La personalità secondo la teoria dell’interazionismo

gennaio 15th, 2019 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

Articolo di Susy D’Onofrio

Focus delle teorie interazioniste della personalità è l’interazione persona-ambiente; secondo tali teorie la personalità è il frutto delle influenze esercitate dall’ambiente sull’individuo e viceversa. L’individuo, quindi, non è un soggetto passivo, puro ricettacolo delle influenze ambientali, bensì si adopera per confrontarsi con le situazioni e crearne di nuove.

Le tesi che qualificano il programma interazionista sostengono che:

  1. a) il comportamento è funzione di un processo interattivo continuo e multidireazionale tra l’individuo e la situazione;
  2. b) l’individuo è protagonista attivo di tale processo interattivo;
  3. c) benché i fattori emotivi non siano irrilevanti, sono soprattutto i fattori cognitivi che svolgono una parte determinante in tale interazione;
  4. d) è soprattutto determinare il significato psicologico che la situazione assume per l’individuo. La persona e la situazione corrispondono a due sistemi in interazione e la comprensione delle loro relazioni è essenziale per la piena comprensione delle proprietà dell’uno e dell’altro (Caprara 1999, 464-465)

 

Gli interazionisti credono sia necessario considerare il complesso sistema fisico, sociale e culturale dell’individuo, il quale interagisce con esso e da esso è influenzato.

La personalità è concepita come un sistema aperto che si sviluppa sui e tramite i rapporti tra l’organismo e l’ambiente in virtù di processi di adattamento largamente regolati. (…) L’ambiente di cui è necessario tenere conto è un ambiente enormemente differenziato in rapporto alle limitazioni che esso comporta, alle opportunità che esso offre, alle trasformazioni che di esso sembrano possibili. (…) La personalità è dunque intesa al tempo stesso come risultato di processi e come processo, come esito di trasformazioni e al tempo stesso come agente di trasformazioni, come sistema aperto interagente con altri sistemi a sua volta costituito da sottosistemi tra loro interagenti. (Caprara 1999, 484-485)

 

Secondo Hettema, la personalità funziona a tre livelli:

  • livello cognitivo-simbolico (permette che la personalità rappresenti le situazioni e sviluppi le strategie per le loro trasformazioni);
  • livello di controllo (fa da tramite tra il livello cognitivo-simbolico e quello senso-motorio operazionale attraverso le elaborazioni cognitive e le reazioni biologiche, assicurando «alla personalità un equilibrio tra cognizioni e comportamenti e corrispondenza tra finalità strategiche e riscontri ambientali»(Caprara, 485);
  • livello senso-motorio (permette che la personalità recepisca dall’ambiente e agisca su di esso secondo le indicazioni date dagli altri livelli).
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