Il tuo stile di attaccamento influenza le relazioni da adulto

luglio 8th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Psicologia dello Sviluppo | Relazioni Interpersonali

Articolo di Sharon Invigorito

Risulta interessante notare come i vari studi e le rispettive conclusioni a cui sono giunti Autori come John Bowlby e Mary Ainsworth, abbiano effettivamente influenzato gradualmente la psicologia del tempo come quella attuale, suscitando interesse nell’approfondire l’argomento, arrivando così alla conclusione circa l’effettiva continuità degli stili di attaccamento nell’età adulta.

Un caso particolare è quello di Mary Main (Main e Goldwin, 1985), la quale con l’aiuto di collaboratori, ha condotto uno studio longitudinale in cui è stato valutato, a distanza di 5 anni, un gruppo di bambini sottoposti alla Strange Situation ad un anno d’età, per dimostrare effettivamente la reale stabilità nel tempo del loro stile d’attaccamento; dall’analisi dei dati è emerso che la valutazione del modello di attaccamento rilevata ad un anno di età con l’impiego della Strange Situation risultava fortemente predittiva.

Recentemente ulteriori studi (Waters, Merrick, Treboux et al., 2000; Hamilton, 2000; Weinfeld, Sruofe e Egeland, 2000) hanno dimostrato livelli alti di continuità degli stili di attaccamento nel corso del tempo, comparando la tipologia di attaccamento di un gruppo di soggetti, valutata attraverso la Strange Situation, con le classificazioni rilevate attraverso l’Adult Attachment Interview, raccolte 20 anni più tardi.

Inoltre, una molteplicità di ricerche empiriche ha ampiamente documentato la corrispondenza fra gli atteggiamenti materni ed il successivo sviluppo interpersonale/sociale del bambino.

Madri capaci di essere un costante punto di riferimento e dunque anche una base sicura per l’esplorazione dell’ambiente, hanno figli ben adattati socialmente.

Al contrario i figli di madri poco presenti, incoerenti e profondamente contraddittorie, nutrono poca fiducia in se stessi e negli altri, mostrando una bassa competenza sociale, che si esprime talvolta con l’isolamento o con esplosioni di rabbia ingiustificata (cfr. sull’argomento, Cassidy e Shaver, 1999).

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