumento per convincere le vittime della bontà di relazioni sessuali fra adulti e bambini
  • Mezzo di ricatto verso le vittime nei confronti di genitori o parenti
  • Materiale di scambio con altri pedofili
  • Illecito profitto economico.

Il collezionismo dei pedofili spesso aiuta le indagini poiché spesso presenta delle caratteristiche utili ai fini del profiling; essa infatti è:

  • Importante
  • Costante
  • Organizzata
  • Permanente
  • Nascosta

Un cenno va fatto, infine, all’importante fenomeno del child molester adolescente che, fra le varie sottocategorie su menzionate, sembrano rientrare per la maggior parte in quella dei moralmente indifferenti.

In casi del genere, va verificata la possibile presenza di abusi fisici, sessuali o psicologici dell’adolescente durante l’infanzia, l’aver assistito a rapporti sessuali fra adulti o l’avere a disposizione materiale pornografico. Naturalmente, viene analizzata anche la possibilità o meno che il giovane possa disporre liberamente della rete dove il venire a contatto con materiale pornografico può avere ricadute significative su soggetti in una fase maturativa non del tutto conclusa.

[1] Picozzi M., Zappalà A. (2002), Criminal Profiling. Dall’analisi della scena del delitto al profilo psicologico del criminale, McGraw-Hill, p. 215.

[2] Burgess A.W., Groth A.N., Holmstrom L.L. (1980), Sexual Assault of Children and Adolescent, Lexington: Lexington Books.

[3] Lanning K.V. (1992), Child Sex Ring: a Behavioral Analysis, Arlington, Virginia: National Center of Missing and Exploited Children.

di Maria Esposito

Corso Criminal Profiling Psicologico

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