Psicologia della Televisione: Psicodinamica, Narcisismo e Paranoia

febbraio 13th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Sociale | Tecniche di Comunicazione

psicologia-della-televisioneFreud definisce l’obiettivo della psicologia di massa come quello di “isolare il simultaneo influsso esercitato sul singolo da un numero rilevante di persone alle quali egli è legato da qualcosa, ma che per molti aspetti possono essergli estranee”

Kernberg definisce cultura di massa tutte le forme di espressione culturale che fanno appello agli individui nel momento in cui si trovano a subire l’influsso di masse reali o immaginarie, cioè in condizioni in cui è attiva la psicologia di massa.

Kernberg nota una somiglianza tra il quadro della cultura di massa e l’età di latenza, ecco le caratteristiche in comune tra le due:

a) simultaneità della comunicazione, nella comunicazione e l’intrattenimento (stampa,radio,tv) c’è una simultaneità reale o immaginaria (assistere in un cinema o in un teatro assieme ad altri uno spettacolo = folla reale, intrattenimento di stampa, radio, tv = simultaneità immaginaria).

Le risate registrate nelle sit-com, non solo sottolineano le battute, aumentano le risate effettive  per riprova sociale (Cialdini 1989), ma creano anche un’ illusoria folla di spettatori e un illusorio senso di comunione.

b) personaggi fortemente stilizzati: nei film per adolescenti, per famiglie, nei film di guerra, nei thriller, nel porno soft di solito i personaggi sono estremamente stilizzati: totalmente buoni o totalmente cattivi, questo permette allo spettatore che ha già visto spettacoli di questo tipo di prevedere le loro azioni. La previsione dà un senso di piacere,superiorità e mostra dunque una dimensione narcisistica di autocompiacimento dello spettatore.

Il dramma viene introdotto dal pericolo che minaccia i buoni tramite il male più ovvio: criminalità violenza. I finali sono due possono diventare simpatici e chiarire le loro motivazioni o inguaribilmente cattivi ed essere puniti, di qui il compiacimento.

c) dissociazione tra erotismo e tenerezza

Sono pochi i riferimenti diretti agli aspetti erotici dell’amore: il sesso esplicito, quando viene rappresentato, di solito rigurda individui che non hanno relazioni affettive, oppure è un espressione di aggressività. I protagonisti possono indulgere ad atti sessuali co naltri personaggi, ma non con quelli con cui hanno un legame romantico. Nello stesso tempo, i film pornografici sono di solito rappresentazioni vuote di sesso meccanico.

d) telegiornali : C’è una tendenza a passare dal banale (descrizione banale di un avvenimento strano) al minaccioso ( il racconto di qualcosa di vicino a casa , che va contro il sistema di valori che si suppone il pubblico condivida). Si stimola allo stesso tempo la dimensione narcisista (la nostra superiorità divertita) la dimensione paranoide (il nostro giustificato sospetto, indignazione, vendetta).

La latenza è il periodo dello sviluppoche inizia con il consolidamento del Super-Io edipico e finisce con la riorganizzazione psico-dinamica all’inizio della pubertà. Il sistema morale del bambino in età di latenza afferma la fiducia nell’autorità parentale ed è caratterizzato da una sperazoine netta tra il buono e il cattivo, dalla possibilità di godere di un’aggressività moralmente giustificata, dall’adattamento a un ambiente sociale di compagni che permette la prima esperienza di norme di gruppo sicure, semplici e stabili, infine dalla netta dissociazoine tra sessualità anale (disprezzata) e amore tenero (per i genitori edipici).

La teoria psicoanalitica dei processi di grande gruppo

Assodato che alcuni individui sono più inclini di altri ad adottare valori convenzionali, e assodato che i fattori sociali ed economici influiscano molto, ci chiediamo: perchè individui adulti sono inclini ad accettare prodotti culturali che hanno qualità tipiche di un bambino in età di latenza? Avviene una grande regressione.Perché?

Freud 1921 descrisse per primo la regressione delle funzioni superegoiche in certi assembramenti di massa . Ipotizzò che la proiezione dell’Ideale dell’Io sul leader idealizzato elimina i vincoli morali individuali e le funzioni più evolute di autocritica e di responsabilità mediate dal SuperIo.

Turquet 1975 nota che solo le banalità permettono una temporanea unificazone del grande gruppo e l’emergere di leader i cui tranqullizzanti luoghi comuni sono avidamente accettati dalla maggior parte dei membri, gli individui che resistono a questo clima banale e stereotipato sono quelli più osteggiati.

I L.Narc. Possono offrire la leadership ricca di luoghi comuni tranqullizzanti al fine di sfuggire all’atmosfera paranoide e darle quella qualità narcisistica di autosoddisfazione.

Può interessarti

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.