Come far emergere il ricordo di un abuso sessuale con la tecnica delle bambole

maggio 7th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

Le bambole anatomiche

L’utilizzo di questa tecnica complementare è molto diffuso e usato nei casi di sospettato abuso sessuale, soprattutto con i bambini più piccoli, poiché presentano dettagli anatomici utili per ricreare quanto sia avvenuto, in modo da rendere meno traumatico il coinvolgimento del minore. In questo modo, si evitano problemi di linguaggio o di imbarazzo perché la discussione è facilitata e soccorre i bambini con difficoltà d’espressione.

Sebbene il suo utilizzo non rientri nella schiera di prove presentabili in tribunale, alla bambola anatomica vanno riconosciute ben sette funzioni nella valutazione dell’abuso sessuale:

  1. elemento di conforto: le bambole possono aiutare a rilassare l’atmosfera;
  2. rompighiaccio: punto di partenza della conversazione sull’argomento della sessualità, aiutando il bambino a focalizzare l’attenzione su tale argomento;
  3. modello anatomico: uno degli usi più comuni delle bambole è quello di modello anatomico per valutare i nomi che il bambino assegna alle varie parti del corpo;
  4. aiuto dimostrativo: questa funzione è quella più largamente accettata e consiste nell’aiutare il minore a “mostrare” piuttosto che a “dire” ciò che è accaduto;
  5. stimolo per la memoria/schermo diagnostico: la prima funzione indica che l’esposizione alle bambole può essere utile nel provocare nel bambino il richiamo di specifici eventi di natura sessuale, determinando in particolare rilevazioni spontanee. A questo proposito è emersa la critica secondo la quale l’esposizione ai genitali delle bambole potrebbe indurre il minore a fantasticare e quindi a modificare la realtà. La funzione di schermo diagnostico, invece, si basa sulla premessa che l’esposizione alle bambole, come supporto, possa fornire al bambino l’opportunità di rivelare spontaneamente la sua conoscenza o il suo interesse sessuale;
  6. test diagnostico: l’uso delle bambole anatomiche come un test diagnostico si basa sull’ipotesi che i bambini sessualmente abusati interagiscono e giocano con le bambole in maniera significativamente diversa dai bambini non abusati. Anche tale funzione è priva di alcun rilievi scientifico e non esistono dati che la confermino.
  7. l’unica funzione non controversa è quella di utilizzarle come strumento per verificare la conoscenza del corpo umano in qualunque sua parte, con annessi nomi e funzioni.

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È preferibile invitare il bambino ad elaborare verbalmente gli eventi accaduti prima di mostrarsi attraverso le bambole, poiché non vi sono regole ferree riguardo l’utilizzo di tali strumenti che provocano una difficoltà di base nell’identificare e differenziare i bambini abusati e i bambini non abusati. Inoltre, si teme che «forse il maggior problema legato alle bambole è la loro suggestività»[1]  (Yuille, 1988), dato che potrebbe incoraggiare un tipo di gioco sessualizzato anche in bambini che non hanno mai subito abusi.

[1] Yuille J.C., The Systematic Assessment of Children’s Tesimony, in Canadian Psychology, 29 (3), 1988, pp. 247-262

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