I Disturbi Psicologici dei Criminali più violenti

gennaio 29th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

sangueCapire la motivazione di un comportamento criminale può avere un’influenza cruciale sulla scelta del trattamento che dovrebbe essere offerto a questi pazienti, sul livello di sicurezza necessario per realizzare il trattamento e, in alcuni casi, può essere utile per valutare la possibilità di una risposta positiva al trattamento.

Alcuni comportamenti criminali e la psicopatologia dell’asse II presentano una correlazione diretta come per esempio i comportamenti impulsivi ripetitivi, la strutturazione di circostanze che portano a conflitti interpersonali e la tendenza a sperimentare affetti intensi o l’identificazione paranoide quando si è sotto stress

Crimine violento: Una parte della lettura ha cercato di investigare la psicologia del crimine violento esaminando i collegamenti tra personalità e violenza. Una persona ipocontrollata sarebbe dotata di fattori inibitori molto bassi e quindi agirebbe frequentemente in una maniera violenta se percepisse una provocazione; d’altra parte, una persona “ipercontrollata” presenterebbe fattori inibitori estremamente forti e la violenza si verificherebbe se la provocazione fosse intensa o perdurasse per lungo tempo. I soggetti con carenze del controllo evidenziano difficoltà nel controllare il proprio umore e nell’evitare e liti. Si distinguono 4 tipi di criminale grave:

  • Psicopatici primari
  • Psicopatici secondari
  • Criminali controllati
  • Criminali inibiti

Fu dimostrato che i gruppi dei criminali inibiti e controllati presentavano meno precedenti di violenza ripetuta rispetto ai due gruppi degli psicopatici, specialmente gli psicopatici primari, dato coerente con l’ipotesi dell’ipercontrollo. Il comportamento violento è una caratteristica tipizzante due disturbi di personalità(borderline e antisociale) e che tratti antagonisti e ostili sono evidenti in otto dei disturbi della personalità (paranoide, antisociale, borderline, istrionico, narcisistico, passivo-aggressivo, schizotipico e ossessivo-compulsivo).
I disturbi dell’asse II sembrano presentare una considerevole rilevanza rispetto alla dinamica del crimine violento. Il disturbo di personalità antisociale e la psicopatia aumentano il rischio che un soggetto iniziasse un comportamento violento, ma non implicava che tale comportamento potesse essere previsto in un periodo di tempo determinato.

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