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Come il cuore influenza il nostro comportamento

Il cuore, definito nel linguaggio medico pompa cardiaca, è al centro della vita somatica ed affettiva dell’uomo, è la sede della paura e del coraggio, dell’amore e dell’odio, della pietà e della crudeltà; il suo ritmo è gestito dalle emozioni (Fenichel, 1951).

Diagnosi che indicano malattie del cuore possono indurre nel soggetto fantasie di morte, preclusione nello svolgimento delle attività quotidiane e cambiamenti nella vita sociale e lavorativa. Anche la collettività può associare alla causa di malattia cardiaca fantasie persecutorie, divenendo particolarmente solidale e sensibile.

Il primo contributo sulla psicologia del cuore deriva dalla psicoanalisi

Schur (1976) fu uno dei primi medici ad applicare le conoscenze psicoanalitiche nella pratica terapeutica e a riconoscere quanto la malattia cardiaca abbia coinvolgimento psicologico.

Patologie valvolari distinguono il malato aortico, che in genere è colui che non riporta segni e sintomi particolari e che scopre la sua condizione dopo molto tempo che la lesione si sia instaurata, pertanto l’irrompere di una diagnosi, a volte anche grave, produce una forte insicurezza interiore.

Come il cuore influisce sul nostro comportamento

Il dolore fisico e morale avvolge la coscienza, distoglie dal mondo esterno; è proprio dall’esterno che giungono le prime aggressioni, ovvero dalle parole del medico. Il malato può disperarsi, negare la realtà dell’intervento e di trovarsi in ospedale, ricoprendo la realtà di proiezioni fantastiche.

La cardiochirurgia, pur essendo riparatrice, può rappresentare un’esperienza traumatica.

Come lo psicologo può aiutare un cardiopatico

Scopo della psicologia medica legata a patologie cardiovascolari è formulare risposte efficaci ai bisogni dei pazienti, prevenire problemi postoperatori, ridefinendo il rapporto medico-paziente soprattutto nella fase della comunicazione della diagnosi e nella fase della preparazione preoperatoria, lasciando che il soggetto viva comunque la sua sofferenza interiore ma rendendolo disponibile verso la comprensione e l’accettazione della malattia in quanto fenomeno umano (Pierri, 1979).

Questo articolo di Daniela Moschetto tratta di psicologia del cuore e della relazione tra cuore e comportamento.

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