Empowerment: come accrescere il tuo Potere Personale

febbraio 13th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Psicologia del Lavoro

Articolo di Valentina Malinverni

“Accrescere il potere, potenziamento”, in qualche modo anche “autorizzazione”: questi i significati letterali del termine empowerment. Tra gli interessi della psicologia del lavoro e delle organizzazioni il tema compare nei primi anni ottanta e conosce nel corso degli ultimi venti anni un’ampia varietà di applicazioni. Di empowerment non si parla esclusivamente solo in ambito organizzativo e psicologico, ma anche in altre discipline sociali, tra cui le scienze politiche, la sociologia, la pedagogia e l’economia, secondo interpretazioni individuali e organizzative, comunitarie e collettive. E’ quindi un concetto multidimensionale e multilivello1, che indica tanto un’esperienza soggettiva e psicologica delle persone, quanto le condizioni sociopolitiche entro le quali i soggetti sviluppano le loro esperienze.

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In un articolo del 1999 Zimmermann propone una sistematizzazione della teoria che può essere assunta come guida per discutere di empowerment in relazione alla psicologia dell’organizzazione, pur senza isolarla dagli altri approcci. L’autore individua tre concetti fondamentali attraverso i quali definire i diversi livelli di empowerment:
1) il controllo,
2) la consapevolezza critica,
3) la partecipazione.
Il controllo si riferisce alla capacità, percepita o attuale, di influenzare le decisioni, la consapevolezza critica consiste nella comprensione del funzionamento delle strutture di potere e dei processi

decisionali, di come i fattori in gioco vengono influenzati e le risorse mobilitate (cioè identificate, ottenute, gestite), la partecipazione rimanda all’operare per ottenere i risultati desiderati.
Ne risulta quindi che l’empowerment è una complessa strategia d’intervento, utilizzata sia in ambito terapeutico, pedagogico e manageriale, che serve ad incrementare nel soggetto la consapevolezza delle proprie risorse per risolvere problemi e la capacità di poter scegliere in termini operativi, in considerazione di un forte sentimento di autoefficacia e di autodeterminazione.
L’empowerment risponde ai seguenti criteri d’intervento:

  • L’individuazione di alternative emotive, cognitive e comportamentali destinate alla soluzione di specifici problemi. Per procedere alla ricerca di alternative funzionali, occorre uscire dalla logica del bisogno, dalla logica del controllo e dalla necessità, per accedere alla vita come rischio e come possibilità. Posso rischiare nuove possibilità perché posso accettare il distacco, la separazione, la morte simbolica. Per imparare e per cambiare, per incontrare nuove strade, alternative e possibilità, occorre che mi sottragga ad una logica del bisogno che mi proietta in una direzione di insufficienza e di mancanza di autonomia.
  • Una diversa collocazione del criterio di causalità, come passaggio dall’”external locus of control”, secondo il quale ciò che di positivo accade è determinato dalle circostanze, dalla fortuna o dagli altri, all’“internal locus of control”, secondo il quale ogni successo è conseguente ad abilità, capacità e competenza del soggetto che agisce, nella convinzione di essere egli stesso protagonista attivo e non spettatore passivo di cambiamenti. In questa direzione è importante la sperimentazione attiva di skill assertivi. L’assertività ci addestra, contro ogni forma di fatalismo, all’affermazione di noi stessi, alla messa in pratica di un potere per, in sostituzione di un potere contro, ci addestra a difendere i nostri diritti, a scegliere e a rinunciare, alla passione e all’entusiasmo;
  • Aumento del sentimento di hopefulness (speranzosità) come impegno ad alimentare nel soggetto la speranza di riuscire, di farcela, di apprendere costruttivamente dagli errori e dalle difficoltà. Imparare la speranza, significa imparare l‘ottimismo, la passione, il piacere della leggerezza, il diritto di sentire, di esprimere opinioni, di provare dolore e debolezze e nello stesso tempo gioire.
  • Incremento del senso di responsabilità in sostituzione di un atteggiamento vittimistico. In questa direzione il soggetto viene invitato ad autodeterminarsi, non contrastando le proprie difficoltà, ma attraverso una ricerca attiva di alternative funzionali, di risorse efficaci da aggiungere al proprio bagaglio di possibilità.3

“…concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare…
di cambiare quelle che posso…
e la saggezza di conoscerne la differenza”
Francesco d’Assisi.

Corso Internazionale di Coaching

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