Dall’engagement allo sviluppo: pubblicato su Frontiers in Virtual Reality lo studio del progetto VR-SEN su 130 bambini con bisogni educativi speciali
di Agnese Gobbi, per conto di Igor Vitale International S.r.l.
Il 31 luglio 2026 la rivista scientifica internazionale Frontiers in Virtual Reality ha pubblicato in open access lo studio “From engagement to development: teacher- and parent-rated changes following Virtual Reality–Based training in children with special educational needs” (Front. Virtual Real. 7:1891564, DOI: 10.3389/frvir.2026.1891564). Si tratta di uno dei risultati scientifici più importanti del progetto Erasmus+ “Improving Motor Skills in Special Needs Children through Virtual Reality Exercises” (VR-SEN, codice progetto 2023-2-TR01-KA220-SCH-000174004), cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito delle Cooperation Partnerships in School Education (KA220-SCH).
Tra gli autori figura Agnese Gobbi, in rappresentanza di Igor Vitale International (Foggia, Italia), partner del progetto, insieme a un team internazionale che riflette la natura autenticamente europea del partenariato: Engin Karadağ (Özyeğin University, Istanbul, autore corrispondente), S. Koza Ciftci (Akdeniz University e Khazar University), Murat Aydogmus (Denizli İstek Schools), Ceren Bostancı e İrfan Şimsek (Istanbul University-Cerrahpasa), Evi Zerra (Ftiotidas Primary School, Atene), Marta Kubiak (The Henryk Sienkiewicz Special School, Świdnik, Polonia) e Javier Saiz (C.E.I.P. Federico García Lorca, Valencia).
La domanda di ricerca: il cambiamento si vede anche fuori dalla stanza VR?
La letteratura scientifica sulla realtà virtuale per i bambini con bisogni educativi speciali (BES) è cresciuta rapidamente, ma con tre limiti ricorrenti che lo studio individua con precisione. Primo: la maggior parte delle ricerche osserva un solo dominio dello sviluppo — le abilità motorie, oppure l’attenzione, oppure le competenze sociali — mentre i bambini con BES raramente hanno bisogni confinati a un’unica area. Secondo: gli studi si concentrano quasi sempre su una sola diagnosi, lasciando aperta la questione di cosa accada in gruppi eterogenei come quelli che le scuole incontrano davvero. Terzo: le valutazioni provengono di solito da un unico osservatore in un unico contesto, mentre lo sviluppo si esprime in ambienti diversi — e insegnanti e genitori, notoriamente, tendono a non essere d’accordo quando valutano lo stesso bambino.
Lo studio VR-SEN affronta questi tre vuoti con una scelta metodologica precisa: un disegno pre-post a fonte mista, in cui insegnanti e genitori valutano in parallelo gli stessi bambini, prima e dopo il programma, con due checklist osservative speculari — l’insegnante osserva a scuola e durante il training, il genitore osserva a casa e nella vita familiare. Quattro i domini concettuali indagati: sviluppo motorio, regolazione cognitivo-comportamentale, sviluppo emotivo e sviluppo sociale.
Il campione e il programma
Hanno partecipato 130 bambini e ragazzi con BES tra i 7 e i 18 anni, provenienti da due Paesi del partenariato: 100 dalla Grecia e 30 dalla Polonia. Il campione copre un ventaglio diagnostico ampio: ADHD, disprassia, disabilità ortopediche, distrofia muscolare, disturbo dello spettro autistico e disabilità intellettiva lieve-moderata. Dopo l’appaiamento dei dati, le analisi hanno potuto contare su 127 coppie complete di valutazioni per il modulo insegnanti e 129 per il modulo genitori.
Il programma è stato erogato nelle scuole con visori immersivi Meta Quest 2 e Meta Quest 3, utilizzando l’applicazione VR-SEN sviluppata dal progetto, con attività strutturate di tipo motorio (equilibrio e coordinazione), cognitivo (attenzione e problem solving) e sociale (turnazione e collaborazione). Ogni bambino ha completato circa sette sessioni di 20–30 minuti, due volte a settimana, nell’arco di circa cinque mesi, sotto la supervisione di insegnanti di sostegno e terapisti formati in un workshop specifico del progetto. Le attività sono state individualizzate e rese progressivamente più difficili in base ai bisogni e al livello di autonomia di ciascun bambino. Nessun evento avverso è stato registrato e l’intervento è risultato ben tollerato.
I risultati: aumenti ampi, osservati da entrambe le fonti
I numeri principali sono netti. Al pre-test i bambini si collocavano sotto il punto medio della scala (media totale insegnanti 2,45; genitori 2,71 su una scala 1–5); al post-test le medie sono salite nella fascia moderato-alta in ogni dominio. I punteggi sono aumentati per il 91,3% dei bambini secondo gli insegnanti e per il 96,1% secondo i genitori, con meno del 2% di diminuzioni. Gli effect size sono ampi in tutti i domini: d di Cohen tra 1,46 e 1,73 per gli insegnanti e tra 1,34 e 1,69 per i genitori, con conferma dei test non parametrici e correzione di Holm–Bonferroni.
Il dato forse più interessante riguarda la convergenza tra le due fonti: le valutazioni di insegnanti e genitori risultano fortemente allineate (correlazione r = 0,91 sui totali post-test; ICC = 0,91), un livello di accordo molto superiore a quello tipicamente riportato in letteratura tra genitori e insegnanti, che di solito si ferma su valori modesti. Gli insegnanti — che osservavano i bambini direttamente durante il training — hanno riportato guadagni leggermente maggiori dei genitori (1,66 contro 1,44 punti medi), ma direzione e ampiezza del cambiamento coincidono nei due contesti: scuola e casa.
Le note qualitative degli insegnanti, disponibili per 30 bambini, descrivono una partecipazione volenterosa e un coinvolgimento crescente di sessione in sessione, dopo un iniziale periodo di familiarizzazione con l’attrezzatura.
La trasparenza sui limiti: un tratto distintivo dello studio
Un elemento che dà valore alla pubblicazione — e che il team di autori rivendica esplicitamente — è la cautela interpretativa. Lo studio non aveva un gruppo di controllo: i risultati vengono quindi presentati come cambiamenti pre-post associati al programma, non come prova che il training VR ne sia la causa. Le valutazioni non erano in cieco, e gli stessi autori discutono apertamente la possibilità che aspettative condivise di insegnanti e genitori abbiano contribuito ai punteggi. L’analisi fattoriale esplorativa, inoltre, non ha confermato i quattro domini come sottoscale distinte, ma ha evidenziato una dimensione generale dominante: i quattro domini restano quindi un’organizzazione concettuale, non sottoscale validate.
Anche il confronto tra categorie diagnostiche — con guadagni maggiori per disprassia, distrofia muscolare, ADHD e disabilità ortopediche, più contenuti per l’autismo e pressoché assenti per la disabilità intellettiva — viene letto con la massima prudenza, perché diagnosi e Paese risultavano quasi completamente sovrapposti: i gruppi con i guadagni più ampi provenivano interamente dalla Grecia, quello con guadagni nulli interamente dalla Polonia. Gli autori sono chiari: la differenza può riflettere fattori di sito, di implementazione o di modalità di valutazione, e nessuna diagnosi può essere considerata più o meno “responsiva” alla VR sulla base di questi dati.
Questa onestà metodologica non indebolisce lo studio: lo rende credibile. Le conclusioni indicano con precisione la strada per la ricerca futura — disegni controllati, valutatori in cieco o misure oggettive, strumenti validati, gruppi diagnostici bilanciati tra i siti e follow-up nel tempo.
Il significato per il progetto e per le scuole
Per il partenariato VR-SEN, questa pubblicazione rappresenta la validazione scientifica del lavoro svolto sul campo in due Paesi, con bambini reali, in contesti scolastici ordinari di educazione speciale. Il messaggio operativo per le scuole è duplice: un programma VR strutturato, individualizzato e supervisionato è implementabile e ben tollerato nella pratica quotidiana; e il cambiamento percepito non resta confinato alla stanza in cui si svolge il training, ma viene osservato — con notevole accordo — anche a casa, dai genitori.
Per Igor Vitale International, la partecipazione a questa pubblicazione conferma l’impegno nel portare rigore scientifico e psicologia applicata nei progetti europei di innovazione educativa, trasformando la sperimentazione sul campo in conoscenza condivisa, accessibile a ricercatori, insegnanti e famiglie di tutta Europa.
L’articolo completo è disponibile gratuitamente in open access: DOI 10.3389/frvir.2026.1891564.
Il progetto “Improving Motor Skills in Special Needs Children through Virtual Reality Exercises” (2023-2-TR01-KA220-SCH-000174004) è cofinanziato dall’Unione Europea. Le opinioni espresse appartengono agli autori e non riflettono necessariamente quelle dell’Unione Europea o dell’Agenzia Nazionale Erasmus+, che non possono esserne ritenute responsabili.
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